Intervista Mai Stati Uniti - Conferenza stampa

L'incontro... all'americana con Carlo Vanzina e il cast di Mai Stati Uniti, nuova commedia all'italiana del regista, qui accompagnato da Ambra Angiolini, Ricky Memphis, Vincenzo Salemme Anna Foglietta e Giovanni Vernia.

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Hanno i volti di Ambra Angiolini, Ricky Memphis, Vincenzo Salemme Anna Foglietta e Giovanni Vernia.
Sono cinque individui inconsapevoli di essere fratelli e destinati prima a scoprire che devono riscuotere l'eredità di un padre mai conosciuto e del quale ignoravano l'esistenza, poi che, per ottenerla, saranno costretti a intraprendere un viaggio negli Stati Uniti finalizzato alla dispersione delle sue ceneri in Arizona.
Sono i protagonisti di Mai Stati Uniti, in uscita il 3 Gennaio 2013 in trecentocinquanta copie, ultima fatica registica di Carlo Vanzina, che, scritta dallo stesso insieme all'inseparabile fratello Enrico e all'Edoardo Falcone sceneggiatore di Nessuno mi può giudicare (2011) e Viva l'Italia! (2012), include nel cast anche Maurizio Mattioli e il piccolo Andrea Pittorino. Tutti insieme, affiancati dal produttore Fulvio Lucisano, hanno preso parte alla presentazione della pellicola alla stampa romana, purtroppo tenutasi in un giorno piuttosto triste per i figli di Steno; infatti, Enrico ha esordito: "Questa mattina è venuta improvvisamente a mancare Carol Levi, nostra agente da trentasette anni, ma anche una grande amica per me e Carlo; quindi, voglio dedicare questo film a lei".

Sognando... Vacanze in America

Dopo Vacanze in America e Sognando la California, tornate con un film ambientato negli Stati Uniti. Come è cambiato il vostro modo di descrivere l'America?

Carlo Vanzina:
Chi fa il cinema e lo ama è impregnato di quella tipologia di film che anche noi amiamo. Il tentativo di questo film era quello di portare la commedia italiana all'interno di una tipologia di comicità americana, che mi diverte. Comunque, il concetto che più ci premeva era quello di fare un film ottimista, in un brutto periodo come questo, con protagonisti cinque fratelli che non si conoscono.

Il cast può raccontarci qualcosa di questa esperienza?

Maurizio Mattioli: Con Carlo ed Enrico io lavoro dai tempi de Le finte bionde, del 1989. Da allora, ne è passata tanta di pellicola. Loro sono gli unici - oppure, rientrano tra i pochi - che permettono a un attore di partecipare al testo.

Andrea Pittorino: Carlo è il regista più bravo che abbia conosciuto, con lui ho fatto sia la mia prima fiction che questo, che è il mio primo film per il cinema. Il film è bellissimo e mi sono divertito tanto nel farlo, soprattutto con Giovanni (ride).

Giovanni Vernia: Tra infantili ci capiamo (ride).

Ricky Memphis:
Dove siamo stati è un posto bellissimo, poi io, da sempre, sono appassionato dei grandi indiani d'America. A voi sembrerà una banalità, ma mi sono emozionato.

Anna Foglietta: E' stata un'esperienza fantastica. Il film lo abbiamo fatto con amore e professionalità, ma non possiamo certo nascondere che è stato un po' un accessorio, perché la parte più bella veniva quando tornavamo in albergo.

Vincenzo Salemme: Io con Carlo ed Enrico mi trovo benissimo, perché loro scrivono per l'attore. Io ci lavorerei tutta la vita. Per quanto riguarda l'America, è stata un'esperienza bellissima, ma ciò che più ricorderò è la puzza d'aglio, perché lì lo mettono dappertutto (ride).

Ambra Angiolini: Io ho scoperto una America fuori dai soliti luoghi comuni, un paese selvaggio con i suoi disagi. E' un'esperienza che ricorderò per molto tempo.

Giovanni Vernia: Io ricorderò sempre questo film come un'esperienza drammatica, perché il primo giorno ho dovuto girare la scena della doccia e non immaginavo che sarei dovuto stare completamente nudo con tre ragazze in scena, oltretutto molto carine. Nella scena dovevo scappare, ma per terra era bagnato, quindi sono caduto con loro davanti senza avere nulla addosso. Finire a palle all'aria davanti a tre donne è un'esperienza che non auguro a nessun uomo (ride). Per il resto, l'America è fantastica e Carlo, che a voi sembra un vecchietto, è in realtà un amante della vita notturna, quindi veniva sempre con me a Las Vegas; tra l'altro, da genovese, apprezzo molto il fatto che lui paga sempre la cena (ride).

Non ci scaricate!

Cosa pensate di questo momento di crollo degli incassi?

Carlo Vanzina: Certo, la cosa ci impensierisce, ma io credo che in questo paese si prenda un po' troppo sottogamba il problema della pirateria e dello scarico libero. Se si continua ad andare avanti così, le sale saranno presto disertate.

Fulvio Lucisano: Qui in Italia non viene affrontato il problema come nel resto del mondo. In America, per esempio, la pirateria non è stata eliminata, perché è impossibile, però è diminuita. Anche in Francia viene combattuta ferocemente, da noi, invece, hanno addirittura eliminato i premi governativi per il cinema. Della pirateria, ai politici non importa nulla.

Enrico Vanzina:
Il dato più preoccupante, però, è che ad andare veramente male è stato il cinema d'autore, in un paese come il nostro, dove, questo genere di prodotto era un tempo abituato a grandi risultati. Penso, per esempio, ai film di Rosi, Petri e Fellini. Se siamo arrivati al punto di non poterci più permettere di produrre certe pellicole, vuol dire che ci troviamo davvero di fronte a una crisi da non sottovalutare. Forse mancano le sale, oppure gli autori guardano solo a un pubblico da festival.

Maurizio Mattioli: A Carlo addirittura, un tizio sotto casa voleva vendere i suoi film copiati (ride).

Raramente scrivete film insieme ad altre persone. In questo caso, siete stati affiancati da Edoardo Falcone...

Enrico Vanzina: E' vero, non lavoriamo spesso con altri sceneggiatori. Abbiamo scritto alcune cose insieme a Leo Benvenuti e Piero De Bernardi e i noir con Franco Ferrini. Poi, ci siamo occupati di alcune sceneggiature per i film di Neri Parenti. Edoardo è un personaggio particolare, perché è un attore, gli piace Aldo Fabrizi, è simpatico, spiritoso e intelligente. E' un perfetto sceneggiatore, siamo felicissimi di lavorare con lui.

Edoardo Falcone: E' stato bellissimo lavorare con Carlo ed Enrico, sono due belle persone. Poi, c'era un'atmosfera particolare, perché lavoravamo nello studio di quella che fu la casa di Steno.

Pensate che il calo degli incassi sia dovuto anche alla scomparsa del tipico cinepanettone?

Carlo Vanzina: Quando, nello stesso anno, abbiamo realizzato Sapore di mare e Vacanze di Natale, si trattava di film divertenti, ma anche molto sentimentali. In seguito, il cinepanettone ha assunto connotati diversi, ma il problema è arrivato quando Aurelio De Laurentiis ha deciso di cambiare tendenza e sono arrivati, da altri, film ancora più volgari; dei quali I soliti idioti rappresenta attualmente il livello massimo. Comunque, il fatto che Colpi di fulmine - che tutti davano per spacciato fin dall'inizio - sia salito al primo posto nella classifica degli incassi, testimonia che lo spettatore, probabilmente, non cerca la volgarità al cinema.

Concludiamo parlando delle citazioni cinefile presenti nel film?

Carlo Vanzina:
Il fatto che c'è l'urna con le ceneri è preso da Parto col folle, mentre abbiamo messo l'albergo di Las Vegas in stile Una notte da leoni. Inoltre, c'è la Monument Valley in cui girava John Ford.

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