Recensione Adorabili Amiche

Tre donne in viaggio verso la ricerca di una ritrovata identità

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Per una volta tanto bisogna ammettere che la scelta della distribuzione italiana di trasformare il titolo Thelma, Louise et Chantal nel ben più generico "Adorabili amiche" risulta totalmente condivisibile per la sua volontà di discostarsi dal furbo rimando al film culto di Ridley Scott (con cui questa commedia francese ha non poco ma nulla a che vedere). Perché se lo spunto di ritornare sui passi di un femminismo che rivendica la propria identità attraverso il viaggio catartico, la via di fuga, la riappropriazione di un'identità indebitamente sottratta da una vita che non ripaga dello sforzo (tutti elementi densamente presenti nel film di Scott), in questa commedia d'oltralpe (l'ennesima di una stagione decisamente très français di inaspettati alti e diversi bassi) diretta da Benoît Pétré (qui al suo secondo lungometraggio) manca del tutto il viaggio, il lavoro sottile di scavo e introspezione che dovrebbe accompagnare il percorso delle tre protagoniste. Attorno a una caratterizzazione che tende a non muoversi mai verso il positivo o verso il negativo (non c'è nessun cadavere ma neanche il salto liberatorio nel vuoto) la sceneggiatura di Pétre tende a fossilizzarsi su tic e nevrosi senza evoluzione, in un film che tende a dilatare nel tempo i suoi 90 minuti perché sostanzialmente incapace di associare al viaggio fisico la giusta profondità del viaggio esistenziale.

La 'rivincita' delle cinquantenni

Nelly (Jane Birkin) fa l'insegnante ed è una donna schiva ed estremamente riservata, Gabrielle (Caroline Cellier) è la classica mangiatrice di uomini apparentemente più che sicura di sé stessa e in realtà profondamente frustrata dalla sua incapacità di dare solidità ai legami, mentre Chantal (Catherine Jacob) vive una vita mediocre e priva di qualsivoglia passione (fatta eccezione per i suoi adorati cagnolini, dai quali non riesce a separarsi neanche una volta passati a miglior vita).

A ‘rivitalizzare' il loro quotidiano arriverà l'inaspettato invito al matrimonio di Philippe, un uomo che ha fatto sentimentalmente parte delle loro vite. Spinte ognuna da un motivo diverso le tre cinquantenni Nelly, Gabrielle e Chantal decideranno così di intraprendere un viaggio attraverso i vigneti della Borgogna e partecipare al matrimonio del loro ex. Come sempre accade durante questi viaggi on the road a suon di confidenze e presa di coscienza delle ‘falle' della propria vita, le tre donne andranno verso l'uomo del loro passato con il desiderio di riacciuffare il presente e ripartire avendo in tasca un nuovo futuro. Giunte a destinazione non mancheranno le ripicche e le rese dei conti tra il trio di donne, il loro ex e la sua futura moglie (un personaggio così privo di appeal e scialbo da riqualificare all'istante le grigie - o apparentemente tali - vite delle tre protagoniste). Poi, una volta tornate a casa, non resterà che fare tesoro dell'esperienza per provare a ripartire da zero.

Poche risate e veloci riflessioni per un film poco riuscito

Nonostante alcuni buoni spunti di partenza e l'allusione a un certo brio che fa capolino dai titoli di testa e di coda, Adorabili Amiche si muove lento e noioso attraverso dialoghi in media sempre troppo deboli per apportare qualche guizzo di novità al tema della donna smarrita in una grigia quotidianità e (più o meno) segretamente in cerca di sé stessa.

Tra l'esuberante sessualità di Gabrielle, il rapporto morboso di Chantal con i suoi cani e il pregnante senso di inadeguatezza che opprime Nelly, Benoît Pétré non riesce infatti a distribuire nel quadro di una femminilità dai caratteri diversi ma alle prese con i medesimi problemi gli umori veri di una sana risata o una consistente tristezza. Non c'è in fondo niente di adorabile o detestabile in questa commedia che sfrutta al suo minimo anche il potenziale attoriale di un solido trio di attrici.

Adorabili Amiche Per la regia di Benoît Pétré arriva in sala l’ennesima commedia d’oltralpe che sin dal titolo (originale) strizza l’occhio al film Thelma e Louise ma che non si avvicina neanche lontanamente ai picchi emotivi e al potere liberatorio che rese il film di Scott un vero e proprio cult. In Adorabili amiche c’è solo un trio di donne con la voglia (troppo casuale) di cambiare rotta e uno script (troppo poco penetrante) che non rende giustizia all’impeto di quella voglia. Tutto rimane troppo in superficie e anche il viaggio (meta ultima di una riappropriazione d’identità) non è altro che una polverosa scampagnata nella terra delle donne.

5

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