Recensione Benvenuto Presidente!

Claudio Bisio, Presidente per caso...

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Arriva in un periodo propizio, Benvenuto Presidente!, ritorno alla regia di Riccardo Milani dopo una vagonata di fiction per la tv (tra cui due stagioni di Tutti pazzi per amore) e a ben sei anni di distanza da quel Piano, solo (2007) magistralmente interpretato, all'epoca, da Kim Rossi Stuart nei panni del musicista Luca Flores.
Con la politica italiana completamente allo sbaraglio (habemus papam, ma non habemus governum...), che non trova pace proprio in assenza di figure sufficientemente autorevoli in grado di rappresentarla, il film di Milani - a prescindere da eventuali scelte di marketing - dimostra, in questo senso, una tempistica eccezionale, facendo quasi da antitesi alle atmosfere cupe e profonde del recentissimo Viva la libertà di Roberto Andò, con il sempre grande Toni Servillo nelle (doppie) vesti del politico Enrico Oliveri e del fratello gemello Giovanni Ernani.
La pellicola si propone dunque come una commedia vivace e colorata, dai toni leggeri e scanzonati, ma accennando tuttavia un pur sottile velo di critica sociale che, in casi come questo, riesce sempre e comunque a ritagliarsi uno spazio, rilevante o meno che sia.

UNA FIABA POLITICA

Ancora fresco dell'enorme successo del dittico Benvenuti al Sud-Benvenuti al Nord (2010, 2012) - e reduce da un divertente ed efficace monologo sanremese che proprio su questo era incentrato... - l'istrionico e prolifico Claudio Bisio è protagonista di una vicenda che, seguendo la scia di un'altra recente creatura di casa 01 - Il principe abusivo, di e con Alessandro Siani - assume evidenti sfumature fiabesche per gran parte del suo svolgimento; forse per (far) dimenticare che ciò che viene raccontato, in realtà, è tutt'altro che una fiaba...

A Roma si discute l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, ma tra destra, sinistra e centro pare non si riesca a trovare alcun accordo. Un po' per ripicca, un po' per provocazione, la scelta cade alla fine su Giuseppe Garibaldi. Tra i pochi in Italia che hanno ereditato il nome del celebre (e defunto) patriota italiano c'è anche un modesto bibliotecario con la passione della pesca che risiede nel Nord della penisola. Dopo essere stato (suo malgrado) eletto, Peppino - così, simpaticamente, si fa chiamare - viene prelevato e portato nella Capitale, dove, una volta rifiutate le dimissioni dalla carica che gli erano state consigliate, avrà modo di iniziare una nuova vita e, magari, cambiare qualcosa nel suo Paese.

Quasi impossibile non pensare, guardando Benvenuto Presidente!, a Una poltrona per due...
Dal cult di John Landis del 1983, il film di Riccardo Milani eredita la figura dell'uomo semplice, povero (in quel caso si trattava di un giovane Eddie Murphy ridotto addirittura a indossare stracci e a chiedere l'elemosina per strada) e 'inconsapevole' che si ritrova, d'un tratto - e per chissà quale scherzo del destino - in una posizione di potere.
Al di là di questo particolare - e dell'atmosfera 'fiabesca' che anche nel film di Landis era facile percepire - però, le due pellicole sono diametralmente opposte.
Commedia sì, ma riflessiva, questa di Milani, in cui l'ironia lascia sovente spazio alla rilettura grottesca e goliardica di molte situazioni e luoghi comuni tipici della politica italiota che trovano qui un'espressione, in un certo senso, più 'amichevole' del solito.
Apprezzabile, in questo senso, il tentativo da parte del regista e dello sceneggiatore Fabio Bonifacci - suo anche lo script del Principe abusivo di Siani - di rendere un argomento scomodo e difficile quale è, appunto, la politica, motivo di interesse e intrattenimento per tutta la famiglia.
Obiettivo però non del tutto centrato, perchè se anche il film riesce ad essere divertente per gran parte della sua durata, il merito è da attribuire al solito, gigantesco Claudio Bisio, che regge praticamente da sé l'intero canovaccio narrativo senza supporti di alcun tipo, eccezion fatta per la buona prova attoriale di Beppe Fiorello e una simpatica, oltre che bella, Kasia Smutniak.
Principali pecche dell'operazione sono un'eccessiva superficialità proprio nel dosaggio delle situazioni comiche e di quelle più ragionate - quando questo avrebbe dovuto invece costituire la forza primaria del film - molti passaggi scontati e prevedibili e una complessiva elaborazione della storia che tutto può essere fuorché originale.
Peccato, perchè le potenzialità e le premesse facevano pensare ben diversamente...

Benvenuto Presidente! Claudio Bisio nei panni di un umile bibliotecario diventato all'improvviso Presidente della Repubblica Italiana regala un'ottima prova comica tenendo in piedi una storia che, nonostante le buone premesse, non riesce ad essere efficace quanto vorrebbe. Ci si diverte nonostante un'eccessiva superficialità nella narrazione e l'imbarazzante prevedibilità di molte situazioni. Le risate, dunque, non mancano, ma il bottino è davvero esiguo.

5.5

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