Venezia71

Intervista Thelma Schoonmaker: la grande donna dietro Scorsese

Il comune denominatore dietro tutti i capolavori di Martin Scorsese si racconta alla Mostra del Cinema di Venezia

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Cos'hanno in comune Toro scatenato, The Aviator e Quei bravi ragazzi, oltre ad essere tre capolavori di Martin Scorsese? Semplice: l'eccellente lavoro di montaggio che li caratterizza, premiato con tre Oscar per la grande Thelma Schoonmaker, che ha ritirato a Venezia 71 un meritatissimo Leone d'Oro alla Carriera, primo ad essere consegnato ad un montatore.
L'amicizia tra Scorsese e la Schoonmaker dura ormai da cinquant'anni, e la dedica a lei riservata dal grande cineasta è dettata dal cuore: "Ogni nuovo film per è una guerra, un atto d'amore ma anche un travaglio: e tu, Thelma, sei la guerriera più appassionata che abbia mai avuto a fianco".
Una carriera iniziata quasi per caso, dato che la Schoonmaker, ci conferma lei stessa, aveva studiato Scienze Politiche ma non trovava lavoro nell'ambito per via delle sue tendenze di sinistra. Appassionatasi al cinema, scopre il montaggio e decide di frequentare un corso intensivo di sei settimane, dopo il quale, fortuitamente, incontra Scorsese, che decide di farle sistemare un negativo rovinato da un collega. Da lì nasce un'amicizia e una collaborazione lunga mezzo secolo.

Un Toro scatenato... in sala di montaggio

“A differenza del lavoro degli altri reparti che si occupano di un film, il modus operandi di un montatore è oscuro ai più, anche se oggi, con le moderne tecnologie, tutti hanno accesso a queste tecniche. Rimane un lavoro molto complesso perché è sia tecnico che artistico e maneggiamo tantissimo materiale, ma le moderne tecnologie ci stanno dando tante nuove possibilità.” afferma la Schoonmaker. “Mi sono fatta le ossa sui documentari: cosa molto utile per capire come disporre il filo logico di un film. Mi ha aiutato poi molto anche per pellicole di finzione, come Toro Scatenato.” continua, aggiungendo “Però è grazie a Martin se ho potuto fare quello che ho fatto. È sempre la splendida persona degli esordi, ma non vuole mai ripetersi. È difficile dire come facciamo a lavorare insieme, perché non è un metodo usuale, ma sappiamo bene cosa vuole e cosa sa ottenere l'altro e quindi ci accordiamo in un attimo. Poi condividiamo l'amore per il cinema così tanto da avere sempre acceso, mentre lavoriamo, un canale tv dedicato ai classici. Ma non solo: ci ritroviamo a parlare di tutto... anche del Papa!”
Inevitabile la domanda sul perché si è 'limitata' a lavorare con Scorsese, con ben poche digressioni. “Be', per vari motivi: quando lavoro con lui sono libera di esprimermi al meglio, e comunque, anche volendo, sono sempre impegnata con i suoi film che mi rimane davvero poco tempo tra l'uno e l'altro per fare altre cose. E soprattutto: perché dovrei cambiare o cercare altro? Lui è il migliore.”