Intervista La Famiglia Bélier: Louane Emera

Louane Emera, giovane cantante e interprete francese, è l'anima e il collante della famiglia Bélier e della divertente commedia di Eric Lartigau che ne prende il nome: conosciamola insieme!

intervista La Famiglia Bélier: Louane Emera
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Ne La famiglia Bélier, il nuovo film di Eric Lartigau ora nelle sale, i componenti dell'atipico gruppo familiare protagonista sono tutti sordi tranne Paula (Louane Emera), che ha 16 anni. Nella vita di tutti i giorni, Paula svolge il ruolo indispensabile di interprete per i suoi genitori e il fratellino, in particolare nella gestione della fattoria di famiglia. Ma un giorno, incoraggiata da un professore di musica che ha scoperto il suo dono per il canto, decide di prepararsi per partecipare al concorso canoro di Radio France. Una scelta di vita che per lei comporterebbe l'allontanamento dalla sua famiglia e l'inevitabile passaggio verso l'età adulta. La pellicola di Lartigau viaggia, a corrente alternata, tra i temi seri della scoperta di sé nell'età dell'adolescenza e il rapporto con la propria famiglia e temi più leggeri e solari, derivati però anch'essi dalle dinamiche giovanili e familiari. Vero e proprio collante del film è dunque il personaggio di Paula, ottimamente interpretato nelle sue varie sfaccettature da Louane Emera, che in patria ha acquisito grande notorietà grazie alla versione locale del talent The Voice.

The Voice

Come sei arrivata a far parte di questo film?
Prima di incontrare Eric Lartigau non avrei mai immaginato di fare l'attrice. Io vengo dalla musica, sono prima di tutto una cantante e non avevo davvero mai pensato all'eventualità di recitare nel cinema. Eric mi ha individuata guardando la trasmissione The Voice, ha contattato il mio agente e ci siamo incontrati. In seguito le cose sono avvenute molto semplicemente, ho passato un provino da sola e poi uno con degli altri attori e per entrambi avevo preparato alcune scene. Ero molto stressata perché per me era una vera pazzia presentarmi a un'audizione cinematografica a soli 16 anni! ...Non capita tutti i giorni a una ragazzina del nord della Francia di avere un'opportunità del genere. Ma con Eric si è creata subito una grande sintonia e in breve tempo mi sono lasciata prendere dal gioco. Un po' più tardi ho ricevuto la sceneggiatura del film e l'ho immediatamente trovato eccezionale.

Cosa ti è piaciuto di questa esperienza?
Innanzitutto è stata un'occasione straordinaria. Ma è stata anche una sfida enorme perché non avevo mai frequentato un corso di recitazione... avevo solo studiato teatro un anno a scuola senza neppure partecipare allo spettacolo di fine anno! Ho dovuto fare un lavoro molto intenso, ma è stato anche bello imparare una cosa nuova. L'ambiente del set poi è molto stimolante. E inoltre ho adorato imparare la lingua dei segni. Sono portata per natura per le materie letterarie e quello che mi piace di più al liceo sono le lingue straniere, quindi non c'è da stupirsi che mi sia piaciuto tanto! Ma nonostante tutto, imparare la lingua dei segni è un processo molto diverso. È una lingua poco praticata poiché viene utilizzata solo dai sordi e dagli audiolesi, ma è una lingua magnifica in grado di trasmettere molte emozioni. Mi ha permesso di entrare in contatto con persone straordinarie: mi riferisco in particolare al mio professore di LSF, Alexeï, e a Jennifer, la traduttrice. Mi hanno insegnato una quantità enorme di cose.

Il ruolo di Paula Bélier è senza dubbio il più complesso. Come te la sei cavata?
È la sola udente della famiglia, il che significa che parla e segna al tempo stesso, ma in più canta anche! È stato piuttosto complicato gestire i tre livelli di espressione, imparare la lingua dei segni, parlare e contemporaneamente segnare, eccetera. Ho fatto del mio meglio, con l'aiuto di Alexeï e di Jennifer che sono stati costantemente presenti durante le riprese. Ma alcune scene sono state davvero difficili!

In famiglia

Che cosa t'ha affascinato nella sceneggiatura della famiglia Bélier e nel personaggio di Paula?
La storia della famiglia Bélier è una storia eccezionale. È una famiglia molto unita e amorevole, che lavora sodo e che possiede valori semplici. I componenti di questa famiglia hanno anche un gran bisogno gli uni degli altri, ma Paula svolge un ruolo particolare nei confronti di tutti, quello di traduttrice e di collegamento con il mondo esterno poiché è l'unica udente della famiglia. Io mi sono resa conto che il personaggio di Paula mi assomiglia molto per certi aspetti. È una ragazza seria, per la quale la famiglia conta enormemente e che, come la maggior parte degli adolescenti, ha un sogno. Ha un lato ribelle, come tutti i teenager, e come me del resto! Ma il suo è più delicato. La sua scelta viene vissuta dai suoi cari come un tradimento, come un abbandono. Il solo fatto di essere un'udente in una famiglia di sordi costituisce una differenza molto forte, è già di per sé un piccolo tradimento. I suoi genitori e suo fratello hanno dovuto superarlo, ma fanno fatica ad accettare che lei desideri e possa vivere la sua vita, una vita diversa dalla loro. Paula è più matura di me perché deve gestire delle problematiche da adulta, ma è anche una ragazza che lotta per realizzare i suoi sogni, che è molto vicina alla sua famiglia, che è sempre di corsa e anch'io sono un po' così. È molto tenace e determinata a portare a termine i suoi progetti per ottenere dei risultati nella vita, ma al tempo stesso ha un po' paura di quello che le riserva il futuro. Non è che non abbia fiducia in se stessa, è solo che non è consapevole di possedere una vera dote per il canto. E poi, si sente lacerata perché ritiene di avere la responsabilità della sua famiglia e non vuole abbandonarla, pur desiderando nel profondo vivere fino in fondo il sogno di diventare cantante. Se Paula Bélier esistesse, mi piacerebbe che fosse la mia migliore amica!

Karin Viard, François Damiens e Luca Gelberg interpretano gli altri componenti della famiglia Bélier. Come è stato lavorare con loro?
Karin e François sono stati fantastici con me, mi hanno dato un sacco di consigli. Interpretare un personaggio è stato un esercizio difficile per me, perché non lo avevo mai fatto prima. Ho avuto parecchi professori che mi hanno aiutata, ma quando mi ritrovavo sul set senza di loro, sono stati Karin e François a spalleggiarmi. Con Luca, che interpreta il fratello di Paula, ci siamo trovati subito in sintonia: durante le audizioni abbiamo provato tutti e due insieme ed è stato fantastico! E poi, siamo stati molto vicini durante tutte le riprese. Siamo diventati davvero come fratello e sorella! Mi ha insegnato moltissime cose e ci siamo divertiti come matti! Passavamo parecchio tempo insieme la sera in albergo, dopo che lui finiva di fare i compiti.

Ci parli di come dirige gli attori Eric Lartigau e del lavoro che hai fatto sul tuo personaggio?
Ho scoperto la direzione degli attori su un set cinematografico insieme ad Eric... È stato molto gentile e molto comprensivo, pur restando sempre concentrato. Ci lasciava abbastanza liberi, ma sapevo in che direzione doveva andare ciascun personaggio. Per esempio, ho potuto fare delle proposte per modificare alcuni dialoghi. Ascoltavo moltissimo Eric e cercavo di fare del mio meglio seguendo i consigli e le istruzioni che lui mi dava.

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