Intervista La migliore offerta: Giuseppe Tornatore

Conferenza fine riprese dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore La migliore offerta

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Nell'elegante e suggestiva cornice dell'Ara Pacis si è tenuta a Roma la conferenza stampa di annuncio fine riprese dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore intitolato La migliore offerta (The best offer). La conferenza, cui erano presenti oltre allo stesso regista anche i produttori Arturo Paglia e Isabella Cocuzza per Paco Cinematografica in associazione con Warner Bros. Entertainment Italia, è stata preceduta dalla proiezione di tre minuti di backstage del film che uscirà nelle sale italiane il 4 gennaio 2013. Girato in lingua inglese, in location Mitteleuropee (Vienna, Praga, Milano, Trieste, Bolzano) e con attori del calibro dell'australiano Jeoffrey Rush, La migliore offerta rappresenta infatti la volontà di realizzare un film interamente prodotto in Italia (l'idea iniziale di una coproduzione è stata successivamente rimpiazzata da un progetto di prevendite internazionali) ma con uno slancio artistico di respiro internazionale. Una volontà cui La migliore offerta di Tornatore si è subito prestata, soprattutto per via del tema ‘poco italiano' delle aste che dà il titolo al film, e che comunque non rappresenta il cuore del film, ma fa piuttosto da sfondo a una storia contaminata di venature romantiche e atmosfere da thriller. Insomma una pellicola che promette di sorprendere quanti pensavano che dopo Baaria, Tornatore avrebbe avuto difficoltà a cimentarsi in qualcosa di apparentemente più leggero e meno radicato nelle sue memorie autobiografiche. Nonostante il doveroso riserbo mantenuto nei confronti delle pellicola, l'occasione è stata propizia per scambiare quattro chiacchiere a tu per tu con il premio oscar di origini siciliane, regista di film internazionalmente apprezzati come Nuovo Cinema Paradiso, La leggenda del pianista sull'oceano o il già citato Baaria.

A tu per tu con Tornatore

Anche se sappiamo che non può dirci molto, il titolo La migliore offerta si riferisce al mondo delle aste?
Tornatore: In realtà si tratta di una storia che ha solo il background nel mondo delle aste, e difatti il titolo ‘La migliore offerta' è un termine che appartiene a quel mondo. Ma l'argomento portante del film è un altro. Nel mondo delle aste l'offerta migliore è quella più alta, mentre parlando di appalti l'offerta migliore risulta essere la più bassa. La valenza allegorica del titolo allude alla migliore offerta in campo amoroso, perché mi piaceva l'idea di riflettere sul fatto che in amore non sai mai qual è l'offerta migliore. Questo è in effetti un film che mischia la storia d'amore con un'atmosfera da thriller e che, in un certo senso, ha una tessitura da giallo classico.

Com'è nata l'idea del film?
Tornatore: Mah, in realtà si tratta di un film che nasce da idee che avevo nel cassetto, da alcune geometrie che poi sono confluite in un'idea comune. Si tratta, se vogliamo, di una pellicola che rompe un po' gli elementi costanti (come avvenne a suo tempo con Una pura formalità) dei miei film precedenti. Ad esempio manca, almeno a livello macroscopico, la componente autobiografica che è stata invece la cifra dominante di Baaria. Inoltre questo film deve la sua vita a una serie di cataloghi di aste che tempo fa cominciarono ad arrivarmi, suscitando la mia attenzione per l'incredibile fraseologia che utilizzavano nel descrivere le opere all'asta, incluse quelle più comuni e di minor pregio. Ecco, quel modo così attraente e convincente di descrivere le cose mi ha nel tempo fatto venire la voglia di approfondire di più un tema che di fatto non è stato mai molto trattato al cinema.

Pensa che sarà possibile una partecipazione del film al Festival Internazionale del Film di Roma?
Tornatore: Ho cominciato il montaggio solo un paio di giorni fa e il Festival di Roma è a Novembre. Credo sia molto difficile se non impossibile che il film possa partecipare.

Ci può dire qualcosa in più del protagonista interpretato da Jeoffrey Rush?
Tornatore: Innanzitutto è un battitore d'aste. All'inizio del film il suo personaggio ha una personalità mentre alla fine ne ha un'altra, quindi potremmo dire che è la storia di una trasformazione.

Com'è stata la scelta del cast?
Tornatore: Quasi immediata per quanto riguarda la scelta di affidare la parte del protagonista a Jeoffrey Rush. Anche a Jim Sturgess e Donald Sutherland sono arrivato abbastanza facilmente. Ho avuto invece maggiori difficoltà a individuare la protagonista femminile Sylvia Hoeks, che interpreta in effetti un ruolo piuttosto complesso.

Cosa ne pensa della situazione di Cinecittà e del fatto che rischi di scomparire?
Tornatore: Credo che sia un momento molto difficile e che Cinecittà non possa scomparire per diventare tutt'altro (come si vocifera in questi giorni), ma neanche restare ciò che è stato in questi ultimi tempi, ovvero il fantasma di ciò che era nel passato. Non deve rimanere semplicemente un simbolo e quindi io spero che questa situazione critica crei la giusta condizione per il rilancio e una nuova fase di Cinecittà.

Arturo Paglia e Isabella Cocuzza: com'è stato occuparsi della produzione di La migliore offerta?
Isabella Cocuzza: Noi siamo stati assolutamente felici di contribuire a questo progetto: rappresenta la prima grande produzione italiana ma al contempo internazionale.
Arturo Paglia: Questo è un film in cui abbiamo creduto molto e che ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative. Soprattutto siamo felici di aver creduto in Giuseppe e di essere stati ricompensati dalla sua grande professionalità e precisione: le riprese sono durate 13 settimane come stabilito e non c'è stato nemmeno un giorno di ritardo. Non potremmo essere quindi più soddisfatti di così per come sono andate le cose.

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