Recensione Cabin fever 2 - Il contagio

In alta definizione il sequel del cult diretto da Eli Roth, con Ti West alla regia e un esplosivo mix di arti mozzati, trash e splatter pronto a trasformare in un party rosso sangue la festa per il ballo di fine anno

recensione Cabin fever 2 - Il contagio
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Con un'ambientazione che sembrava mescolare Non aprite quella porta di Tobe Hooper e Un tranquillo week-end di paura di John Boorman, evidenti omaggi a La notte dei morti viventi di George A. Romero e uno chalet in stile La casa di Sam Raimi in prossimità di un laghetto alla Venerdì 13, Cabin fever rappresentò nel 2002 (ma nei nostri cinema approdò soltanto superata la prima parte dell'anno successivo) l'esordio registico per il bostoniano classe 1972 Eli Roth, poi dedicatosi ai due Hostel e a The green inferno.
L'Eli Roth che, inoltre, scrisse produsse ed interpretò la vicenda lì raccontata dei ragazzi in vacanza nel bel mezzo di una foresta, dove, assaliti da un misterioso individuo affetto da un morbo simile alla rabbia, finivano colpiti da una misteriosa malattia capace di provocare piaghe sulla pelle, perdite di sangue ed un implacabile istinto omicida.
Vicenda piuttosto violenta e non priva d'ironia che, a quanto pare, ha avuto nel 2009 la continuazione Cabin fever 2 - Il contagio, che, con la regia passata nelle mani del Ti West autore dello zombie movie The roost - La tana, arriva sei anni dopo in Italia direttamente nel mercato dell'home video in alta definizione, distribuito dalla intraprendente Nuova Alfabat che non poca attenzione dedica alla celluloide di genere.

Il blu-ray

Continuazione che riparte direttamente dal momento in cui Paul alias Rider Strong, sopravvissuto al massacro del capostipite ma infetto, si ritrova in brandelli contaminando un ruscello usato per imbottigliare acqua minerale un cui intero carico, poi, viene venduto ad un college che ha in programma il ballo di fine anno.
Quindi, caratterizzato da titoli di testa ed epilogo assurdamente a cartoni animati, un secondo capitolo che, pur richiamando alla memoria la festa di sangue orchestrata nel 1976 da Brian De Palma all'interno del kinghiano Carrie - Lo sguardo di Satana, possiede non poco il respiro degli slasher movie degli anni Ottanta.
Del resto, mentre Roth mirò a costruire una lenta, malata atmosfera d'attesa atta a precedere gli spargimenti di frattaglie e liquido rosso, West passa direttamente allo splatter, pur aumentando il retrogusto da commedia, complice in particolar modo la presentazione dei diversi personaggi.
E, con Larry Fessenden - regista di Wendigo e La sindrome di Frankenstein - coinvolto in un sanguinolento cameo, lo fa giocando di continuo al bad taste esagerato in Troma style, senza risparmiare, nel mucchio, una ragazza che sputa sperma, un'unghia riattaccata tramite colla, un tizio che urina nel ponce, un pene ridotto decisamente male ed una testa sfracellata a colpi di estintore.
Per non parlare dello studente che, per scommessa, accetta di fare sesso in piscina con una grassona, rimarcando, nel corso della circa ora e mezza di visione, un evidente attacco nei confronti dell'incoscienza dei giovani dinanzi ai rapporti non protetti e alle conseguenti trasmissioni di pericolose infezioni.
Ma, ovviamente, al di là di questo aspetto è allo scapestrato divertimento trash che punta in maniera principale l'insieme, corredato di galleria fotografica nella sezione extra del disco.

Cabin fever 2 - Il contagio Con galleria fotografica quale unico contenuto speciale, Nuova Alfabat rende disponibile su supporto blu-ray Cabin fever 2 - Il contagio (2009) di Ti West, sequel del cult diretto sette anni prima dall’allora esordiente Eli Roth. Mentre il primo guardava in maniera evidente ai classici horror degli anni Settanta, questo sequel tende a ricreare le atmosfere slasher del decennio successivo, inzuppandole di splatter, trash e cattivo gusto imbevuto di humour tipico della Troma. Quindi, man mano che Born to be alive di Patrick Hernandez e la ramonesiana Somebody put something in my drink rifatta dai Rawones arricchiscono la colonna sonora, ci si diverte a suon di squartamenti e liquidi assortiti sparsi... fino ad un’ultima sequenza che, posta dopo i titoli di coda, sembra quasi suggerire che guardare film dell’orrore è sicuramente meglio e più rassicurante che partecipare ai party scolastici.

6

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