Recensione A Dangerous Method

In alta definizione la psicanalisi freudiana di Cronenberg

recensione A Dangerous Method
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Prima della sessantottesima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, l'ultima volta che avevamo avuto modo di vedere sul grande schermo un lungometraggio diretto dal canadese David Cronenberg - autore di veri e propri capolavori del cinema dell'orrore quali Videodrome e La mosca - fu nel 2007, quando realizzò il riuscitissimo thriller La promessa dell'assassino, interpretato da Vincent"Il cigno nero"Cassel e dal Viggo Mortensen della trilogia Il Signore degli Anelli.
Gli stessi Cassel e Mortensen che - l'uno nei panni dell'amorale Otto Gross, l'altro in quelli di Sigmund Freud - troviamo in questa trasposizione cinematografica di A dangerous method di John Kerr, presentata al Lido e sceneggiata dal Christopher Hampton che già ne curò il testo teatrale The talking cure.
Anche se, in realtà, tra una Zurigo e una Vienna alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, il celebre psicanalista austriaco finisce per essere soltanto il co-protagonista dei circa novantanove minuti di visione, in quanto la sua "terapia delle parole" è il trattamento che il ventinovenne psichiatra sposato Gustav Jung alias Michael"Bastardi senza gloria"Fassbender decide di tentare sulla tormentata paziente diciottenne Sabina Spielrein, cui concede anima e corpo la Keira Kneightley della serie Pirati dei Caraibi.

Il blu-ray

E, con ogni probabilità, è proprio la prova di quest'ultima, eccessivamente infarcita di smorfiette facciali nel tentativo di enfatizzare la tragica situazione del personaggio, a rappresentare l'unico piccolo difetto dell'operazione, che prende avvio nel 1904 per accompagnare lo spettatore attraverso una torbida storia di avvincenti scoperte in nuovi territori dell'intelletto e della sessualità; della quale vengono progressivamente confermate le teorie freudiane relative al suo rapporto con i disordini di carattere emotivo.
Infatti, mentre Cronenberg, ancora una volta, si allontana dall'ossessione nei confronti del male derivato dalla modifica del corpo, argomento cardine di quasi tutta la propria filmografia, il tutto funziona discretamente, sebbene l'evoluzione della vicenda non possa fare a meno di risultare abbastanza banale (del resto, è del resoconto di fatti realmente accaduti che si tratta).
Con i meriti che, al di là della notevole cura estetica, vanno principalmente riconosciuti agli splendidi duelli verbali in cui si cimentano i citati Mortensen e Fassbender, il primo destinato a vedere il suo erede intellettuale nel secondo; che, oltre ad avere dalla ragazza rivelazioni riguardanti un'infanzia segnata da umiliazioni e maltrattamenti da parte del violento e autoritario padre, ispessisce la relazione con lei e scopre una mente brillante, tanto da incoraggiarla ad intraprendere la carriera di psichiatra.
Quindi, senza celare più di tanto un certo attacco all'apparentemente linda facciata borghese, un titolo che, con ogni probabilità, rischia di far storcere il naso ai cronenberghiani abituati alle follie di stampo horror tipiche del regista di Inseparabili, ma non agli amanti del buon cinema degni di questa classificazione.
I quali possono finalmente apprezzare la pellicola nella qualità dell'alta definizione grazie al blu-ray lanciato da 01 Distribution, corredato di trailer e b-roll di diciannove minuti nella sezione riservata ai contenuti speciali.

A Dangerous Method Presentato presso la sessantottesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e distribuito nelle nostre sale a fine Settembre 2011, A dangerous method di David Cronenberg approda nel mercato dell’home video in alta definizione per portare tra le pareti casalinghe il rapporto professionale tra il giovane psichiatra Gustav Jung e la tormentata paziente Sabina Spielrein, destinato a trasformarsi in una profonda e turbolenta passione man mano che l’uomo, seguendo le orme di Freud, decide di tentare su di lei un trattamento sperimentale. E, travolti da ottimi dialoghi al servizio di splendidi duelli verbali tra i protagonisti Michael Fassbender e Viggo Mortensen, ci si chiede come sia possibile che quest’ultimo, nei panni del celebre psicanalista austriaco, non abbia ottenuto una candidatura al premio Oscar.

6.5

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