Recensione Asterix e il Regno degli Dei

Asterix e Obelix tornano con un nuovissimo film in CG per regalarci tante gustose risate

recensione Asterix e il Regno degli Dei
Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Un salto indietro nel tempo che continua ad appassionare: ecco perché c’è bisogno di un altro film d’animazione con protagonisti Galli e Romani. Asterix e il regno degli dei arriva in sala, anche in 3D, il 15 gennaio per Koch Media e si aggiunge all’elenco di pellicole dedicate al celebre fumetto francese nato nel 1959. Ricapitoliamo: ci sono stati già otto film d’animazione e quattro live action, eppure di queste storie non ci si stanca mai.
Stavolta i protagonisti, nel 50 a.C., si trovano alle prese con... l’espansione edilizia. La nuova trovata di Giulio Cesare per ridurre all’obbedienza il villaggio dell’Armonica che ancora si ribella all’occupazione della Gallia riguarda infatti la costruzione di un quartiere residenziale per i nobili romani. Si chiama “Il Regno degli dei” e rappresenta un laborioso e ambizioso progetto ideato per tentare i “ribelli” con il lusso e le agiatezze dei conquistatori.
Questa volta lo scontro tra culture non avviene propriamente sul campo di battaglia ma attraverso tattiche ben più sottili e sofisticate. La pellicola, diretta da Louis Clichy e Alexandre Astier, si conferma al passo con le aspettative perché si rivela un crescendo narrativo di colpi di scena, dialoghi scoppiettanti e personaggi irresistibili. Risate a volontà, certamente, ma anche un pizzico d’inaspettato sentimentalismo.

AVE, CESARE?!

I due punti di vista del racconto sono i maggiori motivi d’ilarità: basti pensare che quando un architetto dell’Urbe si appresta a realizzare il progetto etichetta subito il villaggio di Galli come “barbari barbuti”, incivili insomma poco degni della grandezza di Roma. Dal canto suo Asterix non ha la minima idea di cedere all’intrusione nemica di un popolo considerato velleitario e altezzoso.
L’attualissimo tema della globalizzazione si aggiunge a quello della salvaguardia dell’ambiente e prende vita, in chiave comica, attraverso le diverse culture a confronto. L’una contro l’altra armata, ovviamente, eppure entrambe curiose di scoprire il segreto dell’altrui serenità. Stili di vita antitetici, abitudini opposte, caratteri diversi: i Galli e i Romani si ritrovano, loro malgrado, vicini di casa in una convivenza rocambolesca ed esilarante.
Gag a non finire, quindi, in un formidabile botta e risposta tra colonizzatori e colonizzati che mette alla berlina i vizi e i capricci di ciascun popolo per scoprire che in fondo sono quasi nemici-amici. L’imponente complesso architettonico romano fa scricchiolare alcune convinzioni, ma ci pensano Asterix e Obelix a ricordare costantemente il legame con le radici.
Pazzi questi Galli, è vero, ma non meno dei loro nemici, che una volta tanto possono scrutare a distanza davvero ravvicinata. Gli ingredienti per il divertimento ci sono tutti: personaggi accattivanti, ritmo incalzante, scenari mozzafiato incorniciati da un notevole 3D e una storia ben congegnata accompagnano lo spettatore in un viaggio nuovo in compagnia di vecchie conoscenze.

Asterix e il Regno degli dei Si ride di gusto grazie alla genuinità e alla semplicità di personaggi ormai amatissimi, eppure capaci di reinventarsi in situazioni bizzarre, coinvolgenti e mai banali. Bentornato, Asterix!

7.5

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