Torino 2012

Recensione Christmas With The Dead

Zombi "fulminati" di Natale!

Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Era il 1 dicembre 2010, ormai due anni fa, quando in Inghilterra venne pubblicato il racconto Christmas with the dead, racconto di sole 25 pagine dell’irresistibile penna ironico-noir di Joe R. Lansdale. Autore di poche parole, che da sempre gioca molto bene con l’ironia coniugata a materia oscura, spesso thriller o comunque macabra, i suoi libri sono uno spasso di pura lettura. In un periodo, come questi anni, di grande recupero del filone zombie e dei B-movies ormai di tendenza, la scommessa di Lansdale e del regista T.K. Lankford è stato di portare questo racconto ampiamente e orgogliosamente trash sul grande schermo. Definire il risultato è difficile, ma una cosa certa: strappa le sue risate e gli amanti del genere resteranno probabilmente soddisfatti.

I morsiconi

Calvin, Tina ed Ella sorridono all’obiettivo della loro piccola telecamera domestica: l’albero di Natale sfavilla alle spalle e Ella, la deliziosa mogliettina, attraente e ancor più magnetica con un costume da “babbo natalessa”. Nel frattempo, pasticciati effettucci volutamente trash e di bassa lega ci mostrano minacciosi flussi di energia attraversare lo spazio e avvicinarsi alla Terra. E mentre questi flussi variopinti si avvicinano, Ella prega per l’ennesima volta il sonnecchioso Calvin di andare a comprare le luci esterne... Temporale. Un fulmine. Calvin si sveglia di soprassalto e tenta di soccorrere moglie e figlia, inspiegabilmente inconsce a terra mentre guardavano i fulmini. Il loro cuore non batte più: è tragedia, ma di lì a poco lo sarà ancora di più. La famiglia di Calvin, così come grande parte del resto della popolazione, si è trasformata in zombie. Zombie ben lungi anche solo dal più vago effetto horror, ma che divertono e vogliono divertire, a tratti anche rattristare e aggiungere una dose di dramma e di riflessione. Calvin sarà così ridotto a incatenare la moglie-zombie come un cane, costruirà un recinto a prova di mostri attorno alla sua casa e, in puro stile Io sono leggenda, si abituerà a vivere da solo, parlare da solo, condurre trasmissioni in radio da solo, rivolgendosi perlopiù proprio ai compagni zombie, che lui chiama “morsiconi”. Ma poi Calvin incontrerà un altro superstite, Karen, ormai professionista sicario di zombie. E comincerà un’avventura dai toni epici, grotteschi, surreali...

Buon Natale, tesoro

E’ domenica mattina, 25 novembre 2012. Siamo tutti un po’ assonnati, com’è umano essere la domenica mattina. Lo sono anche Lansdale e Lankford, dietro il loro tavolo nella sala conferenze. Parlata concreta ed essenziale, ma divertita e appassionata, con un accento americano piacevolissimo, lo sceneggiatore e il regista hanno presentato il film, quasi homemade: un budget ridottissimo, girato perlopiù in casa e generalmente nella città di Nacogdoches, in Texas, dove lo scrittore vive da ormai trent’anni. La maggior parte degli zombie e delle comparse sono ragazzi dell’università locale e questo dà un’idea della cifra del lavoro: guardando il film, non si può fare a meno di notare il divertimento a la voglia che c’è stata dietro la sua lavorazione. Encomiabili e spassosissimi gli zombie, specialmente quando si animano a tempo di musica, parodiando il metal. Damian Maffei, che interpreta il protagonista Calvin, riesce abbastanza a rendere lo spirito goliardico e caciarone del B-movie. Ma ciò che lo rendono apprezzabile al suo pubblico di genere sono i piccoli dettagli feticisti: i lampi colorati, le elettrizzazioni negli occhi, le interazioni degli zombie, il modo in cui questi vengono distrutti, gli esilaranti dialoghi. Lo zombie diventa caricatura dell’uomo, suo sventramento e campione vivisezionato dei suoi tratti tribali, come quasi esplicitamente arriva a dire il fanatico reverendo Mac del film. Attingendo a tutta la tradizione zombiesca pur non essendo zombie veri e propri (il contagio in questo caso parte da un fulmine, e basta sparar loro per ucciderli), gioca coi vari ruoli della società, sulla falsariga di Land of the dead di George A. Romero, il maestro del genere.

Christmas With The Dead In sostanza, un filmetto poco più che amatoriale per mezzi e intenti, l’ideale per chi ama il genere, non adatto a tutti. Non è un film zombie ad alto budget bensì un film di pura passione e divertimento, nato per essere gustato tra amici e colpi di risate, presto un cult imperdibile dei festini di halloween. Per chi non è avvezzo al trash (quello vero!) il film potrebbe risultare una perdita di tempo.

6

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