Bedevil - Non installarla, la recensione dell'horror dei Vang Brothers

Cinque amici installano sul proprio cellulare un'applicazione maledetta in Bedevil - Non installarla, horror dei Vang Brothers.

recensione Bedevil - Non installarla, la recensione dell'horror dei Vang Brothers
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Dai creatori di Final destination (2000) recita la locandina italiana, forse anche con l'intento di indirizzare in sala il relativo pubblico di riferimento: non a caso Bedevil - Non installarla è il classico teen-horror ad eliminazione in cui il gruppo di giovani protagonisti è alle prese con l'ennesima maledizione di sorta. E nel nuovo millennio, dopo aver già sdoganato pc e ammennicoli elettronici di sorta, dove può viaggiare il terrore se non sullo smartphone? L'esordio nel lungometraggio dei Vang Brothers ha infatti proprio inizio con la morte di una studentessa, rea di aver scaricato sul proprio telefonino una misteriosa applicazione simil Siri. Dopo il funerale i cinque migliori amici della deceduta ricevono anch'essi l'invito ad installare il programma, ignari che proprio questo fosse all'origine della tragica scomparsa della vittima...

App of death

Dopo i recenti Friend Request - La morte ha il tuo profilo (2016) e Unfriended (2014), in cui il computer e i social network erano elementi scatenanti della vicenda, questa volta è il turno degli smartphone, riprendendo il mezzo telefonico che aveva fatto le fortune di titoli come The Ring (2002) e Phone (2002) e qui sfruttandone il lato più tecnologico: è infatti proprio dopo l'installazione di un'applicazione che comincia la scia di morte tra il gruppo di protagonisti. Protagonisti che seguono tutti gli stereotipi fin dall'eterogenea ma banale caratterizzazione estetica/razziale, con la bionda protagonista, il ragazzo figo della situazione e la migliore amica, senza dimenticare un orientale e un afroamericano, tutti al pari livello di stupidità quando si tratta di affrontare questa minaccia sovrannaturale. Demenza che domina ad ogni modo nell'intero corollario, con la polizia che non si premura di indagare sulle morti sospette in serie aventi luogo in un microcosmo così ristretto e che rende la narrazione, pur contestualizzata al filone, assai poco verosimile. Bedevil - Non installarla paga eccessivamente queste ingenuità di scrittura, senza le quali la visione non sarebbe poi così malvagia, tra efficaci jump scare e discreti effetti speciali capaci di generare una certa inquietudine nei momenti più orrorifici del racconto, con vaghe reminiscenze j-horror e un'efficace gestione di luci e ombre negli istanti topici. I novanta minuti di visione scorrono così senza lasciare traccia a livello empatico, rivelandosi in fin dei conti soltanto un +1 da annoverare in saccoccia per i più strenui appassionati del genere.

Bedevil - Non installarla Bedevil - Non installarla è il classico teen-horror da birra e pop corn che segue le linee guida imposte da ben più illustri predecessori senza aggiungere nulla di realmente nuovo al filone. Bedevil - Non installarla è vittima di una sceneggiatura telefonata e ricca di forzature e risvolti improbabili che vanno a penalizzare oltre misura il discreto impatto atmosferico scatenato in più occasioni dalla regia degli esordienti fratelli Vang, a loro agio nel dar vita ad istanti di divertente terrore ben supportato dai buoni effetti speciali e da una sardonica vena citazionista.

5.5

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