Intervista Ted - Intervista a Mino Caprio

La nostra intervista alla voce italiana dell'irriverente orsacchiotto

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Dopo il grande successo di pubblico e critica alla sua uscita nei cinema, Ted, l'irriverente film di Seth MacFarlane con protagonisti Mark Wahlberg e Mila Kunis, è infine disponibile anche in Home Video, in Blu-Ray e DVD, per Universal.
Noi di Everyeye abbiamo avuto la possibilità di intervistare Mino Caprio, ovvero la storica voce italiana non solo di Ted, ma anche dell'altra nota “creatura” di MacFarlane, ovvero Peter Griffin de I Griffin/Family Guy, e chiedergli della sua esperienza con i personaggi di questo autore e del suo lavoro più in generale. La sua voce vi è sicuramente nota: oltra a Ted e I Griffin, lo avete ascoltato in tantissimi film (ad esempio è stato la voce di Mark Williams/Arthur Weasley in tutti i film della serie di Harry Potter), serie tv, cartoni animati e pubblicità.

Signor Caprio, una delle sue interpretazioni più famose è quella di Peter Griffin, doppiato nella versione originale da Seth MacFarlane, autore anche della serie originale. Con l'arrivo di Ted nel nostro paese, è stato giustamente deciso che, siccome in inglese la voce dell'orsacchiotto era anche in questo caso di MacFarlane, lei fosse la scelta naturale per quel ruolo. Chiaramente, anche se il voice actor era lo stesso, Peter e Ted sono due personaggi molto diversi. Come ha lavorato su Ted per caratterizzarlo a dovere, differenziandolo da Peter ma rendendo sempre chiaro il nesso originale fra i personaggi?
Intanto posso raccontarvi una curiosità che mi ha meravigliato. Nel primissimo trailer italiano del film, Ted non è doppiato da me, ma è stato affidato ad un altro doppiatore. Alle volte i primi trailer sono realizzati sull'impronta senza poter spesso capire il vero fine del film, quello che vuole configurare. Motivo per cui chi se n'è occupato ha pensato si trattasse, visto che si parlava di orsacchiotti, di un film “leggerino”, e avevano dunque chiamato un altro collega senza afferrare il fatto che ci si dovesse rifare alla voce di Seth MacFarlane. La cosa è divenuta chiara solo una volta che il film completo è arrivato per essere tradotto e doppiato in italiano. A quel punto è apparso chiaro che sarebbe stato un controsenso non chiamare me.
La differenza tra la vocalità di Peter Griffin e quella di Ted, comunque, non è abissale: diciamo che io ho caratterizzato Peter rifacendomi in parte anche alla struttura corporea, rendendo la sua vocalità un po' più “grassoccia” mentre Ted è più “umano”, più “aperto” e meno fortemente caratterizzato, ma sempre con quel linguaggio che, nel gergo del doppiaggio, viene definito “buttato” che è poi il linguaggio di tutti i giorni. Un'interpretazione ironica, divertita, trasgressiva, che ovviamente trova le radici in Peter Griffin e trova poi una continuazione, una continuità in Ted.

Com'è stato interpretare un personaggio così sopra le righe? Cioè, già Peter Griffin non è un personaggio comune, ma un orsacchiotto che si comporta in quel modo è decisamente inusuale.
Sa, nella mia carriera ho doppiato tanti personaggi diversi, e sono stato sempre a disposizione del volto che vedevo sullo schermo. Per cui ho cercato anche per mio stimolo, e arricchimento professionale, di essere sempre diverso. La mia non è una voce che si può associare “a quell'attore particolare” come accade con altri colleghi noti per aver dato la voce a Tom Cruise o a Brad Pitt. Quando si pensa a Mino Caprio, si pensa alle tante caratterizzazioni. Non solo ho dato la voce a Peter Griffin, ma anche a Kermit la rana ne I Muppets, e mia è anche quella di C-3PO nella saga di Star Wars: ne ho fatti tantissimi! Come attore, si ricorda soprattutto Martin Short, quell'attore canadese, molto simpatico, di piccola statura. Ma anche in questo caso anche lui ha una voce particolare, “diversa”: “indoppiabile” mi era stato detto addirittura. Per cui io partendo già con Peter Griffin e con quella sua trasgressività nel dire le cose che sfiora il vilipendio, non mi è stato difficile poter dare una continuazione doppiando Ted, perché, ripeto, non sono così lontani come approccio a quel tipo particolare di ironia.

Qual è stata la parte più divertente da doppiare? E quella più difficile?
Quella divertente: sicuramente la scena del karaoke, quando Ted si trova in quella sorta di discoteca e fa il verso a certi brani dicendo che “è facile cantare queste canzoni, basta soltanto fare aeeeeaoeeaaaeaoooo” perché non contano le parole, tanto non si capiscono. Lì mi ha fatto sorridere, perché è vero. Ma ce ne sono tante: al supermarket, quando dialoga con la cassiera, o ancora i suoi approcci con la fidanzata del co-protagonista. Davvero parecchi momenti sono memorabili.
[segue piccolo spoiler sulla trama: saltate alla prossima domanda se volete evitarlo, ndR]

E poi c'è il momento drammatico, allo stadio di baseball, e lì sono sicuro che anche lo spettatore più irriverente, più proclive al riso, si sia commosso in quel momento. Lì, rattoppato da Mila Kunis, parlando come qualcuno che ha passato la dura prova di un ictus e ha una disfasia nella loquela, le prime parole che Ted riesce a pronunciare -suscitando la gioia dei due protagonisti ma anche lì approfittando dell'occasione per prendere in giro Mark Whalberg- dice “Ci sei cascato... invece sono tornato quello di prima!”. Insomma, la genialità inaspettata di Seth MacFarlane non pensavo arrivasse anche a quel punto, nonostante ci fosse da aspettarselo, conoscendo i suoi personaggi da undici anni.

Lei ha una grande esperienza nel campo, sia al cinema che in pubblicità che nelle serie animate. Ma qual è la sua specializzazione?
Le dirò, tornando alla mia duttilità -parlando sempre in toni molto umili- sono chiamato spesso a “togliere la castagne dal forno” come si suol dire, risolvendo delle problematiche. Pensi che ho sostituito Sergio Graziani in Futurama nel ruolo del Professor Farnsworth, e ovviamente anche in quel caso ho cercato imitare la voce di Graziani, che è tutt'altra da quella di Peter Griffin, e l'ho fatto per rispetto al mio grande collega. Al provino per la parte l'ho vinta per questo, nonostante ci fossero in lizza doppiatori più anziani di me e quindi idealmente più consoni al personaggio. Stessa cosa per nonno Simpson, doppiato originariamente da Mario Milita. Ecco, come vede, caratterizzazione ed imitazione albergano in una stessa entità. Lupo Alberto, prodotto italiano, è stato doppiato per la prima volta dall'attore comico Francesco Salvi: poi, per non so quale motivo, Salvi non ha più dato la voce al personaggio e sono stato chiamato io. Anche in quel caso ho dovuto fare il verso dell'originale, in questo caso di Salvi, con quel suo parlare lombardo tipico, e per me questa è sempre stata una chiave, una cifra: essere sempre a disposizione del personaggio e dare una continuazione a quel ruolo se non è stato iniziato da me ma da altri.

Ted 2 è attualmente in produzione, in America. È pronto a ridare la voce a Ted quando tornerà sugli schermi? Cosa le piacerebbe fosse introdotto nel sequel?
Guardi, il doppiaggio è tutto e il contrario di tutto. Potrebbero anche sostituirmi, anche se sarebbe un autogol! (ride) Ad ogni modo, certo che sono pronto, è nelle mie corde: dopo tantissimi anni frequentando e vivendo Peter Griffin, metabolizzandolo, e poi successivamente avendo doppiato e vissuto Ted, mi sento davvero pronto. Per il resto, chissà cosa sfoggerà a livello di creatività, fantasia, inventiva, MacFarlane, perché pur rimanendo sulla stessa scia d'ironia di sicuro non si ripeterà e inventerà sicuramente qualcosa di nuovo. Per cui sono prontissimo: non vedo l'ora di poter entrare in sala e doppiarlo nuovamente.

Ringraziamo il signor Caprio per la grandissima disponibilità e cortesia, e Universal HE per averci concesso l'intervista.

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