ROMA 2012

Intervista Le 5 Leggende - Intervista a Jeffrey Katzenberg

Il CEO DreamWorks Animation ci racconta il futuro della major dell'animazione.

intervista Le 5 Leggende - Intervista a Jeffrey Katzenberg
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Nell'ambiente dell'animazione il suo nome è sinonimo di esperienza e potere, professionalità e intelligenza. Jeffrey Katzenberg è il CEO della DreamWorks Animation, ma è noto anche per essere stato a capo dei Walt Disney Studios quando questi hanno prodotto La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Aladdin e Il Re Leone. Passato in DreamWorks ha poi supervisionato la produzione di grandi franchise come Shrek, Madagascar, Kung Fu Panda, Dragon Trainer... insomma, come si suol dire, un uomo e una leggenda. Azzeccatissima quindi la sua presenza alla presentazione italiana de Le 5 Leggende. Chi meglio di lui sa come si lavora su una storia ispirata per trasformarla in un grande prodotto cinematografico? Si presenta in maniera impeccabile, sorridente ma contenuto, deciso a mantenere intatta la reputazione della sua grande azienda e dei prodotti che in essa si creano; ma questo non gli impedisce di essere disponibile a ogni tipo di domanda e di battuta, soprattutto se arrivano dal suo grande amico Guillermo del Toro, con il quale non può fare a meno di scherzare creando, senza accorgersene, quella atmosfera leggera che ha risanato il regista spagnolo da quando i due hanno iniziato a collaborare.

Originali, sempre.

Le 5 Leggende ha un'impostazione più seria dei vostri soliti film d'animazione. È indicazione della prossima linea d'azione?
Penso che il lavoro della DreamWorks sia stato più che altro catalogato dai media. I nostri film sono tutti molto diversi tra loro, solo che dopo Shrek abbiamo distribuito dei film molto satirici che hanno dato questa impressione che i nostri prodotti sono tutti molto basati sulla cultura pop. Shrek è diventato quasi la nostra firma, ma noi non lo abbiamo mai pensato in quel modo. In realtà solo quest'anno abbiamo tre film che trattano cose molto diverse tra loro. Devi avere una certa diversità nei tuoi prodotti per mantenere il pubblico eccitato. Nei prossimi 18 mesi a partire da oggi, DreamWorks ha in lavorazione 5 film originali. E nessuna compagnia ha nemmeno 5 film originali in 5 anni! Quando la gente in futuro penserà a DreamWorks sarà molto diverso. Guarderà alla qualità dei nostri film e all'originalità. Saranno tutti molto sorpresi.

Inizialmente sarebbe dovuto essere DiCaprio a dare voce a Jack Frost, è vero?
Credo Leo non fosse ancora pronto per fare animazione. In ogni caso abbiamo solo avuto qualche chiacchierata a tal proposito, ma non gli è mai stato commissionato ufficialmente.

Dal prossimo anno sarà Fox a distribuire i vostri film e la Fox stessa produce dei film d'animazione. Pensi che questo possa creare dei conflitti?
All'inizio abbiamo ovviamente tenuto conto di questo dato, ne abbiamo parlato molto prima di accettare l'accordo. È stata una discussione a due voci in cui ognuno esponeva i propri dubbi e interessi. Credo abbiano ragionato molto sul modo in cui potevano mandare avanti la distribuzione di due diversi tipi di prodotti di animazione e abbiano deciso di poter fare un buon lavoro. Non me ne preoccupo.

Quest'anno sono usciti sia Madagascar 3 che Le 5 Leggende: quale pensi sia il favorito per la corsa all'Oscar?
Personalmente non preferisco nessuno dei due. L'Accademy prende le sue decisioni, però la storia, che è costituita solo di fatti, insegna che di solito preferiscono le produzioni originali ai sequel. Che si tratti di animazione o di live action. Credo che l'unico sequel animato a essere premiato sia stato Toy Story 3.

La DreamWorks del futuro

Che cosa ne pensa del 3D?
Penso che il 3D sia qualcosa che è ancora in viaggio tra alti e bassi. Nel 2009 ha avuto un picco con Avatar, dopodiché ci sono stati dei lavori (non tutti) molto buoni realizzati in 3D. Nell'animazione abbiamo Dragon Trainer o Kung Fu Panda 2. Alla gente piace il 3D e ci sono dei buoni registi di live action che fanno un ottimo lavoro con questa tecnica. Solo che il pubblico esita davanti alla consapevolezza di quando il 3D è fatto bene e quando no. Madagascar 3 era in 3D ed è andato molto bene al box office: questo è un dato molto importante per il 3D nel mondo degli affari. Ma come tecnica crescerà davvero solo quando il pubblico si sentirà più a suo agio con lei e sarà capace di capire quando è buono e quando no.

Quindi il futuro sarà in 3D?
Credo che il 3D ci sarà ancora per molti anni e ha tante possibilità per migliorarsi ancora. Quando abbiamo prodotto Il Gatto con gli Stivali pensavamo avesse il miglior tipo di 3D possibile e la gente pensa ancora che sia tra i migliori. Ma il 3D de Le 5 Leggende è ancora migliorato. C'è ancora molta strada da fare, ma è normale. Nel corso della storia ci sono stati molti momenti che hanno segnato una rivoluzione del cinema: dal film muto a quello sonoro, dal bianco e nero ai colori. Il passaggio da una tecnica all'altra come standard è avvenuto in decenni, non in un paio di anni. Quindi dovremo aspettare ancora prima di capire il destino del 3D.

Quale sarà quindi il prossimo step tecnologico per la DreamWorks?
Noi guardiamo a tutte le tecnologie attorno a noi. Per esempio la riproduzione a 48 frame non fa al caso nostro: è più adatta alla live action. Per il modo in cui creiamo le immagini in animazione non abbiamo problemi di messa a fuoco o di blur, quindi i 48 frame non ci servono perché non migliorano la qualità del nostro lavoro. Il prossimo step credo sia comunque il 3D, ma la verità è che non ci concentriamo molto sull'avanzare dei media tecnologici. Il nostro focus è la storia. Quello che davvero si dovrebbe chiedere è chi sarà il prossimo James Cameron o Steven Spielberg.

Quindi chi sarà il nuovo James Cameron?

Spero che ce ne siano. Ci sono molti registi talentuosi, con alcuni di loro abbiamo già in ballo dei progetti, ma non posso dire quali. Ma persone come, ad esempio, J.J. Abrams hanno un grande talento e ogni giorno vengo sorpreso da dei grandi movie maker.

Avete annunciato l'apertura di una società di produzione in Cina...

Si, siamo la prima compagnia occidentale che è stata invitata a creare una società di produzione in Cina. Abbiamo già iniziato a produrre dei film lì e il primo arriverà sugli schermi nel 2017. Le storie sono ispirate a quello che succede in Cina e quindi hanno una particolare connessione emotiva con il territorio. Puoi trovare delle grandi storia in Cina che fanno tutte parte della loro storia e della loro cultura. Siamo sempre stati abituati a esportare i nostri prodotti nel mondo, traducendoli in 47 lingue, tra cui il mandarino. Per una volta invece saranno in mandarino e tradotti in altre 47 lingue!

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