Recensione Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay

L'esordiente Francesco Chiatante ci porta con Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay alla scoperta di tutto l'universo di appassionati e cultura ruotanti attorno ai disegni giapponesi.

recensione Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay
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Secondo il giornalista e scrittore Vincenzo Mollica, che non è mai stato un collezionista di fumetti, il loro grande apporto dato alla cultura è ancora tutto da studiare, anche perché, per tante generazioni di persone, si sono rivelati fondamentali.
Il collega Luca Raffaelli, invece, per il quale il simbolo dei cartoni animati giapponesi è Heidi, personaggio originariamente religioso ma trasformato in laico nei disegni, osserva come, nella sua opinione, questi siano arrivati quando i ragazzi non volevano più vedere sdrammatizzati i problemi, a differenza di ciò che, in precedenza, fecero Bugs Bunny e compagni di avventure a stelle e strisce.
Sono soltanto due degli illustri nomi che, accanto allo Shinya Tsukamoto regista della trilogia Tetsuo e all'animatrice Yoshiko Watanabe, popolano il ricco cast di intervistati di Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay, primo lungometraggio diretto dal tarantino classe 1981 Francesco Chiatante, il quale precisa: "Da autore di prodotti audiovisivi e storico amante di fumetti e cartoni animati giapponesi e non, un giorno ho deciso di seguire la folle idea di realizzare un complesso film documentario che raccontasse questi mondi come nessuno avesse mai fatto prima e, da allora, non mi sono più fermato".

Tarantino tra i cartoni

Lungometraggio che, introdotto dalla didascalia "Il paradiso risiede nei ricordi della nostra infanzia", appartenente al maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki, tira in ballo, tra gli altri, il cineasta Maurizio"Ratataplan"Nichetti, il saggista Fabio Bartoli, Massimiliano De Giovanni e Andrea Baricordi della casa di produzione multimediale Kappalab e il designer, artista e stilista Simone Legno detto Tokidoki, il quale dichiara di preferire anime realistici come Forza Sugar e Rocky Joe.
Però, tra un'esilarante Paola Cortellesi che, oltre a ricordare di aver trovato meglio Magà dell'ape Maya, parla di Bem e dei mostri buoni e un Fausto"Ex"Brizzi che racconta di aver amato Atlas Ufo Robot e di essersi fermato a Lupin III, non mancano neppure Yoichi Takahashi, cui si deve Holly e Benji, e l'attore Valerio Mastandrea; il quale non solo cita Doraemon e Il fantastico mondo di Paul, ma spiega come Conan esplorasse l'animo umano in maniera molto forte ed aggressiva.
Lo stesso Conan di cui afferma di aver visto tutte le puntate il cantautore Caparezza, amante di Jeeg robot d'acciaio e che ricorda divertito di essere stato vittima dell'emulazione dell'Uomo tigre da parte degli altri.
Quell'emulazione che, con ogni probabilità, ha portato con il passare degli anni alla diffusione del fenomeno dei travestimenti denominato "cosplay", di cui parla il sociologo Marco Pellitteri; man mano che si citano L'incantevole Creamy, Astroganga e Gundam e che Giorgio Maria Daviddi del Trio Medusa rievoca quello che fu l'impatto di Goldrake.
Senza contare Masami"Gatchaman"Suda e il Michel Gondry che ha diretto Se mi lasci ti cancello e Be kind rewind - Gli acchiappafilm, a quanto pare sostenitore del supercult Akira, ma non estimatore del filone quanto il figlio.
Al servizio di oltre un'ora e mezza di interessante visione che, spaziante anche nelle sigle storiche e nella mania del collezionismo e delle action figure, rischia probabilmente di far storcere il naso allo spettatore ordinario dopo la sua prima metà, ma non di far allontanare dallo schermo l'appassionato in questione, il quale, oltre a trovarvi non poche occasioni per emozionarsi, non può fare a meno di individuare nell'esordio chiatantiano un documento filmico unico nel suo genere.

Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay È ai sogni perduti dei propri genitori bambini che il tarantino Francesco Chiatante dedica Animeland - Racconti tra manga, anime e cosplay, documentario che segna il suo lungometraggio d’esordio e che, accompagnato dalle adeguate musiche di Simone Martino, colleziona davanti all’obiettivo di ripresa una sequela di illustri personalità italiane e straniere impegnate a parlare dei fumetti e dei cartoni animati giapponesi, oltre che dei fenomeni ruotanti intorno ad essi. Un classico montaggio di interviste, quindi, che, ordinario per coloro che non nutrono particolare interesse nei confronti dell’argomento, non fatichiamo nell’immaginare possa trasformarsi in un vero e proprio oggetto di culto, invece, agli occhi di chi è cresciuto con il mito dei disegni sfornati dal paese del sushi e delle polpette di riso.

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