Intervista Universitari

Sul set con gli 'universitari' di Federico Moccia, che passa dal raccontare gli adolescenti di Scusa ma ti chiamo amore all'affrontare un'altra età difficile: quella dei giovani studenti universitari.

intervista Universitari
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Rispettivamente con i volti di Simone Riccioni, Brice Martinet e Primo Reggiani, si chiamano Carlo, Faraz e Alessandro e sono tre universitari fuori sede che dividono "Villa Gioconda", una ex clinica in disuso che la padrona ha deciso di affittare agli studenti, senza neanche metterla troppo a posto.
Il primo studente di cinema, il secondo immigrato italiano e il terzo palermitano che vuole fare il cabaret, nonostante il padre - vecchio barone della medicina - desideri fargli seguire le sue orme, sono i protagonisti di Universitari, quinto lungometraggio cinematografico diretto dallo scrittore amatissimo dai teen-ager (e, soprattutto, dalle teen-ager) Federico Moccia, autore, tra l'altro, di Scusa ma ti chiamo amore (2008) e del suo sequel Scusa ma ti voglio sposare (2010).
Protagonisti che, ognuno con il proprio disordine, le proprie non-regole e il proprio "metodo di studio", convivono facilmente tra maschietti... fino al giorno in cui il loro universo viene invaso dalle tre nuove affittuarie Francesca, Giorgia ed Emma, interpretate da Sara Cardinaletti, Nadir Caselli e Maria Chiara Centorami, le quali mettono in subbuglio la casa sconvolgendo il suo instabile equilibrio cameratesco.
Ed è proprio tutti insieme, come una sorta di famiglia allargata, che affrontano l'anno di università in cui ci si prepara al futuro con le proprie mani, come fosse un'ultima vacanza prima di fare davvero sul serio nella vita.

Nella settima settimana di riprese, ovvero la penultima prima della conclusione, abbiamo avuto modo di fare visita sul set della pellicola: un casolare ai confini di Roma dove il regista e sceneggiatore romano ci ha accolti affiancato dai sei giovani protagonisti e da Paola Minaccioni, la quale veste nel film i panni della succitata padrona di casa.
"Affitto in nero, a questo gruppetto di giovani che non hanno voglia di studiare, questa clinica ormai caduta in pezzi" ha dichiarato la Minaccioni, "Quindi, diciamo che mi sono ispirata molto alla cronaca odierna; è un personaggio che ha tante possibilità, non è la cattiva classica, poi, ha diversi gatti, me li sognavo addosso addirittura la notte".
Ma, sebbene, sulla carta, si possano trovare similitudini con L'appartamento spagnolo (2002) di Cédric Klapisch, Moccia ha precisato che il suo film non vi s'ispira, sebbene sia un titolo che gli piace molto, in quanto i giovani italiani sono diversi da quelli iberici. Come pure, non c'è alcuna connessione con I laureati (1995) di Leonardo Pieraccioni, in quanto ha spiegato: "Il tema può essere simile, ma affrontato in maniera del tutto diversa, in quanto il mio film vuole essere una riflessione su come l'università rappresenti l'ultimo momento di condivisione di vita, quello in cui avvengono i cambiamenti più grandi. Da ragazzo, uno pensa alle cose che vuole fare nella vita, ma, man mano che si va avanti, le idee cambiano; per esempio, io avrei voluto fare oceanografia".
"Il narratore del film è Carlo, il quale, più bello e con molti più capelli di me, rappresenta un po' la mia voglia di raccontare", ha proseguito il regista, "E' uno studente che fa cinematografia e che sta preparando il suo lavoro d'esame finale attraverso cui, appunto, racconta tutti i tasselli di questa storia, includendo anche vere interviste che abbiamo fatto a studenti universitari".
Giorgia, invece, è una ragazza calabrese e Francesca la figlia di Maurizio Mattioli, che, un po' chiusa e abituata a ragionare in un certo modo, trova questa nuova famiglia.
Mentre Emma, che sogna di sfondare nel mondo dello spettacolo, anche attraverso i reality, è una casertana figlia di Barbara De Rossi, con la quale porta avanti un difficile rapporto e di cui la Centorami ha osservato: "Emma è una ragazza verso cui la vita non è mai stata troppo gentile, per lei, quindi, questa voglia di apparire rappresenta un po' un modo di riscattarsi. Diciamo che è un po' una sorta di piccola Marilyn".
Alla fine, però, i protagonisti hanno anche la possibilità di affittare un'altra camera, quindi manca ancora un personaggio e, per chi si chiede se il sentimento sarà presente nell'operazione, Moccia - che non ha mancato neppure di osservare come, negli ultimi anni, l'Italia sia stata governata da irresponsabili - ha rassicurato: "Si tratta di una commedia, ma l'idea è che, alla fine, in questo gruppo molti di loro trovano la famiglia che non hanno avuto. Oggi come oggi, secondo me, la nostra società è priva di genitori e i giovani ne sentono la mancanza fin da subito. Tutti si lamentano delle cose smielate, ma questa è una società in cerca d'amore e nessuno lo dice".
Quindi non ci resta che attendere il 28 Febbraio 2013, giorno in cui il lungometraggio verrà distribuito nelle sale da Medusa.

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