Intervista Un Milione di Modi per morire nel West: Seth MacFarlane

Il creatore di Ted e dei Griffin ci racconta presente, passato e futuro dei suoi progetti!

intervista Un Milione di Modi per morire nel West: Seth MacFarlane
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Il noto autore e uomo di spettacolo Seth MacFarlane ha diretto, prodotto, scritto e interpretato il ruolo di Albert, il vigliacco allevatore protagonista di Un Milione di Modi per Morire nel West (A Million Ways To Die In The West) divertente commedia western disponibile da oggi in DVD e Blu-Ray grazie a Universal Pictures.
Nel film, dopo essersi tirato indietro da uno scontro a fuoco, Albert viene lasciato dalla sua scostante fidanzata per un altro uomo. Sarà una misteriosa e bellissima donna, da poco arrivata in città, ad aiutarlo a tirar fuori il suo coraggio e a farlo nuovamente innamorare. Ma quando il marito di lei, un noto fuorilegge, si presenta assetato di vendetta, Albert dovrà immediatamente mettere alla prova il suo ritrovato eroismo.
Protagonisti, accanto a MacFarlane, sono la vincitrice del Premio Oscar Charlize Theron, Liam Neeson, Amanda Seyfried, Giovanni Ribisi, Sarah Silverman e Neil Patrick Harris. MacFarlane, per questa pellicola, riunisce buona parte dei professionisti che hanno partecipato alla realizzazione di Ted, suo grande successo precedente. Vi presentiamo, oggi, un'intervista con il prolifico cineasta, che ci racconta retroscena non solo riguardo a Un Milione di Modi per Morire nel West ma anche riguardo a Ted 2 e i mitici Griffin.

La vita, l'amore e le vacche

Hai avuto bisogno di particolari abilità per interpretare Il ruolo di Albert?
La cosa più importante che ho fatto è stato studiare per un anno come andare a cavallo. Sapevo che in un anno non sarei mai diventato un esperto cavallerizzo, però così almeno potevo girare alcune scene al galoppo senza dover utilizzare una controfigura. Non sono un grande cowboy, ma almeno sono riuscito a girare diverse scene come le desideravo! E sicuramente sono diventato più bravo a cavalcare che a sparare con una pistola...

Da quanto non partecipavi ad una rissa?
Ho pensato a lungo se mi fosse mai capitato di partecipare ad una vera rissa e da quello che mi ricordo non ne ho mai avuta una. Sono sempre stato il ragazzo che cercava di fermare i litigi verbalmente, il che non è la cosa più mascolina del mondo ma sicuramente ti fa tornare a casa senza la maglietta strappata! (ride) Se incontri qualcuno che pensa subito di fare a botte, allora è una persona che fa risse in continuazione e mettercisi contro non è un'idea furba!

Hai mai pensato di cercare qualcun altro per interpretare il ruolo di Albert?
Da quando ho iniziato a pensare al personaggio ho avuto la sensazione che avrei potuto interpretarlo io stesso. Vedo molto di me in Albert e per questo ho pensato che fosse giusto che lo interpretassi io. Ma avevo un po' paura di qualche contraccolpo, visto che non avevo mai recitato in un ruolo di questo livello. Ted è stato diverso perché si, le mosse sono le mie e la voce anche, però recitare con il motion capture è sicuramente diverso. Ma fortunatamente mi hanno lasciato fare, i produttori hanno subito pensato che il personaggio mi calzasse a pennello e mi hanno dato il via libera. Ero un po' spaventato all’inizio perché nella maggior parte delle scene dovevo recitare con Charlize Teron, che è un’attrice fantastica ed avevo paura di sfigurare, però alla fine è andata bene e sono contento del risultato.

Un'intervista coi baffi

Che rapporto hai con i baffi? C’è un intero episodio de I Griffin su questo tema. Perché ne parli così spesso nei tuoi lavori?
C’è qualcosa di incredibilmente divertente nei baffi. In America ed in particolare a Los Angeles stanno tornando di moda ma a mio parere la gente li porta un po' per scherzo. Prima di iniziare il film abbiamo studiato tantissime foto dell’epoca e quasi in tutte c’erano questi uomini con questi baffi così ridicoli. Alcuni li portano folti, altri a cespuglio, altri avevano delle spirali infinite. Allora abbiamo pensato che fosse perfetto per le nostre riprese e che nel film chi aveva i baffi più lunghi era più rispettato ed aveva più influenza sulle persone.

E tu hai mai portato I baffi?
Al college avevo un po’ di barba ma mi prudeva troppo, quindi l’ho tolta (ride), non so come faccia la gente a tenerla.

Hai improvvisato molto in questo film?
Ci sono state alcune improvvisazioni. Con Charlize Teron ce ne sono state molte perché tra di noi c’è stato subito un grande feeling e sono venute quasi spontanee. Sullo schermo si riesce a vedere il nostro legame, non si tratta di recitazione in questi casi. Ancora oggi infatti ci teniamo in contatto e siamo diventati grandi amici. Però per il resto non amo improvvisare troppo. Sono quel tipo di attore e regista che pensa che se il copione viene rispettato alla lettera allora può uscire fuori un film veramente spassoso.

È stato facile convincere Christopher Lloyd a fare il suo cameo?
Era contentissimo di poter interpretare ancora quel ruolo. La sua scena andava girata al termine di una giornata lunghissima e faticosissima ma quando è arrivato sul set ci siamo tutti rigenerati, ed abbiamo ricominciato a girare come se fosse appena iniziata la giornata. È una bravissima persona.

Ted e i suoi amici

Con le tue commedie sfiori sempre il limite. C’è un limite che solo te con i tuoi film puoi raggiungere?
Il vero meccanismo che funziona per noi, ed è una cosa molto basilare, è che se c’è uno scherzo che pensi sia offensivo ma che potrebbe anche essere esilarante, lo metti nel film e fai due test del pubblico con più persone possibili e tutte differenti tra loro. Se dopo le prime due volte la gente ride allora pensi “Bene, potremmo avere qualcosa di interessante”, se dopo sei test la gente continua a ridere allora pensi “Bene può funzionare veramente” e se al dodicesimo test la gente ancora ride allora è fatta... non hai oltrepassato il limite. Stessa cosa per il contrario, se uno scherzo che adori ha una reazione opposta del pubblico allora andrà eliminato.

Quando hai condotto gli Oscar ti sei dovuto trattenere con alcuni scherzi?
Anche in quel caso è stata un po' una bilancia. Volevamo portare qualcosa che schiudesse lo show dalla sua conchiglia ma allo stesso tempo sapevamo di non essere li a fare I Griffin. Abbiamo cercato di prevedere le reazioni del pubblico in base agli scherzi ed alla fine ha funzionato. I giudici erano li a farsi gli affari loro ma va bene lo stesso!

Non ti ha dato fastidio?
Se il pubblico è dalla tua parte e i risultati in televisione sono buoni allora è andata bene. Sono i numeri che parlano: loro non mentono. Ho letto le critiche ma non mi hanno rovinato la giornata. Se qualcuno odia Ted, ma il suo successo è enorme, allora in qualche modo hai raggiunto il pubblico e hai fatto bene. Mi sono sollevato soprattutto leggendo la recensione di Roger Ebert, che è stata fantastica. Gli ho scritto una mail ringraziandolo e lui mi ha risposto “Se mi ha fatto ridere allora è divertente”. Mi ha fatto capire quanto chiunque possa apprezzare una commedia abbastanza volgare come Ted ma anche film di maggiore calibro.

Ci puoi dire qualcosa su TED 2?
Vi posso dire di che parlerà. Ho sentito gente raccontare trame su questo film che non si avvicinano minimamente a ciò che sarà. È una storia completamente diversa dal primo film. L’idea di un sequel che trattasse gli stessi temi del primo film non mi piaceva per niente. Ho deciso quindi di parlare di un’altra faccia della vita di Ted, che sono sicuro colpirà il pubblico. Tranquilli, non sarà un rip-off del primo film.

Perchè hai deciso di uccidere Brian ne I Griffin?
Semplicemente: lo show era in vita da ormai dodici anni e non volevamo continuare a fare sempre le stesse cose. Penso che sia il nostro lavoro quello di sorprendere continuamente il pubblico e non fare sempre le stesse, vecchie cose, quindi abbiamo deciso di prendere questa difficile decisione.

Che voto dai a: Un milione di modi per morire nel West

Media Voto Utenti
Voti totali: 10
6.2
nd