Intervista Zootropolis: incontro coi doppiatori italiani

Il nostro incontro con Massimo Lopez, Teresa Mannino, Paolo Ruffini, Frank Matano e Diego Abatantuono, tra i doppiatori del nuovo Classico d'animazione Disney di prossima uscita, Zootropolis.

intervista Zootropolis: incontro coi doppiatori italiani
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Ieri vi abbiamo raccontato (qui) del nostro incontro con i registi di Zootropolis Rich Moore e Byron Howard e con il produttore Clark Spencer, a Roma per presentare alla stampa il nuovo Classico Disney in arrivo in sala il 18 febbraio. Oggi, in attesa di potervi far leggere la nostra recensione del film (online dal 13 febbraio) cediamo volentieri la parola ai numerosi talent vocali che hanno partecipato alla versione italiana della pellicola, e che ci hanno raccontato la loro esperienza: tra questi Massimo Lopez, Teresa Mannino, Paolo Ruffini, Frank Matano e Diego Abatantuono, quasi irrefrenabili nel loro esporsi in maniera oltremodo disponibile alle domande degli intervenuti.

W Zootropolis

Cosa avete messo di vostro nel personaggio?
Massimo Lopez: Io personalmente ho fatto domanda di trasferimento. Vorrei vivere a Zootropolis! È un posto dove si respira una bella armonia ed un bell'equilibrio tra tutti gli esseri viventi di tutte le specie, senza né discriminazioni né luoghi comuni o pregiudizi.
Frank Matano: Io ho doppiato una donnola. Avevo doppiato pochissimo in vita mia, perciò quando mi hanno chiesto di doppiare un film Disney non ci potevo credere. Ho dato la mia cadenza, un po' più accentuata del solito. Ho urlato e respirato tantissimo, cose che nella vita non faccio tutti i giorni. No un momento, effettivamente respiro tutti giorni...
Teresa Mannino: Io invece ho doppiato un toporagno. La tragedia è che mi somiglia! Ha il naso importante e tantissimi capelli! Di mio ci ho messo un po' di siciliano ma soprattutto la leggerezza.
Paolo Ruffini: Io doppio un bovino figlio dei fiori! Mi ci sono anche identificato! Devo essere bovino dentro! (ride) Io personalmente ho un rapporto simbiotico con i film Disney. Proprio Walt Disney diceva sempre "Se puoi sognarlo puoi realizzarlo" e per me lavorare con la Disney è stato un sogno che si è realizzato.
Diego Abatantuono: Mi associo anche io! Il doppiaggio non è qualcosa che faccio di consueto, anche se a volte doppio me stesso che è indubbiamente più facile. Ho cercato sia di essere originale che di mantenere un'identità nella voce che permettesse di rendere riconoscibile al pubblico chi doppiasse il personaggio.

Nel campo dell'animazione, la Disney ha una tradizione senza pari. Quale altro film avreste doppiato volentieri?
Paolo Ruffini: Io avrei doppiato volentieri Wall-E! È silenzioso, quindi avrei lavorato pochissimo e sarei stato il protagonista! Ma il mio film Disney preferito resta Le Follie dell'Imperatore, magistralmente doppiato da Luca e Paolo.
Frank Matano: Mi sarebbe tanto piaciuto doppiare Rafiki de Il Re Leone. Non so dirvi bene perché, ma è un personaggio fighissimo!
Massimo Lopez: Io direi tutti i personaggi de Il Libro della Giungla.
Diego Abatantuono: Non saprei scegliere, sono davvero tanti! Anche io direi Il Libro della Giungla, a partire da Baloo!
Teresa Mannino: È molto difficile scegliere. Cenerentola non l'avrei mai doppiata perché è già troppo bella così e l'avrei rovinata...
Diego Abatantuono: Sarebbe diventata CenerANTOLA!
Teresa Mannino: Esatto! Biancaneve neanche, è troppo dolce...
Diego Abatantuono: Avremmo avuto BiancaNAVE!
Teresa Mannino: Appunto! Quindi direi i topini di Cenerentola. Come vedete si tratta sempre di topi!
Paolo Ruffini: Io direi comunque che in tempi difficili come questi la vera risposta alle tragedie del nostro tempo, a partire dal terrorismo, è sicuramente la poesia. È abbastanza inutile andare a cercare risposte in argomenti attuali: questo è anche un film politico, perché esprime ed esalta una città nella quale ognuno può essere ciò che vuole. Guardate la cronaca degli ultimi giorni: non appena c'è qualcosa che può essere evolutivo nei rapporti tra persone c'è una manifestazione per andarvi contro. Appena c'è qualcosa che porta in avanti i rapporti sociali c'è una manifestazione contraria. Questo film ci suggerisce, con il tono dei cartoni animati ma anche come avevano fatto Fedro ed Esopo prima di Walt Disney, come provare ad essere delle persone migliori.
Teresa Mannino: La chiave di tutto è non essere condizionati dalla paura. È la paura a renderci schiavi: può farci diventare razzisti. Non farsi accecare dalla paura è sicuramente la risposta, specialmente in tempi nei quali la paura è qualcosa con la quale ci troviamo a convivere.

Nel cast vocale di molti film, soprattutto di animazione, oggi sono chiamati anche doppiatori non professionisti. Con l'eccezione di Massimo Lopez, accade anche in Zootropolis. Cosa ne pensate della scelta di talent, youtuber e personalità non legate al doppiaggio chiamate sempre più spesso a prestare la voce ai nuovi cartoni?
Diego Abatantuono: I doppiatori indubbiamente sono i più bravi, e continueranno a doppiare. Le voci dei due protagonisti del film sono proprio di due doppiatori professionisti. Ma anche gli attori portano qualcosa di loro, non credo che una scelta debba per forza escludere l'altra.
Paolo Ruffini: Io penso spesso al Woody di Toy Story doppiato da Fabrizio Frizzi: un risultato che ho amato profondamente. Molto si gioca sull'abilità di individuare un carattere e lavorare su quello. Non credo ci sia una differenza sostanziale anche perché noi non siamo i protagonisti, ma siamo una serie di personaggi di contorno che danno vita al mondo nel quale si muovono due doppiatori straordinari.
Teresa Mannino: Il trucco di quando si doppia senza essere un doppiatore professionista è esserci ma non troppo. Il modo migliore è dare vita al personaggio senza sovrapporvisi e senza far identificare troppo il personaggio che stai doppiando con la tua persona.

Diretto da Byron Howard, Rich Moore e co-diretto da Jared Bush, Zootropolis arriva nelle sale italiane il 18 febbraio.

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