Intervista Jessica Alba

Abbiamo incontrato la bellissima Jessica Alba al Giffoni 2012!

intervista Jessica Alba
Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Il debutto come doppiatrice, il sogno nel cassetto della regia e persino l’ipotesi di un musical: il futuro professionale di Jessica Alba le riserva molte sorprese, dopo un periodo di pausa dai set durante le due gravidanze. L’attrice di origini messicane lo racconta alla stampa e ai giovanissimi giurati del 42° Giffoni Film Festival (Giffoni Valle Piana, 14-24 luglio) dopo essersi goduta alcuni giorni di relax in costiera amalfitana con la famiglia. Ecco cosa ci ha rivelato sul suo futuro personale e professionale.

Quali nuove sfide la attendono in ambito lavorativo?
Attualmente sto lavorando ad un paio di progetti, e mi piacerebbe molto produrre o cimentarmi dietro la macchina da presa, ma ad una condizione: prima devo affiancare un regista molto bravo da cui imparare. Ogni volta che scelgo un ruolo uso dei criteri di selezione, mi chiedo innanzitutto chi sarà a dirigermi e poi guardo la trama, il cast e valuto il progetto: è proprio il regista a dare l’ultima visione della storia.

Il suo mentore potrebbe essere Robert Rodriguez, che l’ha diretta in Sin City, Machete e Spy Kids: All the time in the world?
Certo! Abbiamo lavorato moltissimo insieme, fin da quando avevo 21 anni, anche se lo conosco dall’età di 19. Condividiamo le stesse dinamiche familiari e gli stessi valori, lo considero un amico oltre che stimarlo moltissimo a livello professionale. Le affinità che ci legano sono tantissime, cibo incluso. E da un po’ stiamo pensando ad un progetto che mi terrorizza.

Addirittura?
Sì, abbiamo parlato spesso di realizzare un musical, ma l’idea mi fa un po’ paura perché ho una voce terribile e avrei bisogno di lezioni di canto, ma sapete una cosa? Sarebbe troppo figo provarci!

Quale sarà, invece, il prossimo progetto in uscita?
Nel 2013 vedrà la luce il cartoon “Escape from Planet Earth” e per me il doppiaggio è una novità assoluta oltre ad aver rappresentato un’esperienza buffissima. Nel frattempo in autunno dovremmo girare “Sin City 2”. Uso il condizionale perché rimandiamo il ciak da moltissimo tempo, ma ho la netta sensazione che questa sarà la volta buona.

Qual è stato il pregio principale di Sin City?
In tutti i film che faccio apprezzo la creatività, ma in questo caso è davvero pazzesca, grazie ad un regista visionario come Rodriguez. Impossibile non volervi prendere parte, ma non è stato facile: lui non pensava che il ruolo fosse adatto a me, mi vedeva troppo dolce, ancora legata all’immagine di “Dark Angel”, ma ciononostante ho insistito a tal punto che mi ha permesso lo stesso di fare il provino. E ce l’ho fatta, per fortuna...

Secondo lei la presenza massiccia di sequel al cinema è sintomo di carenza di creatività?
Credo che la ragione principale sia economica: alla gente piacciono i franchise perché si affeziona ai protagonisti, quindi l’audience è assicurata e non ci si deve preoccupare delle mille variabili che invece influiscono nel determinare una pellicola di successo.

"In autunno dovremmo girare 'Sin City 2'. Uso il condizionale perché rimandiamo il ciak da moltissimo tempo."

Incluse le intemperie climatiche che possono capitare il giorno della prima e indurre la gente a non uscire da casa per andare al cinema. Al contrario, i sequel sono una garanzia, creano un marchio e hanno anche un altro pregio a livello creativo: ti permettono di sviluppare e approfondire i personaggi.

A quale genere di personaggi si sente particolarmente legata?
Sono attratta dalle parti di donne forti e sono convinta che ruoli del genere si stiano moltiplicando perché ci sono più produttrici e sceneggiatrici. Lo showbusiness si sta rendendo conto della presenza significativa di un pubblico al femminile e quindi cerca di fare film che potrebbero attirarlo. Quali? Quelli capaci di offrire personaggi a cui potersi ispirare...

Che voto dai a: Sin City: Una donna per cui uccidere

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