Intervista Studio Illegale - Incontro stampa

Nono lungometraggio per il noto Fabio Volo, che per Studio illegale di umberto Carteni, porta su schermo un personaggio tratto dall'omonimo libro di Federico Baccomo.

intervista Studio Illegale - Incontro stampa
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Showman, scrittore e attore, il bergamasco classe 1972 Fabio Volo non ha certo bisogno di presentazioni.
A poco più di un anno da Il giorno in più di Massimo Venier, tratto nel 2011 da un suo romanzo e nel quale finiva per innamorarsi di Isabella Ragonese, torna davanti all'obiettivo di ripresa per concedere anima e corpo ad Andrea Campi, rampante avvocato che lavora in un rinomato studio milanese di diritto internazionale dove, improvvisamente, perde la testa per una sensuale collega con le fattezze di Zoé Félix.
La novità risiede nel fatto che, questa volta, sotto la regia dell'Umberto Carteni che esordì tramite Diverso da chi?, non si parte da un suo libro, ma da Studio illegale di Federico Baccomo, anche co-sceneggiatore del film insieme allo stesso regista, a Francesco Bruni e ad Alfredo Covelli.
Tutti presenti, a Roma, per presentare la pellicola alla stampa, affiancati sia dai due succitati protagonisti che dai produttori e da altri due fondamentali elementi del cast: il veterano Ennio Fantastichini, ovvero il capo di Andrea, e il Nicola Nocella de Il figlio più piccolo, qui impegnato a ricoprire il ruolo di un giovane praticante che si ritrova coinvolto nel cinico universo lavorativo dello studio.

L'avvocato Fabio

Fabio, puoi darci un giudizio sul tuo personaggio?

Fabio Volo: Andrea, come nel libro, non effettua il classico percorso da eroe, ma parte già con uno sguardo disilluso. Ha sacrificato la propria esistenza ad un sistema lavorativo che, in cambio, ti chiede la vita e toglie spazio alle emozioni. Poi, a un certo punto scatta un click, qualcosa che non viene spiegato, e inizia a lasciare spazio anche ad altre cose. E' un po' come il matto della barzelletta che scavalca novantotto cancelli per scappare dal manicomio e, quando arriva al novantanovesimo, torna indietro.

Questa è anche una storia di scelte...

Umberto Carteni: Con Nicola ci siamo divertiti perché questo suo personaggio era un buono che, però, si trovava ad entrare nell'universo del lavoro, dove c'è il cinismo, ma non lo spazio per la bontà.

Nicola Nocella: Io credo che Tiziano sia follemente innamorato del personaggio di Andrea Campi e che non avesse chiaro quanto fosse oscuro un certo lato dello studio legale. Credo che sia attratto poco dalla parte black e tanto da Andrea.

Come avete lavorato dal libro al film?

Federico Baccomo: Per me è stato un piccolo sogno che si realizzava. Quando ero piccolo, mio papà aveva un film mito, Il prigioniero della miniera, di cui ci parlava in maniera entusiastica e che non si riusciva a recuperare perché mai uscito in vhs. Una domenica pomeriggio lo trasmise Raitre e papà, quindi, ci radunò per vederlo... ma fu una ca*ata micidiale e, per giustificarsi, disse che lo ricordava diverso. Ecco, temevo che la gente vedesse questo film provando la stessa sensazione, invece è bellissimo, concepito grazie a un lavoro di preparazione molto approfondito.

Francesco Bruni: Con il produttore Beppe Caschetto avevo già rapporti professionali, poi ho visto Diverso da chi? e l'ho apprezzato molto. Nel libro c'era tutto quello che uno sceneggiatore può chiedere, tanto materiale, documentazione e competenza dell'ambiente da raccontare, oltre a uno humour speciale.

Il personaggio interpretato da Zoé viene costruito un po' come la francese stereotipata...


Umberto Carteni: Il cinema spesso è fatto di cliché. Zoé l'ho incontrata a Parigi e sono stato rapito fin dal primo incontro dalla sua bellezza e dalla sua spontaneità.

Zoé Félix: Sì, è vero, i cliché hanno la pelle dura, ma è sempre interessante entrarvi dentro e fare un po' di caricatura.

Diversi da chi?

E come è stato lavorare con Fabio Volo?

Zoé Félix:
Io non conoscevo Fabio Volo, forse è per questo che le cose sono andate bene, perché, se avessi saputo che in Italia era una star, magari ci sarebbe stato qualche problema. Abbiamo avuto un rapporto molto spontaneo e lui è stato molto galante, gentile e delicato.

Come avete lavorato per la ricca colonna sonora?

Umberto Carteni: L'ho scelta io, ci siamo affidati sia a pezzi famosi che a Maxi Trusso, musicista argentino che ha vissuto per un breve periodo in Italia.

Ennio Fantastichini si è ispirato a qualcuno per il suo personaggio?

Ennio Fantastichini: Soprattutto per le scene in cui racconto le barzellette, senza fare nomi ne abbiamo uno molto famoso, qui in Italia, a cui ispirarsi (ride). E' un gaffeur di professione, totalmente improprio nelle sue uscite, con una mania per le barzellette. Giuseppe non è cattivo, è proprio uno st*onzo, perseguitato da se stesso, che mostra uno squarcio di umanità solo alla fine.

Fabio, arrivato a questo punto della tua carriera, in base a cosa scegli le sceneggiature dei film che interpreti?

Fabio Volo: Proprio perché ho fatto tanti lavori diversi, ho sempre avuto il vantaggio di poter scegliere e di fare ciò che mi piace. Poi, Umberto è un seduttore e chiunque viene avvicinato da lui se ne innamora (ride).

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