Angoscia, un inquietante horror ispirato ad una storia vera

Una giovane vittima di ansie e allucinazioni è al centro di Angoscia, inquietante horror drammatico con Ryan Simpkins.

recensione Angoscia, un inquietante horror ispirato ad una storia vera
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Di horror ispirati a presunte possessioni demoniache realmente accadute ve ne è un copioso numero, per lo più consolidati all'interno del filone esorcistico. È perciò originale la fonte, e la relativa messa in scena, scelta dal produttore Sonny Mallhi per Angoscia, suo esordio dietro la macchina da presa, riguardante per l'appunto una vicenda documentata che vide per involontaria protagonista la giovane Tess, un'adolescente vittima di problemi psichici da poco trasferitasi con la madre in una nuova comunità. La ragazza soffre infatti di attacchi d'ansia e allucinazioni (visive e sonore) che si amplificano ulteriormente dopo la visita, sul ciglio di una strada statale, al luogo dove poco tempo prima perse la vita una sua coetanea. Semplici turbe mentali o vi è dell'altro a minare la stabilità di Tess?

Incubi o demoni

"Quattro milioni di bambini in questa nazione soffrono di gravi disturbi mentali che provocano forti insufficienze funzionali. Nonostante le alte percentuali di successo raggiunte con farmaci e psicoterapie, oltre un milione di casi ad oggi resta ancora insoluto." Questa scritta in sovrimpressione si erge sullo schermo dopo il prologo, in cui assistiamo alla tragica morte di un'adolescente susseguente ad un litigio con la madre. Fin da subito si comprende come Angoscia non sia un horror qualsiasi, bensì un titolo che cerca in primo luogo di costruire un ritratto veritiero in cui i personaggi assumono fondamentale importanza ai fini degli eventi. Il titolo semplifica bene il mood narrativo del film che non va alla ricerca del facile spavento, pur possedendo efficaci scene madri a tema nei novanta minuti di visione, preferisce costruire figure credibili con le quali entrare in collegamento empatico in un crescendo di ansia per le sorti della giovane protagonista. E se il lato paranormale dell'ultima parte può parzialmente irritare gli "scettici", la costruzione psicologica non perde mai colpi anche grazie all'intensa performance della giovane Ryan Simpkins, appena quindicenne ai tempi delle riprese. Il debuttante regista dimostra già una sicurezza invidiabile sia nella gestione delle inquadrature, dando vita a momenti di profonda e terrorizzante inquietudine che sfruttano con intelligenza i topoi ambientali e logistici del genere, che nella preponderante vena drammatica del racconto, sapendone sempre dosare con finezza le diverse anime.

Angoscia Un'adolescente vittima di ansie e allucinazioni è la protagonista di Angoscia, horror intelligente ed originale che sfrutta i trucchi del filone per dar vita ad un'affascinante incursione negli incubi della mente, con il paranormale quale determinante elemento secondario. Un titolo adatto per un film che si adopera nel costruire un castello di inquietudini che trovano nella sofferta prova del cast tutto al femminile, e in particolare della giovane protagonista Ryan Simpkins, il miglior veicolo per incanalare emozioni amare ed intense ben sopra la media del filone.

7

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