Recensione A Hero Never Dies

Un grande classico del noir di Hong Kong finalmente in DVD

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Jack (Leon Lai) e Martin (Ching-wan Lau) sono due gangster all'antica, che servono due differenti famiglie. La loro è una rivalità accesa, ma a modo loro amichevole, in quanto si rispettano profondamente pur non mancando mai di dimostrare all'altro chi è, almeno in teoria, il più forte. Due veri duri, dalla personalità spiccata, dai modi spicci ed efficaci e dal cuore indomito. Il destino li ha voluti mettere l'uno contro l'altro, tuttavia, o almeno così sembra, e di questo ne sono ben consapevoli le loro donne, Yoyo (Yoyo Mung) e Fiona (Fiona Leung). Ma un incidente li metterà, infine, dallo stesso lato della barricata, ad opporsi al gretto e senza onore codice di comportamento dei loro boss...

Immancabile la presenza di Johnny To e del suo A Hero Never Dies nel catalogo della Far East Film. Da quasi trent'anni, del resto, To è uno dei numi tutelari del cinema di Hong Kong, grazie al suo impegno instancabile quale regista (più di cinquanta le opere al suo attivo) e produttore, grazie anche alla sua Milkyway, che ha sfornato una discreta fetta del miglior cinema hongkonghese degli ultimi vent'anni.

E A Hero Never Dies rientra in pieno in questa categoria, trattandosi di uno dei capisaldi del gangster movie all'orientale, che tanto prende (ma anche tanto ha dato) a molte altre opere di altri registi del filone, a partire, naturalmente, da Woo, Miike e Kitano. Un film che ha le sue fondamenta nell'etica e nell'estetica prettamente orientale (e in particolare, di Hong Kong) andando però a mostrare contaminazioni più o meno insospettabili, fino ad arrivare ad accenni da spaghetti western. Il tutto, naturalmente, va visto e inquadrato nella giusta ottica: ma chi conosce il cinema di cui stiamo trattando, sa già che non deve aspettarsi solo funamboliche sparatorie piene di esplosioni, quanto una ricerca estetica ed introspettiva che va interiorizzata, perché niente è dato come palese allo spettatore, come invece suole fare il cinema americano, sempre disposto ad accompagnare lo spettatore per mano. Ma la potenza espressiva di alcune scene (come quelle che vedono protagonista Yoyo Mung, o la dolorosa salita per le scale di Martin, o ancora la -a suo modo- incantevole sequenza clou della 'danza' dei frammenti di vetro) esprimono a pieno lo struggente connubio amore&morte che To ci vuole mostrare, grazie ai suoi eroi immortali dal cuore autentico.

L'edizione italiana è provvista di un adattamento a regola d'arte ed un buon doppiaggio, avvalorato da un comparto audio di spessore, ricostruito in Dolby Digital 5.1: peccato solo che il transfer video lasci vistosamente a desiderare, con una qualità d'immagine piuttosto povera. Ma è chiaro che ciò non è dovuto ad imperizia tecnica nella realizzazione del DVD italiano, quanto alla condizione del master originale.
Non eclatanti, ma ben realizzati, i contenuti speciali del disco:
Intervento di Marco Muller (18 minuti e mezzo)
Making of (15 minuti, sottotitolato)
Intervista a Yoyo Mung (4 minuti)
Ben 21 minuti di trailer della linea Far East
All'interno della fascetta, inoltre, è presente una biografia del regista.

A Hero Never Dies Uno dei classici del noir di Hong Kong arriva finalmente in DVD anche in Italia, grazie ad un'edizione curata e completa inclusa nella collana Far East Film. Imperdibile per ogni appassionato del genere.

6.5

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