Recensione 21 grammi

Sean Penn, Naomi Watts e Benicio del Toro sono gli straordinari protagonisti di 21 grammi, secondo capitolo della Trilogia sulla morte del regista messicano Alejandro González Iñárritu.

recensione 21 grammi
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Il dottor Duncan MacDougall nel 1907 lavorò ad un'ambiziosa ricerca per carpire il peso dell'anima: quando infatti una persona moriva il corpo pesava istantaneamente 21 grammi in meno (equivalente anche alla massa di elettroni presenti in ogni individuo). Proprio su questa affascinante teoria medica si basa il secondo film della cosiddetta Trilogia sulla morte, nonché esordio americano, del regista messicano Alejandro González Iñárritu, recente Premio Oscar per Birdman. Un'opera di rara intensità in grado di mettere d'accordo tutti, critica (svariati riconoscimenti e candidature in ogni festival del globo) e pubblico (60 milioni di dollari d'incasso, tantissimi per un'opera spiccatamente autoriale), grazie anche ad un cast all-star in stato di grazia che vedeva nei panni dei tre protagonisti principali Sean Penn, Naomi Watts e Benicio del Toro.

Anime perse

Paul Rivers è un matematico che soffre di una grave patologia cardiaca. L'uomo, che vive con la compagna Mary (desiderosa di avere un figlio da lui), è prossimo alla morte a meno che non venga trovato un donatore di cuore compatibile.
Christina è un'ex cocainomane che ora si è costruita una vita felice insieme al marito e alle due figlie piccole.
Jack Jordan è un ex detenuto che ha trovato nella Fede l'ancora di salvezza e, nonostante il passato gli complichi le cose nella ricerca di un nuovo lavoro, si gode la sua oasi di felicità insieme all'amata famiglia.
Una sera un incidente è destinato a cambiare per sempre le loro vite, intrecciandole beffardamente in un amaro gioco del destino.

Partita col destino

Prima del solitario e "astuto" piano sequenza di Birdman, Inarritu aveva già dato prova di sapere gestire la materia filmica con un tocco del tutto personale, alla ricerca di soluzioni originali e spiazzanti in grado di emergere nella massa. Ecco perciò che 21 grammi si basa totalmente su una narrazione incostante nella quale i piani temporali non hanno un ordine preciso ma vanno ad intersecarsi in un puzzle imprevedibile, un intreccio del destino che nel suo svolgimento non lineare si trova ad offrire colpi di scena a ritroso, tra presente, passato e futuro di esistenze per sempre segnate nell'animo. Dramma a tinte forti che fa sua una retorica realista, mai gratuita, che catapulta con la giusta sincerità emotiva nella pre-post-quotidianità distrutta dei tre protagonisti, ignari giocatori di una crudele partita di vita e di morte. Sensi di colpa, elaborazione del lutto, crisi di fede, aborto, separazioni improvvise: il cineasta messicano condensa nelle due ore di visione tematiche più che mai contemporanee, trovando nel tragico incidente che apre le sofferte danze l'esplosione scatenante di dolori e rimpianti in un montaggio caleidoscopico e cupo che nasconde dietro i suoi continui sbalzi temporali e logistici una marea straripante di emozioni. Con uno stile di ripresa che si incolla morbosamente ai personaggi, realizzato tramite cineprese senza cavalletto, 21 grammi vuole farci entrare con la maggior immedesimazione possibile nel triplice Io di queste persone così normali e con cui, a maggior ragione, è più semplice identificarsi. Merito da dividere con le sontuose prove dell'intero cast (notevoli le performance, in ruoli secondari, di Melissa Leo e Charlotte Gainsbourg) nel quale svettano magnifici i diversi ma strettamente legati supplizi di Sean Penn, Naomi Watts e Benicio del Toro.

21 grammi La quieta tranquillità dell'esistenza può essere scossa in qualsiasi momento: in 21 grammi a scatenare tre tipi di diverse ma complementari afflizioni è un tragico incidente automobilistico. Un'opera realistica a dispetto di un montaggio acronologico che mescola solo apparentemente le carte in una costruzione dell'intreccio che sembra portare ad un nuovo inizio dopo un percorso sui carboni ardenti che bruciano dolorosamente nell'anima. Inarritu gioca col fuoco in questo dramma a tinte fortissime, trovando nello strepitoso trio di protagonisti una forza emozionale di raro reali(ri)smo.

8

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