Recensione Che cosa aspettarsi quando si aspetta

Donne sull'orlo di una crisi di... parto!

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Non è affatto una coincidenza che il titolo di questa commedia americana targata Universal sulle (dis)avventure della ‘dolce attesa' sia legato al concetto di aspettativa. Eppure, mai come in questo caso val la pena di soffermarsi a ricordare come la godibilità di un film spesso risulti (tra le altre cose) inversamente proporzionale al grado di aspettativa che (per un motivo o per un altro) riponiamo nello stesso. Che cosa aspettarsi quando si aspetta (un titolo-scioglilingua che è tutto un programma) sbarca nelle sale sulla coda estiva, inserendosi in un periodo di transizione solitamente dedicato ai film invisibili o impalpabili, ed entrando di diritto a far parte del grande calderone di commedie ad alto tasso di stereotipo e (nello stesso tempo) a bassa capacità di intrattenimento. Dunque un film con un biglietto da visita che promette poco e niente, se non la partecipazione di un cast piuttosto nutrito di volti decisamente noti (Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Anna Kendrick, Matthew Morrison e Dennis Quaid solo per citarne alcuni) e il solido successo della fonte d'ispirazione, ovvero l'omonimo best seller di Heidi Murkoff (una sorta di vademecum sulla complessità della gestazione che sembra esser stato di grande aiuto a molte future madri). Sarà dunque forse proprio per questo motivo che la superficiale funzionalità di quest'ultimo film di Kirk Jones (all'attivo l'originale Svegliati Ned, la commedia per ragazzi Nanny McPhee - Tata Matilda e il poco riuscito Stanno tutti bene) supera (in parte) la scarsezza delle proprie aspettative, attestandosi come una commedia decisamente leggera ma capace di strappare più di una risata e intrattenere piuttosto fluidamente per quasi due ore.

Cinque coppie per cinque bebè

Jules (Cameron Diaz), volto noto di una nota trasmissione televisiva sul fitness, aspetta un figlio dal suo compagno Evan, un ballerino (ebreo) le cui idee sulla ‘gestione' del nascituro sono in netto contrasto con quelle di Jules. Wendy, titolare di una boutique e autrice di libri ‘rosei' sulla panacea della dolce attesa, sarà costretta a rivedere le sue convinzioni dopo essere rimasta finalmente incinta del marito Gary, professionista affermato eppure ancora fortemente frustrato dalla competizione con un super-padre (Dennis Quaid), anche lui in attesa (con perfetto tempismo) di un figlio dalla giovanissima e perfettissima compagna. Holly (Jennifer Lopez) fa la fotografa e coltiva il sogno di adottare un bambino, nonostante la scarsa convinzione di suo marito Alex che (nella speranza di assuefarsi all'idea e di carpire qualche segreto sulla paternità) comincerà a frequentare un gruppo-club di padri con figli al seguito. Infine ci sono i giovani Rosi e Marco, due proprietari di food trucks che si ritroveranno ad aspettare un bambino ancora prima del loro primo appuntamento.

Tutta una questione di aspettative

Una sventagliata di coppie alle prese con le croci e le delizie del diventar genitori, ben lontane dal rappresentare uno spaccato della società, ma che insistono più che altro nella cerchia patinata del benessere e di problemi estemporanei più che sostanziali, e che indagano (in maniera, va detto, piuttosto superficiale) il mare magnum delle possibili instabilità causate alla coppia dall'arrivo di un nuovo componente in famiglia. Un tratto generalmente poco originale e poco distintivo che è però compensato da un coro di attori frizzante e dalla creazione di alcuni divertenti siparietti comici (come il club dei padri senza macchia, armati di biberon e passeggini) e che, paradossalmente, trae giovamento dal non tentare mai di essere realistico, tenendosi sempre ancorato a gag e a una comicità che usa lo stereotipo ai suoi estremi (la bambola Skyler che sfornerà due gemelli senza batter ciglio contro la decadenza della povera Wendy, giunta alle soglie della sala parto in uno stato di assoluta decomposizione). Un film che tutto sommato mantiene le sue premesse di commedia prêt-à-porter ideata per una fresca e impalpabile serata di fine estate.

Che cosa aspettarsi quando si aspetta Dolori e gioie dell’esser madri declinate attraverso un ventaglio di donne alla prova con la loro prima gravidanza sono gli ingredienti principali di questa commedia corale firmata da Kirk Jones. Un film che certo non lascerà il segno nel cuore o nella mente dello spettatore, ma che ha il pregio (nondimeno) di giocare bene le carte dell’intrattenimento, sfruttando a dovere i volti noti di un super-cast per realizzare un prodotto sufficientemente capace di intrattenere grazie alle sue ironiche divagazioni sull’argomento. Non abbiate aspettative e sarete ricompensati.

6

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