Roma 2015

Recensione Belle & Sebastien - L'avventura continua

Con il regista Christian Duguay in sostituzione del Nicolas Vanier che si era occupato del capostipite, Belle & Sébastien - L'avventura continua riporta in scena il bambino delle Alpi francesi e il suo adorabile cagnolone.

recensione Belle & Sebastien - L'avventura continua
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Con ogni probabilità, gli spettatori italiani hanno fatto per la prima volta conoscenza delle avventure del piccolo Sébastien e dell'enorme cane bianco dei Pirenei da montagna Belle, ingiustamente accusato di terribili misfatti, nel 1967, quando venne trasmessa la serie televisiva francese in tredici episodi realizzata due anni prima - e che ha avuto un paio di continuazioni - prendendo ispirazione da una raccolta di racconti scritti da Cécile Aubry.
Stessa raccolta da cui non solo, nei primi anni Ottanta, la MK Company ha derivato un popolarissimo cartoon, ma nel 2013 Nicolas Vanier - regista del documentario Il grande Nord - ha tratto il lungometraggio live action Belle & Sébastien, ambientato sulle Alpi francesi del 1943 e al quale segue questo Belle & Sébastien - L'avventura continua.
Un secondo capitolo che sposta l'ambientazione al Settembre del 1945, tirando in ballo i festeggiamenti per la fine della guerra e riportando in scena un Sébastien che, nuovamente con le fattezze dello stupefacente Félix Bossuet, ora ha dieci anni e attende insieme all'adorato amico a quattro zampe il ritorno dell'amica Angelina alias Margaux Châtelier, scomparsa in un incidente aereo nel cuore della foresta transalpina.

Il bambino e il grande aviatore


Un secondo capitolo che, già a cominciare dalla vertiginosa e tesa sequenza della discesa su slittino che apre i circa novantanove minuti totali di visione, lascia avvertire il cambio del nome al timone di regia, in quanto al posto del citato Vanier abbiamo stavolta il canadese Christian Duguay, la cui filmografia vanta, tra gli altri, il thriller I dinamitardi e gli horror Scanners 2 - Il nuovo ordine e Scanners 3.
Un regista la cui provenienza dalla celluloide di genere è facilmente intuibile, perché, mentre il film precedente poneva in secondo piano l'intrattenimento per concentrarsi sullo sviluppo dell'intimo rapporto progressivamente instaurato tra il ragazzino protagonista e l'adorabile cagnolone con un taglio quasi da cinema d'autore d'oltralpe, questo sequel punta in particolar modo sul movimento e sulle situazioni tipiche dei blockbuster americani rivolti alle famiglie.
Infatti, man mano che troviamo coinvolto anche Thierry"Hereafter"Neuvic nei panni del fondamentale personaggio dell'aviatore Pierre, cui spettano buona parte delle imprese fisiche mostrate, durante la ricerca della ragazza non mancano uno schianto con aeroplano, un colossale incendio e, addirittura, un credibilissimo scontro tra un orso e Belle.
Con una colonna sonora al piano che tanto ricorda la sigla conclusiva del telefilm L'incredibile Hulk e senza dimenticare l'indispensabile dose di buoni sentimenti; al servizio di un'operazione che, probabilmente più vicina allo spirito della serie animata, appare tutt'altro che distante da determinate pellicole per la famiglia sfornate tra gli anni Settanta e Ottanta (citiamo soltanto Il bambino e il grande cacciatore di Peter Collinson e La grande avventura di Stewart Raffill) e completamente diversa dal capostipite... ma non per questo disprezzabile.

Belle & Sebastien - L'avventura continua “Non volevamo avere una ‘dissolvenza incrociata’ tra il primo e il secondo film, ci tenevamo a differenziare questo Belle & Sebastien - L’avventura continua dal precedente. Ha le caratteristiche da film d’avventura che si sono messe in moto sin dal momento della scrittura, e in più c’è la visione personale del regista. L’avventura continua con lui, nel vero senso della parola. Si distingue per questo il secondo film dal primo, consacrato com’è alla riscoperta di un mito, dei personaggi e della natura. Per questo capitolo abbiamo voluto più azione ed in questo Christian Duguay si è dimostrato un perfetto direttore d’orchestra”. Nulla da aggiungere a quanto osservato dai produttori Matthieu Warter e Clément Miserez a proposito di questo sequel di Belle & Sebastien di Nicolas Vanier, maggiormente concentrato sull’intrattenimento per ragazzi che sulla più autoriale analisi del rapporto tra i due protagonisti che aveva caratterizzato il primo film. Non disprezzabile e nulla più.

6

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