Intervista John Carter: intervista alla Burroughs Inc. [3]

Ultima parte dell'esclusiva intervista a James J Sullos e Cathy L Wilbanks della Edgar Rice Burroughs, Inc.

intervista John Carter: intervista alla Burroughs Inc. [3]
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

John Carter, il fantascientifico kolossal tratto dall'avvincente saga letteraria che ha ispirato l'immaginario fantasy e fantascientifico di tutto il 20° secolo, è ora disponibile in Blu-Ray e DVD grazie alla Disney.
Abbiamo deciso di intervallare la recensione del film con una esclusiva intervista a James J Sullos e Cathy L Wilbanks, rispettivamente Presidente della Edgar Rice Burroughs, Inc. (la società che detiene i diritti sulle opere del grande scrittore e cura l'immagine delle stesse) e Capo Archivista della Fondazione, che ci hanno svelato diversi interessanti retroscena sulla realizzazione del film e sulla vita e l'opera del geniale autore di John Carter e Tarzan. Eccovi la terza e ultima parte dell'intervista. La prima parte potete leggerla qui, la seconda qui.

Pensa che dovrebbe esserci un sequel del film di John Carter?
Jim Sullos: Penso proprio che dovrebbe essere realizzato un sequel del film. Il primo film ci mostra John Carter su Marte ma il protagonista è ben lungi dal diventare il Signore della Guerra di Marte. Ci sono ben 11 libri ambientati su Marte dai quali si può facilmente attingere per creare molti altri entusiasmanti film.
Pensa che Edgar Rice Burroughs avrebbe apprezzato il film?
Cathy Wilbanks: Si! Credo proprio che Edgar Rice Burroughs sarebbe rimasto molto impressionato dal film di John Carter. Il signor Burroughs scriveva allo scopo di intrattenere i lettori ed ha riempito le sue storie di azione. Il film di John Carter rispecchia pienamente la sua visione.

Qual è la parte migliore nel lavorare con l'eredità del signor Burroughs?
Jim Sullos: Il sognor Burroughs ha scritto più di 70 romanzi e di 40 racconti. Non c'è fine per il mondo letterario che ha creato. Leggo spesso materiale che non è stato pubblicato per alcuni anni e la storia è sempre appassionante. Questo è il motivo per cui la sua eredità è senza fine.

Eravate emozionati dal dover lavorare con la Disney sul film di John Carter?
Cathy Wilbanks: Si! Lavorare con la Disney sul film di John Carter ci ha dato una fortissima emozione. La Disney era lo studio perfetto al quale affidare i diritti,

"John Carter scopre che può essere un ottimo guerriero ma esce esausto dalla guerra civile. Quando viene teletrasportato su Marte riscopre il suo lato umano e questo gli restituisce una ragione per vivere."

perché non solo realizza prodotti di alto livello ma ci ha anche permesso di raggiungere un pubblico che non era mai venuto a contatto con la storia.

Può confrontare brevemente il film ai libri?
Jim Sullos: Il film è un ritratto fatato ed accurato di “ A princess of Mars '. Un'idea è stata presa in prestito dal secondo libro, intitolato ' The Gods of Mars ' , dato che i Thern sono stati introdotti già nel primo film. La sottotrama dei Thern che progettano piani malvagi ai danni sia del pianeta Terra che di Marte potrebbe essere essere un'ottima base per il secondo film.

Il personaggio di John Carter e la serie di Barsoom, nonostante abbiano già un secolo di vita, sono ancora molto attuali e non sembrano affatto datati. Quale crede che sia la motivazione?
Cathy Wilbanks: Edgar Rice Burroughs scrisse la storia focalizzandosi sulle emozioni umane come l'amore ed il conflitto. Lui comprese che per avere una storia di successo doveva includervi fattori che avrebbero avuto una forte presa sul pubblico. Il personaggio di John Carter è stato sviluppato con caratteristiche quali il senso dell'umorismo, l'intelligenza, la sensibilità e la forza. Taylor Kitch è molto adatto ad interpretare il personaggio di John Carter perché riesce a rendere la storia adatta ai giorni nostri.
Cos'è, secondo lei, a motivare John Carter?
Jim Sullos: John Carter scopre che può essere un ottimo guerriero ma esce esausto dalla guerra civile. Non voleva prendere parte alla civilizzazione e si beava della relativa solitudine data dalla ricerca dell'oro nel deserto del'Arizona. Quando viene teletrasportato su Marte riscopre il suo lato umano e questo gli restituisce una ragione per vivere. Il protagonista è motivato dal suo senso di lealtà e dal suo amore per una bellissima principessa.

Ci saranno presto degli altri film tratti dai libri di Edgar Rice Burroughs?
Jim Sullos: Al momento la Warner Bros ha in lavorazione un film su Tarzan. E la Constantin Film farà uscire il primo film d'animazione in 3D di Tarzan nel 2013. Siamo costantemente in trattativa con alcuni produttori che cercano dai romanzi di Borroughs idee per dei nuovi film.

Perché il lavoro di Edgar Rice Burroughs piace ancora ai lettori nonostante il passare del tempo?
Cathy Wilbanks: Edgar Rice Burroughs scriveva con l'intento di intrattenere il pubblico. Le sue storie erano ricche di conflitti, azione ed amore e queste tematiche possono essere apprezzate da varie generazioni. I personaggi mostrano emozioni,

"Il film è un ritratto fatato ed accurato di 'A princess of Mars'"

forza, tempra morale, senso dell'umorismo ed intensità.

Come pensa che sia il design del film rispetto alle illustrazioni di J. Allen St. John?
Jim Sullos: J Allen St. John era un grande artista ed ha donato al pubblico le prime illustrazioni di quello che il signor Burroughs descriveva in maniera molto dettagliata nei suoi libri. Penso che il film abbia fatto un lavoro eccellente nell'interpretare le dettagliate descrizioni contenute nei libri. Non solo la trama è stata seguita fedelmente ma anche le rappresentazioni delle persone e dei luoghi presenti nel film sono state eseguite in maniera più fedele possibile al design originale.
Perché subisce il fascino di Edgar Rice Burroughs e di John Carter? Ci sono delle analogie tra queste due persone?
Cathy Wilbanks: Sussistono delle analogie tra Edgar Rice Burroughs e John Carter. Come le ben sa il signor Burroughs scrisse “ A princess of Mars ” nel 1911 e questo fu il suo primo romanzo. Lo scrittore aveva 35 anni all'epoca ed aveva svolto vari lavori prima di iniziare la sua carriera letteraria. In quel momento, dato che aveva già due figli e la moglie era in attesa del terzo,

"Può darsi che (ERB) scelse un soldato dell'esercito confederato perché aveva interesse ad iniziare con uno sconfitto che poi diventerà un uomo di successo."

lavorava presso un venditore di temperamatite. Credo che il signor Burroughs fantasticasse per fuggire dalla realtà, vivendo indirettamente le avventure di John Carter. Credo che i due, piuttosto che delle caratteristiche personali, condividano alcune peculiarità come il senso dell'umorismo, la forza, la tempra morale e l'intelligenza.

Come convincerebbe qualcuno che non ha familiarità con i lavori di Burroughs a leggere i suoi romanzi?
Jim Sullos: Suggerirei alcuni romanzi del signor Burroughs a tutti coloro i quali desiderino una lettura d'intrattenimento. Sicuramente apprezzerebbero l'immortalità dei suoi romanzi. L'autore ha sviluppato dei personaggi che rappresentano virtù durature ed un senso della moralità e dell'onore che permane nonostante si trovino ad affrontare difficoltà e circostanze avverse.

Che tipo di autore di libri di fantascienza era Edgar Rice Burroughs? In cosa era diverso dagli altri scrittori contemporanei e da quelli che lo hanno preceduto?
Cathy Wilbanks: Edgar Rice Burroughs era diverso dagli altri autori perché non aveva compiuto studi per diventare uno scrittore. Edgar, ovviamente, aveva frequentato la scuola e si era brillantemente laureato ma non aveva alcuna inclinazione per la scrittura. Dopo aver tentato varie carriere lavorative ha provato a scrivere un romanzo perché aveva bisogno di soldi. All'epoca, infatti, vendeva temperamatite nonostante avesse già due figli ed un terzo in arrivo. Aveva letto alcune storie pubblicate sulle riviste economiche e decise di provare a scrivere a sua volta. Marte appariva spesso sui giornali e l'autore attinse dalle notizie di attualità di quel periodo. Edgar continuò anche in seguito ad utilizzare gli eventi a lui contemporanei nei suoi romanzi.
Può spiegare come Burroughs ha avuto l'ispirazione per il personaggio di John Carter e, in particolare, perché ha scelto un soldato dell'esercito confederato come protagonista? Perché non ha ambientato il romanzo nell'epoca in cui viveva?
Jim Sullos: Il padre del signor Burroughs era un ufficiale dell'esercito dell'Unione durante la guerra civile (le truppe del nord durante la guerra di secessione americana, ndr ), e aveva raccontato al figlio molti fatti accaduti durante la guerra civile. L'autore, durante l'adolescenza, lavorò nel ranch del fratello in Idaho (stato situato nella parte nord-occidentale degli USA, ndr), dove ha imparato ha domare i cavalli selvatici ed è diventato un cavaliere esperto. Durante gli anni '90 del diciannovesimo secolo si è arruolato della cavalleria dell'esercito statunitense e chiese di essere assegnato al luogo più duro, e l'esercito fu ben lieto di accontentarlo. La sua destinazione fu il Forte di Grant in Arizona (stato situato a sud-ovest degli USA, ndr), con il compito di dare la caccia agli Apache ribelli. Più tardi affermò che, per sua fortuna, non ne incontrò mai uno. L'intera esperienza,

"Credo che il signor Burroughs fantasticasse per fuggire dalla realtà, vivendo indirettamente le avventure di John Carter. "

comunque, gli permise di visitare il deserto dell'Arizona che ispirò il suo lavoro letterario. Può darsi che scelse un soldato dell'esercito confederato perché aveva interesse ad iniziare con uno sconfitto che poi diventerà un uomo di successo. Questo, infatti, è un tratto che ritroviamo anche in altri suoi lavori.

Qual è, secondo lei, la chiave per creare personaggi incredibili come John Carter?
Jim Sullos: C'è stata un'epoca nella quale gli eroi erano prevedibili esempi di virtù, morale, onore e del fare sempre la cosa giusta piuttosto che quella sbagliata. In epoca recente, invece, il concetto di antieroe si è molto affermato tra gli scrittori. La cosa più interessante da osservare è che, in definitiva, questi antieroi hanno le stesse virtù degli eroi dai quali vogliono discostarsi, anche se in maniera piuttosto riluttante. Ciò che è esagerato è il fatto che abbiano tutti i tratti degli eroi tradizionali incarnati da John Carter.

Crede che il signor Burroughs avrebbe preferito il film d'animazione che la Disney ha dedicato a Tarzan rispetto alle prime pellicole dedicate ai suoi romanzi?
Cathy Wilbanks: Credo che al signor Burroughs il film della Disney sarebbe piaciuto immensamente. La maggiore differenza tra le prime pellicole ed il film d'animazione della Disney è il ritratto di Tarzan. Sembra che Edgar Rice Burroughs non fosse molto contento del personaggio rappresentato nei primi film ed io credo che quello della Disney sia riuscito a rappresentare bene il protagonista, che mostra un certo spessore nonostante sia destinato ad un pubblico di bambini.

Jim, può esprimere un suo parere personale riguardo John Carter?
Jim Sullos: Sono molto emozionato dal fatto che finalmente abbiamo una rappresentazione grafica di questa storia centenaria. Questo è un film che da vita ad una storia classica che continua ad appassionare diverse generazioni. Mostra chiaramente cosa si può ottenere applicando la moderna CGI ai romanzi classici. Spero che l'industria cinematografica continui ad esplorare la letteratura classica in modo da trarre dai romanzi altrettanti indimenticabili film.

Cathy, un'ultima considerazione su John Carter?
Cathy Wilbanks: Sono rimasta molto colpita sia dalle domande che dall'interesse suscitato da questo evento. Questo film dedicato a John Carter è per noi un sogno che si avvera. Quando sono arrivata alla Edgar Burroughs Inc. nel 1984 ho avuto la fortuna di lavorare con Danton Burroughs, il nipote di ERB. Mi ha molto ispirata e la sua passione era contagiosa. Ricordo che spesso lo sentivo parlare di quanto sarebbe stato bello poter vedere questo film sul grande schermo. Lo abbiamo amato molto e vogliamo ringraziare voi e la Disney per aver sostenuto il progetto.

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