Intervista Madagascar 3: Ale & Franz

Ale & Franz, voci storiche di Madagascar, ci parlano della loro nuova avventura

Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Un leone e una zebra insieme? Coppia insolita, è vero, ma già collaudata. Alex e Marty sono due degli eroi animati Dreamworks di “Madagascar 3: ricercati in Europa”, uscito il 22 agosto su distribuzione Universal. Il film è stato presentato in anteprima italiana al 42° Giffoni Film Festival (14-24 luglio) proprio da quest’inossidabile duo nella versione “umana”: tornano a prestare la voce ai due Ale e Franz, al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa, che quest’anno festeggiano un sodalizio artistico lungo 20 anni. La loro comicità deve reggere il confronto con i doppiatori originali, Ben Stiller e Chris Rock, grazie a cui i due personaggi hanno preso vita. “Far ridere - parola di Franz - è la cosa più bella del mondo. Siamo come medici che intervengono sull’anima”. E prestare la voce ad una pellicola tanto esilarante amplifica la sensazione di contentezza: “Sentir parlare una zebra è inusuale, per questo ricordo ancora l’emozione provata durante le prime battute. Ricreare gli stati d’animo di Marty mentre corre, salta e si butta da un burrone è affascinante perché mentre a lei succedono queste cose io invece resto fermo”.

Nella foto: Ale e Franz diventano giurati onorari di Giffoni con la t-shirt ufficiale, realizzata dagli studenti dell'Accademia della Moda di Napoli

Cosa fa ridere un comico?
Franz: A me diverte moltissimo guardare video di animali su You Tube, in particolare con scimmie e pappagalli!
Ale: Se vedo un cane dormire non mi fa molto ridere, invece sono più divertenti le persone...

Comici si nasce?
Ale: Io da piccolo volevo fare tutt’altro, per l’esattezza il re, pensavo fosse un lavoro e che si facesse una bella vita, in un castello dove mangi e bevi senza problemi. Se succedesse prenderei Franz come giullare.

Mai pensato ad una carriera solista?
Franz: Mai! Abbiamo ancora tante cose da fare, magari anche Madagascar 4, e poi i dialoghi funzionano più dei monologhi...
Ale: No: io e Franz siamo come Tom & Jerry!

A proposito di progetti: c’è un film in cantiere?
Ale: Avevamo un’idea, ma l’abbiamo scartata perché non ci convinceva, quindi per il momento faremo ospitate in film di amici come “Il peggior Natale della nostra vita”.

E se vi richiamassero a Sanremo? Attualmente ci sono molte critiche a Zelig, pensate sia giunto il momento di chiudere i battenti?
Franz: Sanremo 2013? Perché no! La comicità ha i suoi cicli ma non credo affatto che Zelig sia finito, anzi l’anno prossimo tornerà con tanti cambiamenti. Pensate a Mai dire: ha sfornato talenti del calibro di Aldo, Giovanni e Giacomo ma non si può vincere sempre. Una cosa è certa: la comicità cambierà ma non morirà mai perché la gente ha voglia di ridere.

La situazione politica italiana fa più ridere o piangere?
Franz: Noi lasciamo la satira politica a chi la sa fare, ma personalmente non ci trovo niente da ridere perché è la gente a pagarla, così come non rido di una persona malata, ma provo solo tanta tristezza. Preferiamo la satira di costume...

A quali modelli vi ispirate?
Ale: Se ho assecondato la voglia di provare a fare questo mestiere lo devo ad artisti del calibro di Vittorio Gassman, Alberto Sordi o Stanlio e Olio.
Franz: È qualcosa che anch’io ho scoperto tardi perché da adolescente non sapevo quale strada fosse la mia... Poi ci siamo incontrati a scuola di recitazione e tra di noi l’intesa è rimasta la stessa del primo incontro. Ovviamente abbiamo lavorato per trovare un equilibrio di coppia, abbiamo imparato ad ascoltarci e continuiamo a fare questo lavoro solo se abbiamo idee nuove. Se dopo tre volte che proviamo uno sketch vediamo che non funziona allora lo buttiamo via.

Com’è la situazione della tv italiana?
Franz: Sono gli ascolti a muovere tutto, ma attualmente la televisione è morta!
Ale: La mia è già al cimitero!
Franz: L’unica cosa buona della crisi è che non c’è tempo di produrre tv spazzatura e si ritornerà a fare programmi con buone idee, anche se con pochi soldi.
Ale: La tv di stato copia quella commerciale, invece di essere educativa... e noi siamo un popolo di bugiardi che guarda anche programmi pessimi ma non lo ammette. Oggi un programma come Buona la prima, ad esempio, non sarebbe prodotto.

Dunque nessuna schiarita all’orizzonte?
Franz: Solo la gente può cambiare i gusti della tv. Il pubblico guarda programmi brutti e quindi continuano ad andare in onda. Per questo noi abbiamo detto tanti no, nel piccolo e nel grande schermo. È tempo di essere coerenti con le proprie scelte.

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