Black Butterfly, la recensione del thriller con Antonio Banderas

Uno scrittore in crisi accetta di ospitare un misterioso vagabondo in Black Butterfly, thriller diretto da Brian Goodman.

recensione Black Butterfly, la recensione del thriller con Antonio Banderas
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L'archetipico personaggio dello scrittore tormentato o in crisi creativa è una delle figure simbolo di molte produzioni thriller/horror, capace proprio per via del sottile confine tra realtà e immaginazione letteraria di generare vicende complesse da un punto di vista non solo psicologico. Ultimo a cimentarsi in un ruolo di questo tipo è stato Antonio Banderas, protagonista di questo recentissimo secondo lavoro dietro la macchina da presa dell'attore televisivo Brian Goodman: l'attore spagnolo interpreta in Black Butterfly un romanziere pieno di debiti che da qualche anno non riesce più a trovare l'ispirazione. L'uomo, che vive da solo in una casa isolata in una località di periferia (scossa di recente dalla brutale uccisione di quattro donne, per mano di un killer seriale), accetta di dare un passaggio e in seguito ospitare un solitario vagabondo, ignaro delle conseguenze a cui andrà incontro.

A caccia d'ispirazione

Un titolo con pregi e difetti questo Black Butterfly, capace di proporre originali soluzioni narrative nella messa in scena ma di cadere al contempo in altrettante banalità di scrittura, con un finale che irrita oltremodo per la sua abusata faciloneria. Una sceneggiatura bifronte che scaglia il sasso per poi nascondere la mano, capace ad ogni modo di dar vita ad un godibile intrattenimento di genere nei novanta minuti di visione, in cui ben presto dubbi e sospetti caratterizzano le dinamiche tra i due personaggi principali, volti inconsapevoli della stessa medaglia alle prese con un gioco di specchi sempre sospeso tra realtà e potenziale finzione letteraria. E' proprio il rapporto tra i due uomini a originare una buona dose tensiva e se pur il colpo di scena dell'ultima mezzora si rivela potenzialmente prevedibile per un pubblico navigato, la regia di Goodman sa comunque il fatto suo nel gestire al meglio la limitata ambientazione, teatro di una sfida morale senza esclusione di colpi. Data l'entità del sopraccitato cliffhanger a posteriori alcuni sviluppi possono risultare parzialmente forzati (giustificati purtroppo dall'infelice epilogo, vera nota dolente dell'operazione), ma le convincenti interpretazioni di Antonio Banderas e Jonathan Rhys Meyers donano istintiva verosimiglianza anche ai passaggi più controversi.

Black Butterfly Un godibile ma imperfetto thriller di genere con protagonista uno scrittore in crisi creativa, interpretato con giusta convinzione da Antonio Banderas. Black Butterfly sfrutta coordinate risapute scadendo, soprattutto nel finale, in fastidiosi trucchetti narrativi ma nei novanta minuti di visione offre comunque spunti interessanti, soprattutto nella gestione dei rapporti tra i due personaggi principali, ben orchestrata dal regista con soluzioni tensive quanto basta.

6

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