Recensione Colombiana

L'eroina action di Zoe Saldana firmata Luc Besson

recensione Colombiana
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Bogotà. La piccola Cataleya ha solo nove anni quando vede uccidere davanti ai suoi occhi i genitori. Il mandante della strage a cui la bambina assiste è il boss Don Louis, socio d'affari del padre della piccola, che sospettava il tradimento del vecchio amico. Cataleya, nonostante il forte shock, dopo una rocambolesca fuga giunge all'ambasciata americana dove consegna un microchip carico di dati preziosi che gli garantiscono anche la protezione e la cittadinanza da parte degli USA. Viene mandata a Miami ma qui riesce a fuggire dai suoi supervisori e va alla ricerca dello zio Emilio, anch'egli invischiato in giri poco puliti. Proprio al parente ritrovato la bambina chiede di essere allenata per divenire un'assassina e vendicare la sua famiglia. Quindici anni dopo il suo desiderio sembra ad un passo dall'essere esaudito...Non è un caso che nella sceneggiatura ci abbia messo lo zampino un "certo" Luc Besson: d'altronde chi meglio di lui, regista di Nikita e del recente Lucy, poteva dar vita all'ennesima eroina action del grande schermo? Da sempre legato a figure femminili forti (oltre ai titoli sovracitati basti pensare anche a Natalie Portman in Leon e alla Milla Jovovich di Giovanna d'Arco e Il quinto elemento) l'autore francese qui scrive (a quattro mani col fido Robert Mark Kamen) e produce questo nuovo action movie "in rosa" affidandone la regia ad Oliver Megaton, già dietro la macchina da presa di Transporter 3 e dei futuri Taken 2 e 3. Elemento fondamentale inoltre per la riuscita di Colombiana è senza dubbio l'azzeccata scelta di Zoe Saldana, reduce dal successo di Avatar, come assoluta protagonista.

Angel of death

Ed è proprio la sua splendida interprete il principale motivo d'interesse di un prodotto discreto ma fin troppo standardizzato ai canoni di genere. Novella ed esotica Nikita del terzo millennio, la bella interprete di origini sudamericane infonde il giusto magnetismo al personaggio di Cataleya, angelo della vendetta implacabile che non lascia scampo ai suoi nemici. Con movenze quasi feline che non avrebbero niente da invidiare a Catwoman ed una fisicità asciutta l'attrice se la cava sia negli sporadici combattimenti corpo a corpo (con tanto di spazzolini da denti usati come "arma impropria") che nei millimetrici infiltramenti / fughe alle quali la protagonista è costretta. Se Colombiana rispetta però tutti gli stilemi del filone lo fa anche nei suoi lati negativi: è infatti doveroso notare la carenza narrativa che riguarda il plot principale e la pressoché nulla caratterizzazione delle figure secondarie, villain incluso. Megaton si concentra soltanto sulla componente ludica, evitando qualsiasi intento introspettivo (le brevi scene "interpersonali" odorano di già visto lontano un miglio) e smorzando così qualsiasi tono enfatico: i colpi di scena non ci sono e tutto scorre liscio come l'olio dall'inizio alla fine, conducendo ad un epilogo alquanto telefonato. Un film con un suo determinato pubblico che, conscio di giocare a certe regole, può anche divertirsi senza troppi pensieri sino ai titoli di coda, chiusi in bellezza dalla voce di Johnny Cash.

Colombiana Con una storia banale, più adatta a imbolsite star dell'action come Steven Seagal o Dolph Lundgren, il motivo di maggior interesse di Colombiana sta tutto nell'avvincente performance di Zoe Saldana, sexy e magnetica al punto giusto da infondere comunque un certo fascino ad un personaggio stereotipato. Megaton si dimostra un solido regista di mestiere per ciò che concerne il versante ludico ma, complice una sceneggiatura povera di idee scritta da un Luc Besson evidentemente sottotono, il lato umano / drammatico è pressochè nullo. Un'operazione che comunque, pur nei suoi limiti, svolge il suo compitino senza colpo ferire.

6

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