Amore e Inganni: la recensione del film con Kate Beckinsale

Il regista Whit Stillman porta al cinema un testo semisconosciuto di Jane Austen, con risultati spumeggianti e molto spassosi.

recensione Amore e Inganni: la recensione del film con Kate Beckinsale
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Scritto nel 1794 (presumibilmente) ma inedito fino al 1871, Lady Susan è un breve e postumo romanzo epistolare di Jane Austen, sconosciuto ai più e finora ignorato per quanto riguarda le trasposizioni per grande e/o piccolo schermo (a differenza delle opere più note della scrittrice che hanno generato almeno un paio di adattamenti maggiori ciascuno). Una situazione che è finalmente cambiata grazie al regista americano Whit Stillman, che per il suo quinto lungometraggio - Amore e Inganni - ha scelto di abbandonare le storie statunitensi di natura parzialmente autobiografica per spostarsi nell'Inghilterra della fine del XVIII secolo. Un'operazione affascinante e divertente, basata sulla perfetta compatibilità tra il cineasta e il materiale di base e sull'alchimia tangibile tra interpreti del calibro di Kate Beckinsale, Chloë Sevigny e Stephen Fry.

Complotti comici

Il titolo italiano stravolge leggermente quello originale - Love & Friendship - per sottolineare i toni quasi complottistici della trama, una serie di cospirazioni a base di corteggiamenti, seduzioni ed adulteri. Il materiale giusto per Stillman, che rinuncia all'approccio melodrammatico che caratterizza gli adattamenti tradizionali della prosa austeniana per concentrarsi quasi esclusivamente sul contenuto comico delle situazioni e dei dialoghi, fin dalle scritte iniziali che introducono i vari personaggi e si rivelano piuttosto utili per navigare tra diversi rapporti familiari o sociali che possono generare un po' di confusione riguardo a chi vuole sedurre chi e per quali motivi. Una volta accantonati eventuali dubbi sulle relazioni tra i personaggi, il divertimento - raffinato ma anche sottilmente pecoreccio - è garantito, grazie alla simbiosi perfetta tra gli ambienti eleganti e le conversazioni castamente spinte (senza mai scivolare nella trappola del teatro filmato) e l'uso sopraffino di un cast fatto non per forza di grandi nomi, ma di interpreti all'altezza dei dialoghi austeniani rielaborati da Stillman. E qui è doverosa la menzione per due attrici che ritrovano il regista a quasi vent'anni dall'uscita di The Last Days of Disco: Kate Beckinsale e Chloë Sevigny, che ci regalano le loro interpretazioni migliori da diversi anni. In particolare la Beckinsale, intrappolata da un decennio e passa nella mediocrità di Underworld, sfrutta al meglio una delle rare opportunità a disposizione per dimostrare che è effettivamente capace di recitare, dominando la storia con grazia e un occasionale sorriso birichino. Imprescindibile.

Love & Friendship Whit Stillman, tipicamente brillante e verboso, trova il pane giusto per i propri denti nel romanzo di Jane Austen, firmando una commedia elegante e spassosissima. Da non perdere soprattutto per l'interpretazione centrale di Kate Beckinsale, raramente sfruttata così bene al cinema e qui in autentico stato di grazia.

8

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