Recensione 30 Giorni Di Buio 2

Altri trenta giorni di buio per la povera Stella

Articolo a cura di
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il buio sta per tornare

Tratto da una graphic novel ormai giunta al settimo volume, l’originale 30 Giorni Di Buio spaccò in maniera quasi netta la critica di mezzo mondo. Uscito nel 2007, il film fu biasimato da tutti coloro che ne videro una scialba rilettura del filone dei vampiri e lodato da chi, invece, ne conosceva la genesi e ne seppe, dunque, interpretare correttamente finalità e obbiettivi. Everyeye, come potete controllare voi stessi esplorando le nostre pagine virtuali, fu tra coloro che premiarono il lavoro di regia e adattamento compiuto da parte di David Slade. Sebbene fosse vero che in almeno un paio di punti la pellicola offriva il fianco a facili critiche, plot e atmosfera, correttamente ereditati dal fumetto, erano capaci di incantare e di porre sotto una luce inedita i vampiri. Questi infatti si discostavano dalla classica figura di nobili e affascinanti signori dell’oscurità, per risultare più simili a zombie, privi di qualsiasi pulsione che non fosse il sangue e la perpetuazione della loro specie.
Saltando a piè pari la distribuzione nelle sale cinematografiche, il sequel di 30 Giorni Di Buio raggiunge il mercato home video con un tremendo pregiudizio da combattere. Infatti i prodotti che seguono un tale percorso commerciale, sono solitamente pellicole mediocri, girate con budget minimi e senza alcuna ispirazione. Che la parabola cinematografica della graphic novel 30 Giorni Di Buio sia già giunta al termine? Dopo un ottimo primo capitolo, siamo già costretti a decretare la fine di questa saga orror, qualitativamente parlando?

Los Angeles: non così assolata come si dice

La sorpresa è immediata e spinge lo spettatore alla speranza. La qualità visiva è infatti la prima cosa a colpire positivamente. La ricercatezza stilistica è lampante e ci presenta una Los Angeles calda nei colori, ma sbiadita nell’anima. Il feeling è quello di avere a che fare con una città sempre tendente al grigiore della periferia, ai pigmenti terrosi del degrado e, ovviamente, al nero più buio, colore che segna l’arrivo puntuale dei vampiri e della tensione per lo spettatore.
Sì, perché la povera Stella Oleson, interpretata in questo sequel da Kiele Sanchez e non più da Melissa George, ha ancora a che fare con le stesse creature che hanno ucciso suo marito e distrutto la sua città, quella Barrow sperduta in Alaska e scenario del capitolo originale. Determinata a rivelare a tutti l’esistenza dei vampiri, Stella comincia a tenere una serie di conferenze per tutti gli Stati Uniti nelle quali racconta la sua terribile esperienza. Giunta a LA però, le cose si complicano. Innanzi tutto entra in contatto con l’agente Norris (Troy Ruptash) che per quanto sia umano collabora con i vampiri. Questi cerca di spaventarla, intimandole di lasciare la città e di smetterla con le sue conferenze in giro per l’America. Rilasciata dal poliziotto, conoscerà Paul (Rhys Coiro), Amber (Diora Baird) e Todd (Harold Perrineau). I tre, proprio come lei, hanno perso amici e familiari per mano dei vampiri e sono intenzionati a vendicarsi. La Regina Lilith (Mia Kirshner) è infatti a Los Angeles e ucciderla significherebbe mettere in ginocchio la tribù di vampiri, i quali, senza dei lei, sarebbero inermi e incapaci di organizzarsi. Inizia così questa seconda avventura di Stella, non più preda, ma vendicativa cacciatrice.

Film di serie B a chi, scusa?

Questo sequel, esattamente come il predecessore, segue a grandi linee il plot dettatogli dalla graphic novel al quale si ispira. Sostituire l’Alaska con Los Angeles e passare da prede a cacciatori può essere interpretato come un tentativo di rendere più mainstream un’opera che, comunque sia, aveva colpito per la sua particolare ambientazione e per l’impietosa condizione fisica e psicologica in cui erano stati costretti i suoi protagonisti. 30 Giorni Di Buio 2 è infatti senza alcun dubbio una pellicola molto più commerciale e meno raffinata rispetto all’originale. Come già detto anticipato, tuttavia, il lavoro di adattamento compiuto dal regista Ben Ketai è oculato e, sorprendentemente, di qualità.
Se abbiamo già parlato della ricercatezza con cui è stato trattato lo stile visivo della pellicola, che cerca di riprodurre i colori della graphic novel, una certa cura va ricercata in tutti gli altri aspetti che compongono questo film.
Innanzi tutto il cast, che per un film che piomba direttamente nel mercato home video, è tutt’altro che di terz’ordine. Kielle Sanchez si trova a suo agio nel restituirci un personaggio tanto combattivo, quanto ancora in pena per la perdita del marito. Rhys Coiro, nella parte di Paul, ci offre un uomo consumato dai drammi familiari, ma esperto per forza di cose nell’uso di armi da fuoco. Ciò tuttavia non gli impedisce di dimostrare tutta la sua umanità e debolezza in almeno un paio di occasioni. La giovane Amber risulta un personaggio pieno di contraddizioni: all’apparenza dura come l’acciaio, è quella che finisce per dimostrarsi più fragile e interessata alla propria vita, piuttosto che alla riuscita della missione. La Regina Lilith, interpretata dall’affascinante Mia Kirshner, è un personaggio gelido, viscido e insieme terribile. Insomma attori e parti da interpretare risultano credibili e armoniosi al contesto nel quale sono costretti, risultando posticci unicamente in un paio di occasioni, come quando, ad esempio Stella si scopre fin troppo presto una decisa e fredda ammazza-vampiri.
La regia riesce tanto nelle scene d’azione, dove si fa un largo uso della camera a mano, quanto nei dialoghi tra i personaggi, dove si evita, ma solo per un soffio, di cadere eccessivamente nelle solite frasi fatte. Il montaggio riesce a propinarci, con un ritmo sufficiente, azione e momenti relativamente più tranquilli, con la solita escalation nel finale, che comunque mantiene toni più bassi di quanto ci si potrebbe aspettare da uno scontro finale.
Anche gli effetti speciali, sono tutt’altro che scadenti. Tanto esplosioni, quanto smembramenti vari sono credibili e ben realizzati. Se avete problemi con il sangue, in particolare, è sconsigliata la visione, visto che zampillerà spesso e con estremo realismo.
Dove 30 Giorni Di Buio 2 delude è proprio nel suo essere estremamente commerciale. La trama infatti scorre via senza particolari spunti di riflessione, senza momenti saggiamente densi di tensione. Rispetto al prequel si spara molto di più e si trema molto meno, ci si disgusta il doppio, ma i personaggi risultano più distanti rispetto a quelli visti in azione a Barrow. Dove infatti prima avevamo a che fare con vere persone catapultate in una situazione per loro ingestibile, ora ci troviamo di fronte a un gruppo di umani armati di tutto punto pronti alla carneficina. Non si toccano gli eccessi action di un Resident Evil, per citarne uno, ma il feeling risulta fin troppo cambiato dal prequel.
30 Giorni Di Buio 2 insomma, abbassa il tiro. Qualitativamente sufficiente, non ha la forza per proporre una trama e una sceneggiatura all’altezza dell’originale. Non per questo ci troviamo di fronte a un film pessimamente diretto e realizzato.

L'articolo prosegue a pagina 2

Ma è veramente un DVD?

La qualità del formato è sorprendentemente sopra la media. Pur trattandosi “solo” di un DVD e non di un Blu-Ray, anche su schermi ad alta definizione la qualità dell’immagine resta abbastanza alta. Soddisfa ampiamente la profondità dei neri, che in un film del genere vuol dire moltissimo, e la definizione raggiunta. Persino sui televisori HD l’immagine evita di scompattarsi in tanti quadrati più o meno grandi, per restituirci sagome nette tanto nei primi piani, quanto nei grand’angoli. In particolare quando la scena si riempie del classico sole californiano, nelle grandi riprese della città, si resta stupiti per il livello di dettaglio raggiunto.
Dal punto di vista sonoro il discorso si fa molto simile. Il Dolby 5.1 è ormai garanzia di qualità e gestisce a regola d’arte i boati delle esplosioni, così come i piccoli rumori generati dalla masticazione di carne umana. La colonna sonora che accompagna il film è poi capace di regalare almeno un paio di tracce estremamente capaci di accompagnare i toni cupi di alcune scene. Certo, non ci troviamo di fronte a un capolavoro, quanto a un buon lavoro d’artigianato.
Leggera delusione per quanto riguarda invece i contenuti extra. Per quanto non si potesse certo chiedere molto da un film che esce direttamente su DVD, l’unico vero contenuto aggiuntivo è rappresentato da un mini-documentario, comunque molto interessante, sulla realizzazione del film.
Per dovere di cronaca, tuttavia, di seguito trovate la brevissima lista dei contenuti speciali del DVD:

- Commento del co-sceneggiatore/regista Ben Ketai e del produttore J. R. Young
- Il Crudo Realismo Di 30 Giorni Di Buio 2. Un documentario sulla realizzazione del film.
- Trailer Vari.

30 Giorni Di Buio 2 30 Giorni Di Buio 2, a discapito delle premesse, si dimostra un buon film. Grazie a una discreta ricerca stilistica, alla presenza di un cast tutt’altro che dilettantesco e a buoni effetti speciali, la pellicola diretta da Ben Ketai riesce a intrattenere più che dignitosamente. Si tratta, insomma, di un acquisto caldamente consigliato per tutti gli amanti della graphic novel, mentre chi ha apprezzato l’originale o coloro alla ricerca di un discreto horror potranno limitarsi a noleggiarlo. La qualità del formato è sorprendentemente alta, con l’unica pecca di una cronica assenza di veri contenuti speciali. A questo punto vogliamo a tutti i costi il terzo episodio di questa saga, con la speranza che, al di là di fornirci una buona versione home video, possa tornare al cinema con un budget ben più ampio da sfruttare.

ND.

media su 0 HYPE

Aggiungi il tuo hype

  • 6.5