Recensione Albert & il diamante magico

A distanza di più di 40 anni dalla pubblicazione del libro del danese Ole Lund Kirkegaard, arrivano al cinema le avventure di Albert, un piccolo e avventuroso bambino in cerca di rivalsa e notorietà

recensione Albert & il diamante magico
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La nascita di Albert è una di quelle destinate a generare allegria e scompiglio. Rossi capelli ispidi e un paio di occhiali rotondi inforcati sin da bebè, il piccolo Albert non tarderà infatti a imprimere il segno della sua viva presenza nella cittadina natale di Kalleby. Appena in tenerissima età il piccolo ‘pel di carota' si renderà infatti responsabile della decapitazione della statua simbolo del paese, ovvero quella del venerato capitano di mongolfiera Leopoldus, attirando su di sé non solo le ire del sindaco ma dei cittadini tutti. Molte altre saranno poi le dis(avventure) che porteranno il piccolo Albert a confermare la nomea di piccola peste locale. Lo sguardo furbetto e il suo spirito avventuroso, però, lo spingeranno ben presto fuori dai confini di Kalleby (tra la gioia e il tripudio dei suoi compaesani, finalmente liberi del piccolo combina-guai), nella speranza di fare fortuna e acquistare così una mongolfiera tutta sua, che gli possa far ritrovare la via di casa nei celebri panni di nuovo capitano di ventura! Ovviamente nell'impresa folle che si tramuterà ben presto in una disperata caccia al diamante (da qui il titolo Albert e il diamante magico) faranno parte anche tanti altri personaggi, tra cui il suo fedele amico Egon, i banditi Rapollo e Tirapiedi, e poi (più avanti nella storia) anche la bella gitana Tahira, una ragazzina assai vivace a sveglia che sosterrà con grande verve l'avventura dei suoi due nuovi, spericolatissimi amici.

Piccoli eroi di un tempo passato

Arriva dal ‘lontano' 1968 (anno di pubblicazione del libro Albert di Ole Lund Kirkegaard dal quale è tratto questo film) e dalle lande della fredda provincia danese, questo piccolo film d'animazione Albert e il diamante magico a firma del regista Karsten Kiilerich. Un'opera che riadatta a un tempo moderno avventure di un tempo passato, cucendo addosso al nome di Albert tanti nomi di storici ‘avventurieri' senz'arte né parte della letteratura per ragazzi (Pinocchio su tutti). Il film segue una traiettoria lineare e semplificata, dove il piccolo eroe per caso si dimena in un mondo di adulti sempre piuttosto disadattati che sembrano però mancare di sfumature, quelle piccole pennellate di colore che se ben sfruttate possono (specie in un cartone animato) fare la differenza. A portare in alto il sogno di questo piccolo eroe è in fondo un palloncino, quella stessa idea di levità e di armonia leggera che era stata ad esempio linfa vitale di Up, proiezione di un sogno da realizzare che passasse attraverso la scoperta del volo. Eppure, Albert e il diamante magico, sembra essere lontano anni luce dalla sottile vitalità mista a malinconia che aveva contraddistinto uno dei capolavori di casa Pixar. La differenza risiede senz'altro nelle sfumature di cui parlavamo prima, e di cui il film di Karsten Kiilerich sembra nel complesso mancare. Il taglio grossolano dei protagonisti e un filo troppo esemplificato della narrazione (forse anche troppo dilatato per andare incontro a esigenze cinematografiche) non contribuiscono infatti a rendere appieno la forza di un messaggio, che sia quello di perseguire caparbiamente le proprie idee o di lottare fino all'ultimo per il proprio sogno. Una storia che molto probabilmente soffre il fatto di dover coniugare tempi storici e ideativi molto diversi (gli anni ‘60 e il giorno d'oggi) mancando poi di trovare un linguaggio comune in grado di creare un ponte comunicativo tra il mondo ipertecnologico di oggi e quello ben più avventuroso/sognatore di ieri. Una mancanza di una mediazione socio-temporale, questa, che con buona probabilità impedirà ai piccoli (e soprattutto ai più grandicelli) smart-boys (e girls) di oggi di appassionarsi visceralmente alle avventure di Albert, pur nel suo essere portatore sano di un simpatico ottimismo e apprezzabile anticonformismo.

Albert & il diamante magico Il regista danese Karsten Kiilerich porta al cinema le avventure di Albert (libro per ragazzi di Ole Lund Kirkegaard pubblicato nel 1968) a distanza di ben quasi 50 anni dalla loro ideazione. Un piccolo film d’animazione dalla grafica semplice ma accattivante che sembra, suo malgrado, non riuscire a trovare una sua incisività narrativa. E quelle piccole avventure che a volte riescono a diventare grandi nei film d'animazione più riusciti, qui sembrano invece restare piccole, incapaci forse di trovare un modo per trasformarsi in qualcosa di più delle loro semplici aspirazioni.

5.5

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