ROMA 2012

Intervista Le 5 Leggende - Intervista a Peter Ramsey

Il regista Peter Ramsey ci svela i segreti dei Guardiani, i protagonisti del nuovo, bellissimo film d'animazione DreamWorks dedicato alle 5 Leggende: Rise of the Guardians.

intervista Le 5 Leggende - Intervista a Peter Ramsey
Articolo a cura di

Le 5 Leggende è il suo primo lungometraggio cinematografico, ma se in DreamWorks hanno deciso di affidargli un progetto così importante per lo Studio un motivo ci sarà. Nel 2009 Peter Ramsey aveva infatti diretto lo speciale televisivo Mostri contro alieni: zucche mutanti venute dallo spazio dimostrando di aver appreso molto negli anni passati a lavorare come storyboard artist di lavori di successo come Shark Tale, Minority Report, Il Grinch, Fight Club e tantissimi altri. Esperienza che si è rivelata davvero molto utile nel momento in cui ha dovuto prendere le redini registiche della trasposizione animata della mitologia creata da William Joyce con la sua serie di libri The Guardians of Childhood, i cui personaggi principali sono i miti dell'infanzia di tutti noi. "Tutti conoscono i personaggi di questo film, ma si tratta di un rapporto emotivo più che di una vera e propria conoscenza della loro storia. Nel film raccontiamo cosa essi rappresentano sul serio, la loro identificazione con le qualità umane più basilari. È il nostro modo di insegnare ai bambini a credere in loro". Così Peter Ramsey comincia la sua chiacchierata sul suo lavoro ne Le 5 Leggende.

L’importante è crederci

Il film ha un approccio registico ben definito, composto da bellissimi piano sequenza e shoot lunghi. Questo modo di raccontare la storia proviene dalla tua personale ricerca estetica o è un suggerimento del girare in CG?
Nonostante sia un film d'animazione, volevamo trattarlo come lavorassimo su un live action, che avesse uno stile cinematico, che sembrasse un vero e proprio epic fantasy. Devi davvero credere in quei personaggi che si muovono sullo schermo, credere che siano reali. Volevo suggerire al pubblico che tutto quello che vedeva stava succedendo nel mondo reale e per questo dovevo rappresentarlo nel modo più realistico possibile. Gli stessi guardiani sono stati creati seguendo quella che è l'immaginazione di un bambino, così che per loro sia più facile crederci.

È un film visivamente molto spettacolare. Quali sono i tuoi film d'ispirazione?


Mentre lavoravamo a Le 5 Leggende pensavamo ad altri fantasy movie come Star Wars, Il Signore degli Anelli o Harry Potter, con un mondo magnifico e dei personaggi che si muovono insieme per risolvere una quest. Gli abbiamo dato il linguaggio di quei film e abbiamo visto cosa succedeva.

Questo film è indubbiamente dedicato ai bambini.
Inevitabilmente si, è il soggetto che ce lo chiede. Sono libri per bambini e i personaggi interagiscono con dei bambini. Però in realtà c'è anche un sacco di sottotesto. Visivamente ed emotivamente è tutto fatto per far entrare lo spettatore nella mente dei bambini: devi credere nei loro poteri, nella loro esistenza. E questa fiducia, questo credere in personaggi come Babbo Natale, è qualcosa che non va mai via, anche quando uno è divenuto adulto.

Però la storia è raccontata con un'impostazione adulta.
Il titolo originale dell'opera letteraria è Guardians of Childhood e volevamo non tradire questa idea facendo un film che i bambini non capissero o non potessero guardare. L'idea era quella di creare un film per tutti, senza ironia. Quando sei un bambino credi che quei personaggi siano reali, non li vedi certo come nei cartoni o patinati come le stelle del cinema. È una realtà direttamente connessa al tuo lato emotivo. E anche quando non credi più in loro questa connessione resta comunque potentissima.

Una particolarità di questo film è che i personaggi positivi continuano comunque a scavare dentro di loro. Cosa troveremmo scavando dentro questo film?

Un grande messaggio di speranza. I personaggi rappresentano la speranza, la memoria, il senso di gioia. Sono tutte cose di cui abbiamo bisogno per essere felici. A questi sentimenti si oppone la paura, che impedisce alle emozioni positive di esistere. La storia è molto semplice, elementare, e i protagonisti sono tutti degli archetipi, ma non sono esattamente come li abbiamo sempre immaginati. La loro storia li racconta come se fossero dei supereroi.

Ci sarà un seguito?

C'è così tanto materiale nella mitologia creata da Joyce che si potrebbero fare molti film in futuro. Ma ovviamente dobbiamo prima vedere gli esiti di questo.

Come avete interagito con William Joyce?

Ho incontrato Bill circa 3 anni fa, quando sono entrato a far parte di questo progetto. Ha lavorato molto con noi sul film: è un uomo con delle idee brillanti. Volevamo che Bill amasse questo film e che onorasse la sua creazione.

Come si è inserito Guillermo del Toro nel progetto?
Guillermo è arrivato mentre stavamo strutturando la storia. È un grande scrittore e pensatore e ci ha aiutato moltissimo soprattutto nel definire come le storie potessero interagire tra loro. Più che altro è stato una fonte d'ispirazione. Lo conoscete, è una persona molto appassionata, soprattutto quando si tratta di queste cose. Amava quello che stavamo facendo e voleva essere sicuro di proteggere tutto quello che amavamo di più. Guillermo è stato il nostro guardiano e ha tenuto lontane le forze negative.

Com'è stata la transizione da storyboarder a regista?

Dirigere un film d'animazione è molto complicato. Devi lavorare con molte cose, ma io sono stato fortunato. Quando ero storyboarder ero costantemente a contatto con il regista e quindi ho imparato ad agire in tutti gli step di pre-produzione, a fare i testing e a lavorare sulla sceneggiatura. Non ero spaventato quando ho iniziato Le 5 Leggende come regista, perché sapevo già cosa aspettarmi.

Mitologia e personaggi

Come avete scelto quali personaggi inserire tra i guardiani? Alcuni di loro non fanno parte della mitologia di tutti i Paesi.
Abbiamo parlato molto di questo, ma poi abbiamo deciso di seguire la cultura occidentale. Abbiamo pensato che quei personaggi, anche se non diretti protagonisti della cultura di tutti, erano importanti per la loro personalità e la loro missione e che per questo fossero traducibili e comprensibili a tutti. Alla fine però abbiamo smesso di pensarci e ce li siamo solo goduti.

Tra i guardiani, il design più innovativo è sicuramente quello della Fatina dei denti.
Ci siamo ispirati al suo lavoro per il design. Deve essere ovunque in un momento. Ma la cosa più importante è la sua personalità, tipica di un essere che colleziona i denti di tutti i bambini e raccoglie e custodisce le loro memorie. È molto empatica con Jack Frost e il loro legame è importante per la storia. È un personaggio davvero cruciale.

E invece come hai lavorato sul personaggio di North?

Le basi vengono tutte dal libro e lui lo immagini come un uomo avventuroso... e un po' pazzo. In America la mitologia racconta che va in giro per tutto il mondo in una sola notta per consegnare i regali. È divertente e pazzo! È un personaggio imprevedibile: la sua fisicità e il suo aspetto esteriore incutono un senso di pericolo, ma poi è anche molto buono e gentile. Lui è un essere passionale e volevamo questa cosa venisse fuori.

Perché North è russo?

Lo rende molto più esotico e passionale e poi è una scelta irrazionale. È scioccante. Appena lo vedi e inizia a parlare con l'accento russo ti viene da chiederti se è davvero lui. È un modo per invogliare gli spettatori a dare un'altra occhiata al personaggio.

Il Coniglio Pasquale è aiutato da delle enormi uova di pietra. Sono ispirate ai totem dell'Isola di Pasqua?


In realtà no. Sono un omaggio all'iconografia di Hayao Miyazaki. È un modo carino per ringraziarlo del meraviglioso mondo che ha creato con i suoi film.

Sandman non parla mai eppure è tra i personaggi più potenti.


Sandman è proprio come un sogno che è sempre nel tuo subconscio. Parla in un modo complicato, ma è un personaggio di pura animazione, perché si esprime solo tramite i pensieri e visivamente.

Chi è l'Uomo nella Luna?


Il loro leader, il più vecchio guardiano esistente. È un simbolo di fiducia. Nei libri viene raccontato molto più di lui, mentre nel film lo abbiamo usato più che altro come simbolo. Non abbiamo voluto spiegarlo. È uno di loro, ma non si fa capire.

Qual è il tuo guardiano preferito?


Li amo tutti. Volevo che tutti avessero i loro momenti importanti nel film, ma se devo sceglierne uno sarebbe Jack Frost. Amo molto anche North, è molto divertente e credo sia un'ottima alternativa al classico Santa Claus.

Però tra i guardiani avete dimenticato Rudolph!

In realtà per un po' abbiamo provato a lavorare anche su di lui, ma poi abbiamo lasciato perdere.

Come avete lavorato con le voci dei guardiani?
Abbiamo incoraggiato gli attori a portare il più possibile di loro nei personaggi: dopotutto li abbiamo scelti proprio perché pensavamo fossero adatti a quel personaggio. Mi piace che gli attori mi sorprendano durante la lavorazione. Una volta che sono entrati in sinergia con il loro personaggio e hanno imparato a conoscerlo, allora siamo pronti a discutere di tutto, anche di quello che cambierebbero nella storia o nell'interagire con essa. Jude Law e Chris Pine non avevano fatto molta animazione prima di questo film e quindi con loro abbiamo parlato davvero moltissimo di come approcciare la cosa. Soprattutto con Chris: è un vero attore, a cui è stata affidata la parte più impegnativa.

Che voto dai a: Le 5 Leggende

Media Voto Utenti
Voti totali: 20
7.5
nd