Spider-Man

Intervista The Amazing Spider-Man: Marc Webb

Il giovane regista Marc Webb ci racconta The Amazing Spider-Man, reboot ammodernato e svecchiato delle avventure del celebre tessiragnatele della Marvel con protagonista Andrew Garfield.

intervista The Amazing Spider-Man: Marc Webb
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Il regista Marc Webb parla della propria impronta stilistica sulla storia di Peter Parker con The Amazing Spider-Man.
Saltare a bordo del nuovo capitolo di un franchise che ha prodotto due miliardi e mezzo di dollari, con protagonista un leggendario ed amatissimo personaggio dei fumetti, sarebbe stato già di per sé abbastanza problematico, ma cercare di realizzare un film ambientato nel mondo reale, con qualcuno che cerca di sottolineare il termine “eroe” nella parola “supereroe”? Questa era una vera impresa.
Niente di tutto ciò ha intimorito il regista Marc Webb, l'uomo incaricato di riportare Spider-Man sui nostri schermi in The Amazing Spider-Man. Allo scopo di fornire tutto il super-potente intrattenimento che si può desiderare confezionato nella storia di un singolo eroe, il film completa il viaggio attraverso l’universo Marvel, che gli spettatori di tutto il mondo hanno iniziato questa stagione con The Avengers, trasportandoci in un luogo nuovo ed avvincente.

Il film vanta un nuovo volto dietro la maschera (Andrew Garfield, The social network) e una storia sulle origini del lancia-ragnatele, in cui Peter deve lottare per scoprire come mai i suoi genitori sono scomparsi e deve riuscire a gestire le sue nuove abilità da aracnide. Per Webb, l’approccio non era semplicemente agire su un livello molto più vasto; voleva trovare il cuore che batteva in mezzo allo spettacolo. “Peter Parker è la chiave d’accesso. Sono sempre stato un fan di Spider-Man, ma ero soprattutto un fan di Peter Parker. Quando si guarda il film, non penso che si possa essere dubbiosi riguardo il suo valore emotivo. C’è un incredibile senso di innocenza e di tenerezza in Peter Parker. Non è un milionario, non è un alieno, è un ragazzo. Ha problemi con le persone che lo hanno cresciuto e a parlare con le ragazze, e in ciò consiste quel senso di umanità che percorre il film. È stato un sottotesto che mi è venuto davvero spontaneamente. È qualcosa che amo nei film, in particolare con quella dimensione romantica. So bene cosa si prova ad essere insicuro con le donne! Le relazioni interpersonali di Peter sono così semplici e quotidiane da creare una dicotomia molto divertente in grado di unire quello spettacolo imponente con momenti molto intimi. In una maniera molto realistica, c’è un film indipendente e minimalista al cuore di Spider-Man.”

Una parte del lavoro è stata trovare un modo inedito per rappresentare Peter Parker; con un approccio al giovane eroe che emerge dal suo passato tormentato. “La prima tessera del domino in questo film è Peter abbandonato dai propri genitori. Mi sono detto, ‘in che modo questo ha cambiato la sua prospettiva sul mondo?’. E per me ha generato in lui un senso di sfiducia. Da questo gli derivano un profondo sarcasmo, e quell’umorismo provocatorio - infatti è un po’ scontroso e rude. Ha un atteggiamento che tutti noi possiamo comprendere e a cui possiamo relazionarci, ma è qualcosa di naturale in lui. È stato divertente esplorare il suo humor, perché ha un’origine spontanea, non è solo appiccicato al personaggio.”

Webb è stato felice di deviare verso una nuova direzione. “Volevo fare le cose in maniera differente. Avevamo visto le origini di Spider-Man, ma forse non avevamo visto le origini di Peter Parker. Ci sono alcuni elementi iconici di Spider-Man che mi sentivo obbligato ad onorare. Ci sono elementi per i quali abbiamo speso un sacco di tempo per progettare e realizzare alcune sequenze che abbiamo girato dal vivo, come per esempio lui che oscilla sulle catene, per creare quella sensazione, quel sentimento di gioia e divertimento, che è sempre una parte importante.”

E non abbiate dubbi - la gioia e il divertimento saranno parte del film, insieme con alcune sequenze spettacolari mostrate con un realismo sorprendente: le leggi della gravità funzionano, siamo in un mondo in cui Spider-Man potrebbe lanciare una ragnatela che sprofonda, o trovarsi in una situazione senza via d’uscita. L’ottimo cast aiuta ad infondere maggior realismo, con attori quali Martin Sheen (nel ruolo del famoso zio di Peter, Ben), Sally Field (zia May), Denis Leary (il capo della polizia George Stacy, che sta dando la caccia a Spider-Man e detesta che Parker si veda con sua figlia), Emma Stone nella parte di Gwen Stacy, il primo amore di Peter, e Rhys Ifans in quella del Dr. Curt Connors, che, a causa di un nobile esperimento scientifico finito in maniera orribile, si trasformerà in una bestia raccapricciante, Lizard. La minaccia squamosa porterà molto adrenalina nel film, con battaglie mozzafiato sul famoso scenario urbano di New York. Realizzare tutto questo è stata una sfida affrontata in vari modi. “Ci sono tantissimi elementi nel film” afferma Webb.

“Quando abbiamo girato quelle sequenze, abbiamo realmente ripreso una persona, un tipo enorme chiamato Big John. Era veramente un tipo grande di nome John, che ha fatto molte delle parti interattive. Perché quando provi ad interagire con Andrew, alias Peter, hai bisogno di qualcuno che lo afferri realmente per poter fare quelle cose. L’idea era quella di rimpiazzarlo poi con il Lizard creato dalla grafica computerizzata. Ma alla fine abbiamo realizzato la performance capture con Rhys. lo abbiamo ripreso in un ambiente simile e registrato le informazioni sui suoi movimenti facciali per incorporare la sua performance con quella di Lizard stesso. Mi interessava trovare un modo per inserire anche le emozioni umane perché volevo che quella creatura includesse il lavoro di Rhys. E poi ci sono le componenti fisiche - volevo renderlo molto più potente e forte di Spider-Man.

Mentre gran parte delle scene d’azione negli ultimi film è stata fisicamente realizzata con degli stunt, Webb non ha non ha certo tirato la cinghia sul budget per la grafica computerizzata, con molte sequenze lunghe girate su un set 3D all’avanguardia. Poteva esserci un film migliore per il 3D? E Webb ha ricevuto i consigli di un illustre maestro: “James Cameron è stato incredibilmente generoso con me. Gli piace fare le cose fatte bene, vuole che tu sia in grado di vedere le cose in profondità. Come se lo schermo fosse una finestra e tu riuscissi a guardare dietro di essa. Sta proprio lì il divertimento e le giungle di Avatar ne sono un grande esempio. Ho voluto spingere il 3D un po’ più in là così che sorprendesse lo spettatore. Mi ricordo quando da piccolo vidi Il Mostro della Laguna Nera, con tutte quelle cose che sembravano uscire dallo schermo per venirti addosso, oppure La Maschera di Cera. Mi sembrava divertente, vedere tra il pubblico i bambini che provavano ad afferrare qualcosa. Volevano rendere lo stesso effetto in alcuni momenti del film, per cui ho pensato il film in 3D. È stata tutta una questione di convergenza: abbiamo centrato il livello dell’inquadratura dietro Spider-Man di modo che le sue gambe sembrassero uscire fuori. Poi lo mettevamo più a fuoco così che sembrasse più reale, tangibile e si riducesse l’effetto mosso dovuto al movimento. Sembra più fisico. Tutto questo ha aiutato riguardo quell’effetto di qualcosa che sembra uscire dallo schermo e venirti incontro”.
Una vera delizia da supereroi, piena di azione, sentimento e prodigi? È una sfida? Accettata!

Che voto dai a: The Amazing Spider-Man

Media Voto Utenti
Voti totali: 70
7.6
nd