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Codice fantasma, la recensione del thriller disponibile su Netflix

In Codice fantasma un agente della CIA e una bella operatrice devono difendersi da un gruppo di aggressori in una stazione segreta.

recensione Codice fantasma, la recensione del thriller disponibile su Netflix
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Quante volte il cinema di genere ci ha raccontato di agenti segreti o infallibili killer caduti in disgrazia e in cerca di una possibile redenzione? Sicuramente troppe e alla copiosa lista di titoli a tema si aggiunge nel 2013 l'esordio in una produzione di lingua inglese del regista danese Kasper Barfoed, frutto di una coproduzione tra Nuovo e Vecchio Continente. In Codice fantasma infatti John Cusack veste i panni dell'agente della CIA Emerson Kent che, dopo esser rimasto traumatizzato da una missione in cui ha accidentalmente perso la vita una ragazzina, viene mandato dai superiori a controllare una piccola stazione radio governativa nel bel mezzo della campagna inglese. Qui ha anche il compito di proteggere la bella operatrice, intenta a diffondere messaggi in codice, fino a quando la struttura viene attaccata da degli individui armati fino ai denti. Ma gli assalitori non sono l'unico problema, perchè l'uomo dovrà anche fare i conti con la sua coscienza e il recente passato.

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Un thriller come tanti altri, incapace di staccarsi dagli stereotipi del genere e fiaccato da una certa confusione narrativa nei pur brevi novanta minuti di visione: Codice fantasma (disponibile su Netflix) taglia così le gambe al potenzialmente interessante protagonista (un comunque convincente John Cusack) per infilarsi in un riciclo di situazioni, platonica relazione sentimentale in divenire inclusa, che ben presto viene a noia. La stessa tensione è annacquata da un marcato senso di prevedibilità su quanto sta per accadere e lo spettatore navigato sa ben presto che l'epilogo sarà dei più classici, in una progressione degli eventi in cui anche i presunti colpi di scena non riescono mai a sorprendere più del dovuto; le caratterizzazioni di Kent e della sua bella collega (interpretata da Malin Akerman) naufragano così ben presto in dinamiche banali e abusate e l'attenzione rivolta al risicato gruppo di cattivi rasenta il minimo storico, consegnandoci una storia in cui il tasso di attenzione si abbassa inesorabilmente col susseguirsi del racconto. Il comparto action regala qualche sequenza di discreta fattura, ma l'ambientazione limitata (la quasi totalità della pellicola è ambientata all'interno della stazione - bunker) smorza ogni possibile istinto coreografico e/o di suspense, confinando l'intera operazione in quel limbo di monotone fotocopie a cui il filone ci ha troppo spesso abituati.

Codice fantasma Un agente della CIA tormentato dai fantasmi del recente passato, una bella operatrice e una sparuta banda di cattivi sono al centro di Codice fantasma, fiacco e banale thriller ambientato all'interno di una stazione governativa adibita all'invio di messaggi in codice. Un film che, nonostante le buone performance di John Cusack e Malin Akerman risente di una fastidiosa stagnazione narrativa e si perde ben presto in un abuso di cliché del filone che consegnano il racconto al suo prevedibile epilogo senza raggiungere mai la necessaria dose di tensione, potenzialmente insita nei passaggi chiave della vicenda.

5

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