Recensione Before We Go

Chris Evans e Alice Eve sono i protagonisti di Before We Go, commedia romantica d'ambientazione newyorkese che segna l'esordio dietro la macchina da presa dell'interprete di Capitan America.

recensione Before We Go
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Mentre sta suonando nella metropolitana di New York, il trombettista Nick Vaughan osserva una donna che sta correndo come una forsennata per prendere l'ultimo treno per Boston, fallendo nel tentativo. Costretta a trascorrere tutta la notte da sola nella Grande Mela, e senza l'ausilio del cellulare (rottosi in mille pezzi durante la corsa), Brooke (questo il suo nome) trova un inaspettato aiuto proprio in Nick che, dopo un tentativo andato a male per pagarle un taxì, decide di farle compagnia fino al mattino e alla riapertura della metropolitana. In questa lunga notte i due sconosciuti scopriranno molte cose l'uno dell'altro, mettendo forse chiarezza nelle rispettive situazioni relazionali e dando vita ad un rapporto platonico di amicizia e, forse, qualcosa di più.

Before Sunrise

Ormai identificato dal grande pubblico nel personaggio di Steve Rogers alias Capitan America, Chris Evans sta cercando ruoli più personali e introspettivi e non è un caso che si sia riservato il ruolo di protagonista maschile in Before We Go, suo esordio alla regia, una commedia romantica che si ispira non poco ad un cult / classico del genere quale Prima dell'alba (1995). I personaggi di Evans e della bionda e bella Alice Eve (The Raven, Star Trek: Into Darkness) si rifanno infatti e non poco a quelli interpretati da Ethan Hawke e Julie Delpy nel film di Linklater, purtroppo non possedendo la stessa empatica e sofferta genuinità degli "originali". Se la bionda attrice dimostra una certa intensità almeno nella seconda parte, la performance di Evans, pur risultando evidente l'impegno, non appare mai del tutto credibile; la colpa è da imputare anche ad una caratterizzazione non sempre precisa e a situazioni che in più di un'occasione prendono vita da forzature narrative che smorzano il crescendo sentimentale della narrazione. Già l'incipit suscita più di qualche perplessità, con Brooke che dopo esser stata derubata dei suoi averi vede il cellulare frantumarsi di fronte ai suoi occhi, con la concomitanza della batteria scarica del telefonino di Nick: un tourbillon di eventi nefasti che va a penalizzare l'intero costrutto di partenza. Ma anche il colloquio gratuito con un anziano e saggio indovino a notte inoltrata e la semplicissima irruzione in una camera d'albergo altrui appaiono più come un allungamento del non certo corposo minutaggio che sviluppi realmente necessari. Non tutto però è da buttare: l'Evans regista riesce infatti a creare a tratti una discreta atmosfera cogliendo al meglio gli aliti della notte newyorkese e una certa emotività traspare in una manciata di sequenze, con un finale che sfiora la commozione.

Before We Go Con una conclusione in grado di lasciare aperte le porte ad un possibile proseguo, Chris Evans (al suo esordio registico) ribadisce la sua ispirazione al primo capitolo della trilogia romantica di Linklater, del quale però non possiede la stessa dose di magia, sincerità e verosimiglianza. Before We Go è una commedia sentimentale a tratti piacevole che pecca in una narrazione eccessivamente forzata e non è sempre supportata a dovere dalle performance dei due protagonisti, anime perse in una Grande Mela accogliente e insidiosa al contempo.

5.5

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