Recensione Chittagong

I due giorni di indipendenza di Chittagong raccontati da Bedabrata Pain

recensione Chittagong
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Il curriculum di Bedabrata Pain è a dir poco eccezionale, un pluripremiato scienziato del Jet Propulsion Laboratory, NASA, dove ha lavorato per quindici anni innovando il campo dei sensori per immagini CMOS. Nel 1999 è stato inserito nella US Space Technology Hall of Fame. Non solo, la sua grande passione va anche in direzione dell'arte, della letteratura e della musica. Pittore dilettante dall’infanzia, Pain è anche compositore e cantante. È stato il ricercatore principale per il documentario del 2011, Lifting the veil sull'impatto della globalizzazione in India e scrittore del libro Behind the events in Kashmir. Quindi non pago dei suoi grandiosi risultati ha deciso di intraprendere un'ulteriore sfida con se stesso, soddisfare la propria passione e diventare un regista cinematografico. Sfida che possiamo dire essere stata superata a pieni voti dato che Pain è riuscito a portare sul grande schermo uno dei film rivelazione dell'anno, l'unico film indipendente ad essere inserito nella Top Ten delle migliori pellicole del 2012.

La rivoluzione dei bambini

Sono gli anni Trenta, l'India è saldamente sotto l'egida dell'Impero di Sua Maestà: Jhunku, un ragazzo ventitreenne fugge dalla polizia bengalese e riesce a nascondersi in un cunicolo sotterraneo dove trova la morente Apu. Accanto al suo corpo ricorderà gli eventi che lo hanno portato in quel luogo.
Nove anni prima Jhunku non avrebbe mai potuto immaginare che direzione avrebbe preso la sua vita. Di buona famiglia, beneducato e studioso, il giovane sembra il classico prototipo di indiano pro-regime, ma in lui è già presente il tarlo del dubbio. Il suo amico e mentore Surya Sen è infatti a capo della resistenza che vuole liberare la cittadina di Chittagong dal dominio britannico, ma non ha mai sfruttato la propria influenza per spingere il giovane ad entrare tra le loro fila.
Un giorno però tutto cambia. Due giovani ragazzi giocano un tiro mancino ad un ufficiale della polizia, lo spietato Johnson, che tornato a vendicarsi uccide uno dei due di fronte alla folla. Per tutta risposta l'uomo viene promosso a capo della polizia e il giovane Jhunku, sentitosi tradito dal governo in cui credeva, decide di unirsi ai ribelli.
Surya Sen decide che il momento è quello giusto e inizia ad addestrare una cinquantina di ragazzi all'uso delle armi da fuoco e degli esplosivi, per usarli nel suo piano di conquista della città. Il 18 aprile riusciranno così a catturare la cittadina ma, pochi giorni dopo, si vedono costretti a fuggire nei boschi per scampare alla furia degli inglesi. Dopo alcuni scontri in cui molti giovani perdono la vita, Jhunku riesce a tornare a casa solo per essere catturato e mandato a Black Waters, la più dura prigione per dissidenti. Ne uscirà trasformato nel corpo e nell'animo ma il suo spirito ribelle continuerà a bruciare, portandolo a organizzare una seconda rivolta.

Difficoltà produttive...

Bedabrata Pain prende spunto da un fatto storico poco conosciuto e mette in scena la vita di gruppo di studenti che ha dato il via ai primi moti rivoluzionari, gli stessi che hanno acceso la scintilla che ha portato all'indipendenza indiana nel 1947. Una rivoluzione fatta da uomini e bambini, ma soprattutto dalle donne, consapevoli che il loro ruolo può essere quello di combattenti e leader e che vengono riconosciute come tali dai loro compagni, uniti con loro nella lotta per la propria indipendenza.
Quando si parla della storia dell'India molti conoscono unicamente la figura del Mahatma Gandhi, leader del movimento non violento che per decenni ha combattuto per l'indipendenza. Ma come in ogni lotta per la liberazione i moti sono stati anche violenti, soprattutto quelli nelle campagne, come nella zona di Chittagong. In una nazione dove oltre il settanta per cento della popolazione vive con meno di 20 rupie al giorno (il costo di una bottiglia d'acqua) politicamente è più importante insegnare al popolo indiano a non reagire e non combattere ricordando un personaggio come Ghandi piuttosto che raccontare di fatti che potrebbero ispirare e spingere alla ribalta molti movimenti già esistenti che chiedono e si battono per diritti ed equità. Difatti la storia dei rivoluzionari non si intona con l'incredibile India che vediamo nelle pubblicità.
L'opera di Bedabrata Pain è quindi notevolmente importante per la sua coraggiosa scelta di raccontare fatti scomodi, ma proprio per questa scelta si è ritrovato in mezzo ad una serie di vicissitudini economiche che gli hanno impedito di trovare uno Studio che producesse il film, arrivando a pagare l'intera pellicola di tasca propria, e dovendo aspettare oltre due anni per la distribuzione. Uscito lo scorso ottobre senza alcuna pubblicità a causa della mancanza di fondi, Chittagong è riuscito a rimanere nelle sale per ben sei settimane grazie ad un enorme successo di passaparola del pubblico entusiasta.

,,,per un'opera onesta

Grazie ad un grande lavoro di ricostruzione durato due anni, il regista ha ricreato i fatti di quegli anni incontrando di fatto i protagonisti del suo futuro film, tra cui Jhunku, intervistato sul suo letto di morte e che chiude con un tocco di grande umanità la sua pellicola. Attraverso la storia di questo giovane, poco più che un bambino, assistiamo alla lotta di un popolo messa in scena senza alcun manicheismo, alcune distinzione tra buoni o cattivi, ma solo tra due fazioni con le loro ragioni. Un'analisi del fenomeno del colonialismo che porta nuova luce sulla storia di una nazione e la racconta con grande entusiasmo, tentando di diventare d'ispirazione per molti giovani. Con tanta passione ed umiltà Pain porta sul grande schermo una prima opera forte e di grande qualità, che fa un ottimo lavoro nel gestire un cast di giovanissimi, quasi tutti non professionisti. Sebbene non manchino alcuni momenti cui si scade in un'enfasi eccessiva, il film riesce ad essere un viaggio epico tra le maglie della storia e grazie ad un ottimo uso della musica -parte integrante della vita di ogni indiano- riesce a creare dei momenti assolutamente lirici e poetici.

Chittagong Chittagong è un'eccezionale opera prima che grazie ad un certosino lavoro di ricostruzione svela al mondo il grande talento di un nuovo regista. Il ritratto della vita di un giovane rivoluzionario, che combatte prima con i propri dubbi e le proprie paure, per poi scontrarsi con un nemico invincibile, riuscendo comunque ad ottenere un risultato storico. La cittadina di Chittagong, per due giorni, nell'aprile del 1930, è stata indipendente.

7.5

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