Recensione Bad Asses on the Bayou

Danny Trejo e Danny Glover, diretti sempre da Craig Moss, tornano in azione per il terzo capitolo della saga di Bad Ass: questa volta dovranno salvare una loro amica rapita alla vigilia delle nozze

recensione Bad Asses on the Bayou
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Non c'è due senza tre e questo noto proverbio è stato preso alla lettera anche dalla saga di Bas Ass, inaugurata nel 2012 col primo capitolo che vedeva protagonista assoluto Danny "Machete" Trejo, in un b-movie di impianto classico che si ispirava ad un personaggio reale che ha spopolato in un video diffuso su internet. Nel secondo episodio, uscito due anni dopo e intitolato semplicemente Bad Asses, all'iconico interprete messicano faceva compagnia una star degli action movie anni '80 come Danny "Arma letale" Glover. Procedendo per accumulo, il regista Craig Moss (autore anche dell'improbabile Succhiami) decide di aggiungere, nella mezzora finale di questa nuova "missione", nuovamente distribuita direct to video e intitolata Bad Asses on the Bayou, un terzo personaggio (che dall'epilogo si intuisce diventerà il terzo effettivo membro del team nel prossimo capitolo) che ha l'attempato fisico di John Amos, ex-giocatore di football e noto caratterista afroamericano (lo ricordiamo in I Robinson, Willy - Il principe di Bel Air e Sorvegliato speciale).

Danny + Danny

In Bad Asses on the Bayou Frank Vega e Bernie Pope, indebitati fino al collo, sventano una rapina e finiscono nuovamente su youtube con le imprese delle loro gesta. Ritrovata così una certa serenità economica i due vengono invitati dalla loro vecchia amica Carmen in Lousiana per le imminenti nozze della donna, che si terranno da lì a breve. Giunti a destinazione però Frank e Bernie saranno costretti a tornare nuovamente in azione, giacché Carmen è stata rapita da un gruppo di uomini armati che chiede per il suo rilascio la cifra di 5 milioni di dollari. E mentre la corruzione si muove tra i piani alti della polizia, anche il padre della rapita, l'ex-marine Earl, decide di unirsi ai due Bad Asses per salvare la figlia.

Non c'è Glover senza Trejo

La chiamano la maledizione del terzo capitolo. E neanche una saga di bocca buona (in senso positivo, in quanto i due precedenti capitoli erano comunque godibili) come quella di Bad Ass riesce a sottrarvisi. La formula storica del franchise, che "gioca" con l'età dei suoi protagonisti (soprattutto Bernie) alle prese con risse e sparatorie nelle quali rischiano la vita, comincia infatti a tediare, adagiandosi stancamente su una serie di ripetuti deja-vu che nemmeno la simpatia dei due interpreti principali riesce a nascondere. Con un roster di personaggi secondari totalmente anonimi, a cominciare dalla rapita Carmen (che ha le larghe sembianze della comica afroamericana Loni Love), e una gestione dei villain poco oculata (ve ne è più di uno), Bad Asses on the Bayou si trascina senza verve e inventiva sino ai titoli di coda, senza nemmeno sfruttare un'ambientazione affascinante come quella della Louisiana. Alcuni siparietti divertenti e una manciata di dialoghi ispirati tra Glover e Trejo smussano in parte i difetti, ma la "minaccia" di un quarto episodio fa un po' tremare i polsi: e questo non è certamente un buon segno.

Bad Asses on the Bayou Danny Trejo e Danny Glover di nuovo insieme in Bad Asses on the Bayou, terzo episodio del noto franchise di serie b. Ma se in passato l'alchimia narrativa di genere si univa discretamente al carisma dei due protagonisti, in questa nuova "avventura" comincia a palesarsi una certa stanchezza, tra situazioni già viste e scene d'azione scarsamente ispirate, anche per il filone. E la regia di Craig Moss, storico "autore" della saga, se già non eccelleva in precedenza qui se possibile mostra ancor più tutti i suoi limiti.

5

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