Recensione Agente Smart - Casino totale

L'agente 86 e l'agente 99 sono pronti ad entrare in azione

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Il mio nome è Smart....Maxell Smart

Maxwell Smart (Carell) fa l'analista presso l'agenzia CONTROL, la più importante e nascosta sezione dei servizi segreti americani. Il suo sogno proibito però è quello di diventare un vero agente, in modo tale da poter lavorare per davvero nell'affascinante mondo delle spie. Un giorno, la sede di Washington dell'agenzia viene attaccata e un misterioso terrorista, noto come Siegfried (Stamp), riesce a mettere le mani su alcune testate nucleari e, soprattutto, scopre l'identità di tutti gli agenti attivi di CONTROL. A causa delle perdite subite e della difficoltà di trovare nuovo personale, il comandante in capo (Arkin) si trova così costretto a far entrare in azione Max dandolo come partner alla bellissima e letale Agente 99 (Hathaway) che, essendosi da poco sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica, è riuscita a mantenere pulita la sua identità.Una volta in missione Max darà prova del suo talento fuori dal comune, ma, inseguendo la cricca di Siegfried da Mosca fino a Los Angeles, la coppia di agenti dovrà affrontare insidie per nulla comuni.

La nostalgia di un decennio

Tratto da una serie televisiva andata in onda fra il 1965 ed il 1970 e prodotta da Mel Brooks, Agente Smart - Casino totale (come poteva mancare il solito sottotitolo d'italica insensatezza che scimmiotta il bondiano Casino Royale?) si inserisce nel filone demenzial - Spionistico, portato alla ribalta dai fortunatissimi film di Austin Powers. Recuperando, senza però mai scadere nel parossistico, lo stile delle prime pellicole di James Bond, il regista (noto al grande pubblico per Il professore matto con Eddie Murphy e per Terapia d'urto con Adam Sandlers e Jack Nicholson) riesce a costruire una divertente action - comedy senza mai scadere nella volgarità più becera fornendo alla comicità sussurrata di Steve Carell un perfetto palco su cui mettersi in mostra. Tutto, dalla trama, volutamente stereotipata e superficiale, alle scenografie riporta alla mente l'atmosfera dei film d'avventura degli anni '70 dove Sean Connery non rischiava di far ridere tirando fuori un lanciarazzi dal portachiavi; tutto è esagerato, eccessivo, dai gadget (come la cerbottana - coltellino svizzero, od il telefono scarpa) fino alle situazioni che omaggiano un modo di fare cinema d'azione che oggi s'è un po' perso, in favore di una ricerca stylish molte volte fine a se stessa. Max e 99 invece riportano sul grande schermo le sane, vecchie scazzottate (che avevano già fatto una seppur timida ricomparsa anche nell'ultimo Indiana Jones), condite dall'umorismo salace di una sceneggiatura piena di rimandi e citazioni che gli spettatori più cinefili non tarderanno a scorgere. Le situazioni comiche, vero pilastro del film, nonostante un inizio con il freno a mano tirato, sono un continuo crescendo fino al divertentissimo finale e, stranamente, riducono al minimo le allusioni sessuali, scatologiche e fanno ridere evitando di usare i trucchi più beceri del mestiere (a parte un paio di gag "fisiche" con protagonista l'assistente di Siegfried, interpretato da Ken Davitiangià spalla di Borat nel suo viaggio culturale americano). L'unico vero problema del film è che il muro di Berlino è caduto da troppi anni. Spiegandoci meglio, nonostante l'abbondanza di stereotipi sui russi e l'ambientazione moscovita, il fatto che la guerra fredda sia finita e che l'impero del male (per usare la famosa formula di Raegan) non esista più tolgono ad Agente Smart il fascino esotico che fece la fortuna sia della serie originale che dei primi film di James Bond. Oggi l'idea del russo cattivo che vuole dominare il mondo non ha più la stessa presa di una volta ed appare un tantino anacronistica. Tuttavia Segal ha mostrato abbastanza coraggio nel fare così poche concessioni alla modernità, concentrando tutto lo sforzo produttivo e registico nel tentativo di riproporre al cinema la freschezza che caratterizzava la serie originale, e possiamo dire che la scelta s'è rivelata molto azzeccata. Agente Smart si candida, dunque, a buon diritto come miglior commedia della stagione che sta andando a chiudersi e riesce in maniera quasi ottimale a rilanciare una coppia di personaggi che, ci scommettiamo, rivedremo molto presto in altre pellicole.Concludiamo consigliandovi di fare attenzione anche alla bella colonna sonora, tutta giocata sulla riproposizone in chiave ludica dei gloriosi main themes di James Bond e del motivo della serie televisiva arrangiati e modificati per l'occasione.

Una coppia esplosiva

Tutto il cast se la cava molto bene, Carell da l'ennesima prova del suo enorme talento comico e con pochi gesti ed espressioni riesce a strappare più d'una risata. La Hathaway si conferma molto spigliata e a suo agio nei ruoli brillanti pur civettando quanto basta sia con il suo co - protagonista che con la macchina da presa. Bravi e in forma anche tutti gli altri attori, da Dwayne "the Rock" Johnson che finalmente si tuffa senza patemi nel genere comico (che stia tentando la stessa strada già battuta da Schwarzy?) fino ai piccoli ma simpatici cammei di Bill Murray, nel ruolo di un'agente costretto a rimanere nascosto nei giardini del campidoglio travestito da albero, e di James Cann che interpreta uno stralunato presidente degli Stati Uniti.

Agente Smart - Casino totale Agente Smart è una bella commedia, briosa, divertente e mai volgare. Pur rievocando alcuni stereotipi tipici di un cinema che ormai sa di stantio ci sentiamo di consigliarla a tutti quelli che non vogliono arrendersi all’invasione di pellicole horror (spesso di dubbia qualità) che di norma si avventa sui cinema nel periodo estivo. Rimarrete piacevolmente sorpresi.

7

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