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Autobiografia di un finto assassino, la recensione del film originale Netflix

Un aspirante scrittore viene scambiato per un temuto killer in Autobiografia di un finto assassino, commedia action con Kevin James.

recensione Autobiografia di un finto assassino, la recensione del film originale Netflix
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E' stato addirittura accusato da una certa parte politica venezuelana di aver ispirato la rivolta tutt'oggi ancora in corso contro il presidente Maduro, visto che l'effettiva data di distribuzione globale (Paese sudamericano quindi incluso) su Netflix risale all'11 novembre dello scorso anno: Autobiografia di un finto assassino ha così avuto un parziale riscontro mediatico superiore alle sue effettive qualità. In questa action comedy diretta da Jeff Wadlow e vedente come assoluto protagonista il corpulento Kevin James, Sam Larson è un impiegato come tanti con il sogno di diventare un famoso scrittore. Quando il suo romanzo incentrato sulla figura di un infallibile killer viene pubblicato (con l'inganno) come un'opera autobiografica, l'uomo si ritrova al centro di un intrigo internazionale che potrebbe decidere il futuro dello stato venezuelano.

Tra finzione e realtà

Parte subito forte Autobiografia di un finto assassino, con un susseguirsi di esagitata verve action a caratterizzare i primi istanti di visione salvo poi scoprire che era nell'immaginazione del protagonista, un impiegato di mezz'età sfruttato sul posto di lavoro e goffo nei rapporti con l'altro sesso. Un inizio che comunque serve già a tracciare le linee guida dell'operazione, sempre in bilico tra una comicità slapstick e un lato spionistico che finiscono però ben presto per perdersi in un vortice di desolante monotonia, con tanto di forzati colpi di scena che si alternano senza sosta in tuta la seconda metà del film. La trasformazione di quest'uomo normale nell'eroe che ha sempre sognato di essere (e di cui scriveva assumendone empaticamente le sembianze) si perde così in passaggi via via sempre più inverosimili, mal sorretti inoltre da una certa confusione di toni e da una regia anonimamente piatta. Qua e là sovviene un piacevole mood avventuroso e alcuni personaggi (su tutti l'El Toro di un gigioneggiante Andy Garcia) possiedono interessanti spunti caratteriali, ma nei suoi cento minuti il film appare troppo improvvisato per suscitare un reale coinvolgimento da parte dello spettatore, catapultato nella missione impossibile di un "eroe per caso" con eccessiva fretta e approssimazione, tra figure di contorno stereotipate e/o macchiettiste e un fastidioso senso di riciclo nella confusionaria gestione della storia.

Autobiografia di un finto assassino Kevin James si improvvisa improbabile ed infallibile killer prima nell'immaginazione letteraria e poi, costretto dagli eventi, nella realtà stessa in Autobiografia di un finto assassino, commedia d'azione che nonostante il discreto e variegato cast non possiede la giusta personalità. Un uomo normale alle prese con un intrigo internazionale che potrebbe decidere le sorti politiche di un intero Paese, tra dittatori, ribelli e spietati criminali, è al centro di un racconto privo di guizzi in cui risate e sprazzi di genere sono amalgamati alla rinfusa in un quadro filmico ben presto stancante.

5

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