Intervista L'era glaciale 4 - Francesco Pannofino

A quattr'occhi con l'interprete vocale di Capitan Sbudella da L'Era Glaciale 4 - Continenti alla deriva, Francesco Pannofino: un artista a tutto tondo che conquista con la voce.

Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

“Dai, dai, dai”: Renè Ferretti ci darebbe un bell’incoraggiamento prima di partire con le domande dell’intervista. E in effetti a tratti parlando con Francesco Pannofino al 42° Giffoni Film Festival sembra proprio che il “maestro” se ne esca con una delle sue esclamazioni tipiche in Boris. A chi è in ritardo potrebbe suggerire di “smartellare” e “aprire tutto” mentre di fronte alle solite “cagne maledette” si appellerebbe di certo al “coffee break” di rito. Non lasciamoci ingannare dal cinismo misto a pessimismo del regista della “fuoriserie italiana”: pare proprio che invece Pannofino veda nuovi spiragli per la cinematografia italiana, non tutta da buttare e di certo non totalmente allergica alla tanto temuta “qualità”.
Ma ora si volta pagina, o meglio si torna al primo amore, il doppiaggio: in attesa di un futuro per la dissacrante serie tv, dal 28 settembre presterà la voce a Capitan Sbudella, uno dei nuovi personaggi de L’era glaciale 4 - Continenti alla deriva 3D, distribuito da 20th Century Fox e presentato in anteprima durante la kermesse campana. Quale personaggio gli somiglia di più? “In tutti loro - parole sue - metto una parte di me stesso. Il gioco di questo lavoro è proprio quello di poter essere qualcun altro, possibilmente diverso da noi. Prestare la voce è qualcosa di diverso, perché in realtà si lavora su qualcosa che è già stato fatto”.

Pensa davvero che in Italia il cinema sia fatto a c***o di cane, come si dice in “Boris”?
Alcune operazioni sono fatte così, ma per fortuna altre sono sinonimo di qualità, come i lavori dei fratelli Taviani. Abbiamo una bella tradizione cinematografica in Italia e dobbiamo salvarla. In “Boris” abbiamo raccontato il paradosso di questa situazione, il caso estremo.

Tornebbe a “Boris”?
Speriamo di continuare, ma dipende dal fatto che gli autori decidano di scrivere altre storie al riguardo.

Nel film di 'Boris' dite che “il cinema è come la mafia: non se ne esce”. Che ne pensa?
Una giornata sul set è una delle cose più noiose che esistano: si rifà sempre la stessa scena. Per raccontare uno studio tv in maniera divertente dovevamo raccogliere il peggio e farlo diventare denuncia sociale.

Quanto le è piaciuto interpretare un regista?
Moltissimo! Il regista è il padrone, colui che dà ordini sul set, ma in “Boris” ho avuto la possibilità finalmente di prenderlo in giro. Ci si sente come uno studente che fa l’imitazione del professore.

Qual è il suo giudizio spassionato sulla serie?
“Boris” è una felicissima opera molto intelligente capace di migliorare la propria sceneggiatura anche grazie all’improvvisazione dell’ultimo momento. Racconta la rassegnazione al brutto e per questo ha funzionato.

Le è mancato questo approccio in “Nero Wolfe”?
In “Nero Wolfe” dovevamo stare attenti ad ogni sfumatura nella sceneggiatura, senza aggiungere o togliere nulla, per evitare di svelare il colpevole prima del tempo. Il metodo è diverso, ma è stata una scommessa vinta con buoni ascolti.

Non le veniva da ridere con Pietro Sermonti in “Nero Wolfe”?
Pietro è un mio grandissimo amico e sul set ci siamo aiutati e divertiti moltissimo insieme. Lavorare con lui è fantastico!

Preferisce la commedia o la tragedia?
Il progetto che amo di più è “Boris”, ma comunque a me in generale piace emozionare, soprattutto con la drammaticità ma non disdegno la commedia. In generale, comunque, l’attore non sceglie, viene scelto. I progetti più interessanti, ad ogni modo, sono quelli realizzati dai giovani...

Se esordisse ora, nell’epoca di You Tube, che cosa metterebbe online?
Tutto quello che mi incuriosisce o i momenti di imbarazzi, come la scena muta durante un’interrogazione. Di certo avrei imitato un insegnante e poi ovviamente mi avrebbero bocciato!

Che voto dai a: L'era glaciale 4: continenti alla deriva

Media Voto Utenti
Voti totali: 16
7.1
nd