Lucca 2012

Recensione Code Name: Geronimo

Il film che svela i retroscena dell'uccisione di Osama Bin Laden

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La locandina di Code name: Geronimo dice già tutto su ciò che si preannuncia essere la nuova pellicola di John Stockwell; guardandola con attenzione, o anche solo di sfuggita, chiunque potrà infatti scorgere, appena sotto le gambe dei soldati con fucili e pistole al seguito, la sagoma di un volto, appena suggerito da quel chiaroscuro tra polvere e terriccio ma, al tempo stesso, così emblematico e rivelatore da non poter essere confuso con niente e nessuno.
Non fosse già abbastanza chiaro questo particolare, dirigete allora il vostro sguardo verso la scritta riportata in testa alla locandina, che recita testualmente, ed inequivocabilmente: "La caccia all'uomo più ricercato della storia".
Se ancora non avete capito di chi stiamo parlando, allora c'è una sola cosa, o meglio, una data in grado di indurvi alla definitiva risoluzione dell'enigma: 11/9/2001; il giorno in cui il destino di una nazione come del mondo intero cambiò irreparabilmente, per mano, più di chiunque altro, dell'uomo di cui ancora ci ostiniamo a non rivelare l'identità.
Quell'uomo su cui tutti hanno già detto tutto ma che, ancora, sembra non essere abbastanza, e mai, probabilmente, lo sarà; anche ora che quell'uomo, in base a quanto ci è dato sapere, è giunto al termine dei suoi giorni, durante un'operazione di vera e propria "caccia" della quale Stockwell prova, a suo modo, a ricostruire la dinamica.

CODE NAME: OSAMA

A dieci anni dalla tragedia del World Trade Center, la CIA ha selezionato un'unità speciale di Navy Seals per una missione segreta in Afghanistan denominata Geronimo, della quale nessuno, tra i componenti del gruppo, conosce il reale obiettivo, che è, in realtà, abbastanza semplice: trovare e uccidere l'uomo più ricercato di tutti i tempi, Osama Bin Laden.

C'è chi lo ha paragato al sorprendente e pluripremiato The Hurt Locker (2009) di Kathryn Bigelow e chi al pirotecnico Act of Valor (2012) della coppia Mike McCoy-Scott Waugh, del quale abbiamo avuto modo di parlare su queste stesse pagine proprio la scorsa primavera.
In effetti, in Code name: Geronimo si verifica una vera e propria osmosi fra i temi che hanno fatto da parte integrante all'una e all'altra pellicola. Dal film della Bigelow, Stockwell - che di action movie se ne intende e non poco, visto che nella sua filmografia figurano titoli abbastanza snobbati ma, in fondo, non così malvagi come Blue Crush (2002) e Trappola in fondo al mare (2005) - eredita l'introspezione e il notevole spessore psicologico dei personaggi, bilanciando il pathos creato da queste due componenti con la spettacolarità che McCoy e Waugh hanno sapientemente messo in scena.
Probabilmente è più ad Act of Valor che non a The Hurt Locker che il film deve gran parte dei suoi riferimenti e della sua complessiva fattura, complice anche il fatto che i protagonisti, anche in questo caso, sono dei Navy Seals.
Ne scaturisce, alla fine, un buon prodotto di genere, supportato da una regia solida e attenta e da una sceneggiatura, ad opera di Kendall Lampkin, ben assortita di sorprese e colpi di scena sufficientemente efficaci per coinvolgere qualsiasi fascia di pubblico.
Certo, a farsi ricordare sarà soprattutto l'anima più adrenalica e movimentata della pellicola, e non l'approccio psico-socio-analitico che, giustamente, viene fatto emergere in alcuni frangenti della storia, ma calcolando quello che è il livello del cinema d'azione contemporaneo, Code name: Geronimo risulta, alla fine, molto più interessante e convincente di quanto ci si potesse aspettare.
L'approdo sugli schermi tricolore è atteso per il prossimo 8 novembre e sarà preceduto, il 2 dello stesso mese, da una proiezione in anteprima all'imminente Lucca Comics & Games.
Pensate, invece, che in patria non verrà nemmeno distribuito nelle sale, ma sarà trasmesso esclusivamente su National Geographic Channel.

Code Name: Geronimo Arriva nelle sale l'atteso action-thriller sulla missione segreta intrapresa nel 2011 da un gruppo di Navy Seals per scovare e uccidere il terrorista e leader di al-Qaida Osama Bin Laden. L'esperto John Stockwell dirige una pellicola che pare essere un incrocio fra i noti The Hurt Locker (2009) e Act of Valor (2012), attenendosi molto di più ai canoni di quest'ultimo. Coinvolgente nel ritmo e nella narrazione, si rivela un prodotto di genere ben riuscito e che si farà apprezzare, oltre che per il buon livello d'azione, anche per i vari colpi di scena presenti in sceneggiatura.

7

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