Intervista Pazze di Me: incontro con il cast

Abbiamo intervistato per voi i protagonisti del nuovo film di Fausto Brizzi

intervista Pazze di Me: incontro con il cast
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Dopo aver già ampiamente trattato la "guerra fra sessi" nel corale Ex (2009) e nel dittico Maschi contro femmine-Femmine contro maschi (2010, 2011), il prolifico Fausto Brizzi, indiscusso Re Mida della commedia tricolore delle nuove generazioni, riprende in esame l'argomento in quello che rappresenta il suo ritorno al cinema a neanche un anno di distanza dal non troppo riuscito Com'è bello far l'amore 3D (2012).
Pazze di me, che esce oggi in circa 600 sale sparse per tutta Italia, racconta infatti la storia di Andrea (Francesco Mandelli), trentenne ancora senza un lavoro fisso e costretto a condividere la casa con 6 donne, tra cui la madre e le sorelle, che gli rendono la vita letteralmente impossibile.
Una ragazza di nome Giulia (Valeria Bilello), conosciuta quasi per caso, lo metterà finalmente alla prova con se stesso e con la sua stravagente famiglia.

In occasione dell'incontro stampa milanese, abbiamo incontrato, oltre al regista, anche protagonista e interpreti del film.

BRIZZI, MANDELLI, GOGGI, BILELLO

Sig. Brizzi, da dove nasce questa sua passione per le storie corali, diventate ormai il carattere dominante della sua filmografia?

Fausto Brizzi: Tutti i film che ho fatto finora, per me, sono film corali, senza alcuna distinzione, da Notte prima degli esami fino a Pazze di me, che ha al suo interno una storia principale e almeno altre cinque o sei vicende di altri personaggi. E' un qualcosa che ti consente di essere più ellittico e ti garantisce, in qualche modo, maggiore libertà, oltre che più stimoli; trovo infatti che stare tutto il tempo su una sola storia diventi ripetitivo e rischi di stancare, a meno che non si tratti di concept come quelli di The Artist o Quasi amici. Oggi, lo spettatore è abituato ai canoni televisivi più che a quelli cinematografici, e il continuo alternare storie e personaggi rappresenta per lui una sorta di zapping, grazie al quale evita di annoiarsi.
Ormai, per me, è diventata anche una sorta di necessità.

Francesco, quello interpretato in Pazze di me è il tuo primo, vero ruolo da protagonista in un film. Come hai vissuto il cambiamento da un tipo di comicità stravagante ed eccessiva come quella dei Soliti Idioti a una più ragionata e contenuta come in questo caso?

Francesco Mandelli: Interpretare il ruolo di Andrea in questo film ha rappresentato per me una vera e propria 'inversione a U', con la quale ho messo da parte tutto ciò che ho fatto al cinema e in tv nell'arco degli ultimi due anni per abbracciare qualcosa di molto diverso. I soliti idioti sono un tipo di intrattenimento esagerato, caricaturale, volutamente spinto, mentre Andrea è un personaggio che doveva essere il più pulito e trasparente possibile. Non è stato facile perchè il rischio era quello di risultare eccessivamente caricato o troppo 'moscio', in qualche modo. La mia gratitudine è interamente rivolta a Fausto e alle interpreti femminili, che mi hanno permesso di inquadrare il personaggio dalla giusta prospettiva e di renderlo perfettamente adatto al contesto.

Quale pensate che sia il futuro della commedia italiana? Dove sta andando questo genere cinematografico?

Loretta Goggi: Sono convinta che la commedia andrà dove andremo noi, seguirà il nostro corso. Questo genere è da sempre una proiezione di ciò che noi siamo, uno specchio della nostra società, che può avere anche risvolti drammatici a seconda delle situazioni. In questo, Fausto riesce benissimo, perchè racconta le tematiche sociali oggi più importanti inserendo la drammaticità dei rapporti familiari.
La donna di oggi è molto diversa da quella di un tempo: oggi è lei che lavora, che mantiene la famiglia. Il mio personaggio si trova a dover fare i conti con questa situazione: il marito l'ha lasciata, ed è costretta far crescere da sola i propri figli.

Qual è la caratteristica dei vostri personaggi che più vi appartiene?

Loretta Goggi: In ciascuno di noi attori c’è parte del personaggio che interpretiamo. Io sono una madre mancata e avere all’improvviso quattro figli mi ha fatto riflettere su cosa potesse comportare essere madre, nel modo in cui voleva Fausto. L'unica cosa che ho in comune con questa donna è il fatto di pianificare.

Valeria Bilello: Non posso dire di somigliare a Giulia. Lei doveva essere un personaggio opposto alle altre figure femminili, che sono totalmente nevrotiche. Per cui ho cercato di renderla il più reale, semplice e piacevole possibile. E' stato difficile perchè io non ho questa serenità e questa capacità di innamorarmi nel giro di un secondo come lei.

Francesco Mandelli: Con Andrea mi accomuna il fatto di saper trovare una battuta anche quando le cose vanno male, per sdrammatizzare la situazione. L'ironia è la parte di lui che più sento mia, mentre, per fortuna o per sfortuna, io non posso dire di essere così responsabile come il mio personaggio.

FRANCINI, MINACCIONI, ROCCO, ZANELLA

A che tipo di pubblico si rivolge un film come Pazze di me, con un cast dominato quasi interamente dal gentil sesso?

Claudia Zanella: E' un film veramente per tutti. Molte persone si possono riconoscere nelle caratteristiche dei nostri personaggi, nei loro pregi, nei loro difetti e nelle loro nevrosi.
Allo stesso modo, è un film adatto anche per i bambini, perchè non ci sono volgarità.
Penso che, tra i film di Brizzi, questo sia veramente quello che parla a tutti e non solo a una ristretta cerchia di spettatori.

Chiara Francini: Devo dire che avremo anche uno zoccolo duro tra i gay... (ride)

A quali modelli femminili del cinema classico vi siete ispirate per dare vita ai vostri personaggi?

Marina Rocco: Ci sono un sacco di attrici che amo da tantissimo tempo, ma un modello in particolare, in realtà, non c'è stato. Semplicemente, con Fausto, abbiamo parlato e lavorato tanto su questo personaggio della 'svampitona di turno' e il tutto è venuto fuori molto naturalmente, senza nulla che fosse 'rubato' altrove.

Chiara Francini: Il mio personaggio è molto diverso da quelli che mi sono trovata a interpretare fino ad ora. Di solito sono molto ciarlona e chiaccherona, invece, questa volta, ho giocato molto sulla mimica. Anch'io non ho un nome di riferimento preciso ma il primo che mi viene in mente potrebbe essere Bette Davis.

Paola Minaccioni: Sicuramente, dovendo interpretare un carattere, il mio principale riferimento è stata tutta la grande commedia all'italiana e, in particolare, Franca Valeri. Non è che abbia pensato a lei fin dal principio ma è stata comunque una straordinaria fonte d'ispirazione.

Claudia Zanella: Essendo il mio personaggio una femminista convinta, che tiene convegni e parla a favore di tutte le donne, con Fausto abbiamo deciso di prendere come riferimento il personaggio di Tom Cruise in Magnolia. In pratica sono la sua versione femminile... (ride)

Qual è la caratteristica dei personaggi che sentite più vostra, soprattutto nel rapporto con il maschio?

Marina Rocco: La caratteristica principale del mio personaggio è la ricerca sfrenata, ma quasi inconsapevole, della libertà. Lei è un fiume, non fa scelte, scorre fin quando non trova qualcosa di buono. Mi sta molto simpatica, ma per molte cose non posso assolutamente dire di riconoscermi in lei.

Chiara Francini: Ciò che caratterizza il mio personaggio è la totale mancanza di empatia, che la fa apparire diversa e, in qualche modo, 'superiore' rispetto agli altri. Non mi riconosco per niente perchè, al contrario di lei, io sono una persona molto empatica.

Paola Minaccioni: Ho cercato di cogliere tutte quelle caratteristiche appartenenti alle badanti che ho avuto modo di vedere nella mia vita, come quelle che si sono occupate di alcuni miei parenti, per esempio. Mi ha colpito soprattutto il grande distacco che, nella realtà, queste persone riescono a mantenere nei confronti di chi si stanno prendendo cura e anche nei confronti della propria famiglia e della propria terra d'origine. Mentre, al contrario, il mio personaggio finisce proprio per adattarsi al carattere della famiglia in cui si trova.

Claudia Zanella: Il mio è un personaggio molto monotematico, che parla sempre di donne e insegna come odiare i maschi. Da un certo punto di vista lo sono anch'io, ma solo per il fatto che parlo sempre di tofu, di come diventare vegani e cose così... (ride)
E anch'io, come lei, nel momento in cui si innamora, arrivo a mettere l'amore sopra ogni cosa.

Che tipo di atmosfera si è creata sul set tra di voi?

Chiara Francini: E' stata un'esperienza molto piacevole perchè, chi più chi meno, ci conoscevamo già tutte e avevamo più volte lavorate insieme. Tale era l'armonia che Fausto ha finito di girare il film una settimana prima del previsto... (ride)

Qual è, invece, il difetto dei vostri personaggi che non vorreste mai avere?

Claudia Zanella: Il mio personaggio si innamora dell'uomo 'sbagliato', quindi vorrei che non mi succedesse mai di convincermi di una persona, piuttosto che di un lavoro o di un progetto quando invece questo non potrà mai portarmi da nessuna parte.

Paola Minaccioni: Io non mi farei mai ricostruire le unghie... (ride)

Chiara Francini: Non potrei mai sopportare il fatto di apparire stupida, o meglio, di non essere capita o mal interpretata per qualcosa.

Marina Rocco: Io non potrei mai vivere a 'fari spenti nella notte', come il mio personaggio, che si lascia attraversare da qualsiasi cosa gli succede. E' una cosa che mi fa paura ma, allo stesso tempo, mi sento anche un po' attratta dal poter vivere, magari solo per poco tempo, con questa totale leggerezza. Alla lunga, chiaramente, diventerebbe pericoloso.

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