Recensione Chinese Zodiac

Jackie Chan torna alla regia con un esplosivo mix di azione e commedia

recensione Chinese Zodiac
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JC (Jackie Chan) , un ladro di opere d'arte, è il migliore nel suo campo. Un giorno viene assoldato dalla società facente capo ad un losco uomo d'affari (Oliver Platt) per recuperare le dodici statue dello zodiaco cinese, disperse per il mondo da più di un secolo, e in particolare quella considerata leggendaria del Drago. JC e la sua squadra si mettono così sulle tracce dei reperti, e durante la loro missione si imbattono in una giovane archeologa cinese -attivista per la restituzione delle opere storiche ai loro Paesi d'origine- e in un'affascinante ereditiera francese, con le quali andranno alla ricerca delle statue mancanti...
Jackie Chan torna alla regia in patria a soltanto un anno dall'ambizioso, ma poco riuscito, kolossal storico 1911 sulla rivoluzione cinese, che pur proponendolo dopo diverso tempo nelle vesti di attore drammatico, non convinceva per una costruzione troppo frammentaria degli eventi. Con Chinese Zodiac, terzo capitolo della trilogia Armour of god iniziata nel lontano 1986 e atteso da tempo, il funambolico attore hongkonghese torna alla grande sulle scene, con un film esplosivo che riesce a coniugare perfettamente gli stilemi del cinema tipico di Jackie: massicce dosi di divertimento (per tutti, ma questo non è affatto un punto a sfavore) unite alle incredibili doti acrobatiche del suo protagonista, mai così in forma da diversi anni e che non dimostra per nulla di aver sorpassato il mezzo secolo.

Go Jackie Go

Gli stunt, realizzati come al solito senza l'utilizzo di controfigure (a tal proposito, altro marchio di fabbrica, gustarsi i titoli di coda), sono infatti realizzati alla perfezione, frenetici e avvincenti, il classico mix tra simpatia e abilità che trova i suoi apici nello splendido (e lungo) scontro in una base di riciclaggio e nell'affascinante lotta tra i cieli in paracadute nei minuti finali. Dal punto di vista registico Chan offre una bella commistione del meglio da lui realizzato ad Hollywood con una follia più sfrenata tipica del cinema di Hong Kong, regalando diversi spunti d'interesse sia al pubblico che lo conosce per i suoi lavori americani che ai fan cinefili d'Oriente. Un po' Indiana Jones, un po' Lupin III, la figura di JC è dotata dei più incredibili gadget tecnologici, e poco importa in questo caso la verosimiglianza di questi quando il divertimento raggiunge livelli notevoli. Non mancano nemmeno gustose parodie citazioniste, prima su tutte l'esilarante "copia" nipponica di Jack Sparrow, un trasandato capo dei pirati in una delle parti più riuscite della pellicola, ambientata su un'isola deserta. Oltre ad un cast che vede come compagni di JC, impegnati anch'essi in spericolate lotte acrobatiche, un poker di nuove stelle della scena nazionale, Chinese Zodiac può contare anche su alcuni nomi di rilievo internazionali come Oliver Platt (2012), Laura Weissbecker (The Russian Dolls) e il campione di taekwondo Alaa Safi, giustificando così le missioni della banda di ladri che hanno luogo in varie parti del mondo. Con quest'ultimo film Jackie Chan dimostra di non sentire assolutamente il peso dell'età e di poterci regalare ancora grosse emozioni sia dietro che davanti la macchina da presa, avendo realizzato uno degli action comedy più entusiasmanti degli ultimi tempi. Imperdibile, manco a dirlo, per i fan dell'attore, ma caldamente consigliato a chiunque voglia trascorrere una serata di divertimento spensierato e genuino.

Chinese Zodiac Dopo l'imperfetto 1911, che segnava il suo ritorno alla regia, Jackie Chan torna nuovamente dietro la macchina da presa e fa letteralmente il botto. Chinese Zodiac è una perfetta action comedy, che mette in mostra la solita simpatia dell'attore hongkonghese insieme a delle scene acrobatiche che non lo vedevano così in forma da diversi anni. Tra Indiana Jones e Lupin III un viaggio per il mondo trascinante e irresistibile.

7.5

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