Venezia 2012

Recensione At any price

Dennis Quaid e Zac Efron per il nuovo film di Ramin Bahrani

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“Nei sei mesi trascorsi con gli agricoltori del Midwest americano, le due frasi che sentivo più spesso erano: ‘Expand or Die’ (Espanditi o muori) e ‘Get Big or Get Out’ (Cresci o sparisci). Questi mantra alimentano il sogno di successo della società americana e di quella globale. Gli agricoltori moderni possiedono aziende che valgono molti milioni di dollari e dispongono di tecnologia altamente avanzata, nel contempo, sono anche produttori di semi geneticamente modificati e passano il tempo incollati al loro smartphone per controllare l’andamento dei mercati globali. La pressione è immensa. Volevo capire che cosa accadesse a un individuo per il quale l’espansione dell’azienda è più importante della famiglia, dei vicini, della comunità e, alla fin fine, di se stesso. La sua famiglia può mantenersi unita in un mondo così intensamente competitivo?”
A parlare è Ramin Bahrani, il quale, regista, tra l’altro, dei drammatici Man push cart (2005) e Goodbye solo (2008), torna al grande schermo, dopo una piccola parentesi televisiva, con un nuovo lungometraggio che, sceneggiato insieme alla sconosciuta Hallie Elizabeth Newton, vanta un cast di tutt’altro che sconosciuti volti di Hollywood.

Battaglia per le terre

Infatti, ne è protagonista il Dennis Quaid di The day after tomorrow-L’alba del giorno dopo (2004) nei panni dell’ambizioso Henry Whipple, il quale desidererebbe che il figlio ribelle Dean, con le fattezze di ZacHigh school musicalEfron, lo aiutasse nella gestione delle proprie terre al fine di espandere l’impero familiare.
Perché, con il ragazzo che, però, punta soltanto a diventare pilota professionista di corse automobilistiche, è nel competitivo mondo dell’agricoltura moderna che si svolge la vicenda raccontata; destinata ad evolversi tragicamente dal momento in cui l’azienda dei protagonisti viene sottoposta ad un’indagine ad alto rischio e padre e figlio si trovano a dover affrontare una situazione inattesa destinata a minacciare la sopravvivenza dell’intera famiglia.

Ad ogni costo

E troviamo anche la sempre bella Heather Graham de La vera storia di Jack lo squartatore (2001) nel corso dei circa centocinque minuti di visione che, immersi nella tipica ambientazione rurale americana, mirano in particolar modo a sviluppare il rapporto tra padre e figlio, con il primo spesso dedito a impartire lezioni di vita.
Mentre - almeno per l’appassionato di cinema horror - ci si chiede quale coincidenza porti a essere presenti, nello stesso film, il Clancy Brown che interpretò lo zombie-movie Cimitero vivente 2 (1992) e un individuo con indosso una t-shirt raffigurante la locandina estera dello Zombi 2 (1979) diretto dal nostro Lucio Fulci.
Forse Bahrani è un insospettabile amante del genere, considerando anche i risvolti quasi da storia dell’orrore che caratterizzano il suo lungometraggio, il quale sembra guardare non poco a una certa tipologia di celluloide risalente agli anni Settanta e costituita da prodotti ambientati nella apparentemente rassicurante provincia a stelle e strisce.
Peccato, però, che, se escludiamo la prova del cast, con un Quaid ottimo come al solito e gli altri che gli tengono testa, l’insieme non fatichi a risultare decisamente fiacco, oltre che prolisso, man mano che i fotogrammi avanzano.
Probabilmente, a causa di situazioni e sviluppo degni del meno interessante film per la televisione; fino a un epilogo intriso di pessimismo che, però, snocciola in maniera tremendamente banale l’ennesima critica-denuncia nei confronti dell’ipocrisia pronta a nascondersi, spesso, dietro la linda facciata del perbenismo americano (e non solo).
Sullo stesso argomento, al cinema si è visto sicuramente di meglio.

At any price “Ad ogni costo” è il significato italiano del titolo del lungometraggio diretto da Ramin Bahrani, che, presentato in concorso presso la sessantanovesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, vanta, in questo caso, di un cast non privo di star hollywoodiane. Infatti, accanto al mai disprezzabile Dennis Quaid di Great balls of fire!-Vampate di fuoco (1989), abbiamo l’idolo delle ragazzine Zac Efron (il protagonista della serie High school musical, per intenderci) e la Heather Graham vista, tra l’altro, in Boogie nights-L’altra Hollywood (1997) e Una notte da leoni (2009). Tutti decisamente sprecati, a dire il vero, in quanto coinvolti in oltre un’ora e quaranta di visione che, decisamente fiacca, non tarda a rispecchiare ritmi e connotati dei meno riusciti lungometraggi destinati al piccolo schermo. Fornendo, oltretutto, in maniera piuttosto banale, l’ennesima critica all’apparentemente pulita facciata del perbenismo sfoderato da determinate popolazioni che rappresentano le realtà rurali a stelle e strisce.

5

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