Intervista Martin Freeman al Giffoni 2015

Bilbo Baggins, nel corso del suo lungo viaggio, fa sosta a Giffoni e ci racconta de Lo Hobbit, di Sherlock, di Peter Jackson, Fargo e dei suoi progetti futuri, tra cui Captain America: Civil War!

intervista Martin Freeman al Giffoni 2015
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Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Il simpaticissimo Martin Freeman arriva al 45° Festival di Giffoni il giorno del compleanno di Benedict Cumberbatch, il suo collega in Sherlock nonché voce di Smaug nella trilogia de Lo Hobbit. Chi non crede alle coincidenze, insomma, è libero di pensare che i fili della vita e della carriera dell'interprete inglese siano in effetti intrecciatissimi tra piccolo e grande schermo in maniera affascinante. Ottenere contemporaneamente un successo come il suo in tv e al cinema con personaggi della letteratura altrettanto iconici e per alcuni versi ai poli opposti sembra davvero un traguardo ammirevole. "I miei detrattori non sarebbero d'accordo - scherza lui - perché dicono che recito sempre allo stesso modo". La carriera, nel frattempo, raggiunge obiettivi sempre più ambiziosi come la partecipazione a Captain America: Civil War (a maggio 2016 in sala): "Mi mancano un altro paio di giorni di riprese - spiega - da aggiungere ai pochi già terminati. Il mio è un piccolo ruolo, ma spero continui, a meno che non mi licenzino! Sono al servizio del governo americano ma in modo ambiguo, quindi ho il compito di tenere a bada i supereroi ma non si capisce fino in fondo cosa ho in mente". Smentite le voci della collaborazione con Steven Spielberg per Il gigante e la bambina, Freeman prende in giro i fan raccontando di aver girato a Venezia lo speciale natalizio di Sherlock, su cui non svela effettivamente nulla. Intanto continuano le celebrazioni del suo ruolo iconico nella saga di J.R.R. Tolkien: dal 4 al 13 settembre Sky Cinema dedica un canale ai sei capitoli cinematografici de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Prima di salutare il pubblico del festival una ragazza gli chiede di rifare il gesto con il doppio dito medio, suo marchio di fabbrica diventato virale online grazie a video che collezionano le varie occasioni in cui l'ha riservato a chi lo circo nda. Senza perdere un briciolo dell'aplomb inglese la fan è stata accontentata!

Coraggio e felicità

Partiamo da alcune curiosità: qual è il tuo nano preferito della saga di Tolkien?
Sceglierne uno è come decidere il parente che preferisci in famiglia, so già che qualcuno si offenderà: direi Ori perché con Adam Brown mi trovo davvero benissimo.

Ti sei mai chiesto come fosse l'alito di Smaug?
L'ho immaginato come un mix di cipolla e verdura marcia! (Ride)

Nazione preferita tra quelle visitate per esigenze di copione?
La Nuova Zelanda: mi considero un cittadino onorario della terra che ha ospitato Lo Hobbit, per me è una seconda casa!

Episodio preferito di Sherlock?
Quelli della prima stagione in particolare perché tutto era nuovo sul set e quindi ci trovavamo davanti ad una continua scoperta, ma direi The great game (il terzo della stagione 1) e The sign of three (il secondo della stagione 2).

Ti è sembrato che nel pilot di Fargo la scena allo specchio ricordasse Robert De Niro in Taxi Driver?
Non oserei mai fare un paragone del genere! Io l'ho interpretata come una prova generale per convincere se stesso dell'innocenza e sviare i sospetti sugli altri. Per inciso, si dice che ci sia qualcosa di te in ogni personaggio e sono d'accordo... anche se non ho ancora ucciso mia moglie a martellate!

Qual è il tuo supereroe preferito?
Ho sempre amato Batman, fin da bambino, anche se so che probabilmente nessuno mi chiederà mai di interpretarlo!

Ti piacerebbe dedicarti alla regia?
Ci penso spesso ma non ho il coraggio di farlo, almeno per ora...

Come rispondi alle critiche su Lo Hobbit riguardo alla divisione del libro in tre film anziché due?
C'è stato molto cinismo, ci si chiedeva se fosse solo un'operazione economica ma Peter Jackson ha bisogno di soldi come io di un buco in testa. La verità è che sarebbe rimasto fuori dalla storia un mucchio di materiale interessante, invece così funziona tutto.

Bilbo e Watson sono persone ordinarie che vivono esperienze fantastiche. Quanto somigli loro?
L'atto più coraggioso che abbia mai fatto è decidere a 16 anni di recitare (ero l'unico nella mia scuola con questa ambizione) nonostante gli amici mi prendessero per pazzo. Non sono un uomo avventuroso ma so prendere i miei rischi per quello in cui credo. So che nella vita niente è gratis, l'ho imparato da bambino entrando ed uscendo dall'ospedale: devi guadagnarti tutto ogni giorno puntando sui tuoi talenti. Io di certo non avevo dalla mia la forza fisica perché ero mingherlino, ma sapevo far ridere.

A Bilbo basta poco per essere felice: una bella casetta, del cibo in dispensa, una pipa e un buon libro. E a te?
Anche per me la felicità è legata al cibo e a starmene a casa in santa pace!