Intervista Guardiani della Galassia: Dave Bautista

Dai ring più importanti del mondo del wrestling al più grande blockbuster fumettistico dell'anno: ecco a voi Batista!

intervista Guardiani della Galassia: Dave Bautista
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Tra i volti (e i muscoli) più famosi del wrestling moderno, David Bautista ha ormai da anni avviato una parallela carriera attoriale che l'ha visto in tv e al cinema: l'abbiamo visto in pellicole d'azione come Riddick e L'uomo con i pugni di ferro ma anche in una particina nell'ultimo film di finzione di Werner Herzog, My Son, My Son, What Have Ye Done? L'impressione è che ci sia anche il cuore di un vero attore sotto quella montagna di muscoli. E l'ottima performance di Batista in Guardiani della Galassia nei panni di Drax il Distruttore è un ottimo biglietto da visita in proposito. Lo incontriamo a Londra per parlare del film ed è molto diverso da come lo immaginiamo: parla con voce bassa, calma, controllata, modi gentili, un po' di relativa timidezza quando deve parlare di sè. Ha quasi un tono da intellettuale e gli occhiali da vista e il basco sembrano confermarlo.

Ciao Dave, piacere di conoscerti! Ti porto i saluti di tutti i tuoi fan italiani.
Oh, piacere, e ringraziali da parte mia! Il wrestling è ancora popolare in Italia? È un bel po' di tempo che non passo dalle vostre parti...

Dal ring al set

Eri già piuttosto popolare prima, ma ora lo sei ancora di più: ora sei una star del cinema...
(ride) Be', quando ho messo in pausa il wrestling non avevo l'intenzione di diventare una star del cinema: volevo solo diventare un attore perché mi piaceva l'idea e sentivo che era la strada che volevo intraprendere. Anzi, mi fa strano sentirti dire che mi considerano un attore famoso. Mi fa strano sentire tutta l'attenzione dei media, calcare i red carpet e tutto il resto... mi sento quasi a disagio.

Però eri abituato alle entrate in pompa magna prima degli incontri...
Sì, ma è tutta un'altra scala, amico. È tutto molto più grande di quanto avrei mai potuto immaginare, pazzesco.

Pensi di preferire il ring o il set, a questo punto?
Difficile rispondere. Al momento preferisco recitare, è la sfida che mi sono imposto al momento. Però devo ammettere che il wrestling un po' mi manca. È una cosa che adoro e della quale sento la mancanza. È un tipo di performance così diverso, particolare... senti la folle in diretta, è un'esperienza fisica. Però recitare al cinema è un'altra bella sfida, mi piacerebbe provare ruoli diversi e non mi faccio mancare i provini più disparati.

Quindi il tuo futuro è unicamente davanti alla macchina da presa o c'è la possibilità di un tuo ritorno sul ring?
Mi piacerebbero entrambe le cose, in realtà. Ne sto parlando con Dwayne Johnson [naturalmente stiamo parlando di “The Rock”, NdR], perché chiaramente non è una cosa semplice e lui può consigliarmi bene. Voglio continuare a recitare ma non voglio perdere le opportunità di tornare sul ring quanto più possibile. Di sicuro mi manterrò in forma!

Perché non un bel film insieme, tu e Dwayne?
Mi piacerebbe un casino! (ride) Non è ancora capitata l'occasione giusta, ma se arrivasse lo farei assolutamente, adorerei fare qualcosa del genere.

Il Distruttore

Parliamo un po' di Guardiani della Galassia. Drax è detto Il Distruttore non a caso: è spietato e determinatissimo, oltre che un po' instabile. Però ha anche un lato buono, che deriva dal ricordo della sua famiglia. Famiglia che ha perso, ma che in un certo senso ritrova nei membri dei Guardiani. Come hai bilanciato questi due aspetti del personaggio?
È proprio questo che mi ha affascinato del ruolo, perché non è come tanti altri, non è solo una cosa fisica alla “spacco tutto”. È un personaggio stratificato, molto serio. Però non è stato così difficile, in fondo, l'ho solo pensato e interpretato non come un semplice soldato o un guerriero assassino, ma come un padre e un marito addolorato, per prima cosa. La sua rabbia e la sua forza non derivano da altro che non sia il suo dolore, la sua perdita, e lì trovi la sua parte instabile.

Ti sei ispirato a qualche attore o personaggio di qualche vecchio film, magari? Chris (Pratt, NdR) poteva contare su un modello d'eccezione come Harrison Ford, ad esempio... Sarà un caso ma ho trovato una qualche similitudine tra Drax e il personaggio di un altro piccolo cult anni '80: Inigo Montoya de La Storia Fantastica.
(ride) Sì, ho capito di chi parli, era il personaggio interpretato da Mandy Patinkin, vero? Aveva una parlata latina, spagnolo o addirittura italiano, vero?

Sì, proprio quello, parlava con un intercalare spagnolo!
Comunque no, non ho mai pensato a riferimenti specifici, anche se questo che mi hai fatto notare è interessante. Però Drax era un personaggio piuttosto originale per me, nonostante il tema della vendetta in sé non lo sia, dato che è sempre così “formale”, prende tutto sul serio, ed è un aspetto che volevo evidenziare. Quindi mi sono rifatto alla mia interpretazione del personaggio, a quello che leggevo sul copione e alle indicazioni di James Gunn, senza altre influenze esterne.

Divertimento e sfida

Parlando proprio di James: com'è stato essere diretti sul set da lui?
Una gran bella esperienza. Mi sono divertito molto, già a partire dai provini. James lavora sodo e pretende molto, ma è sempre rilassato, non si prende troppo sul serio, è divertente e ti fa sentire a tuo agio.

Qual è stata la sfida più grande sul set?
L'aspetto più difficile credo sia stato abituarsi all'idea di far parte di una produzione così ginormica e di un gruppo di attori così ben assortito e famoso. Una volta superato quest'aspetto è tutto in discesa e ti puoi quasi rilassare perché il resto viene da sé.

Raccontaci qual è stato, invece, il momento più divertente.
(ride) Non saprei dirti qual è stato il più divertente in assoluto, ma di sicuro ci sono stati diversi momenti buffi in cui è stato difficile mantenere un'espressione seria durante le riprese. Del resto, nel momento in cui uno scoppia a ridere, tutti gli vanno appresso, no? (ride) Ad esempio c'era questa scena grande, importante, con 200 persone sul set, un personaggio comincia a ballare come da copione ma noi non riusciamo a restare seri durante questo spettacolo così bizzarro e volutamente fuori luogo. Una cosa che non vedi tutti i giorni. E che poi si trasforma in una festa, una volta finiti i ciak.

Guardiani della Galassia, pur essendo in continuity con gli altri film Marvel Studios, non è un film di supereroi: abbiamo cinque mascalzoni intergalattici senza veri e propri superpoteri. Ma se potessi scegliere un superpotere, quale sarebbe?
Credo che sceglierei di poter volare. Però mi ha colpito la risposta che ha dato Zoe ad una domanda simile, l'altra settimana: lei vorrebbe poter viaggiare nel tempo. Non avevo mai pensato prima che potesse valere come un superpotere, e devo dire che, anche a costo di rubarle la risposta, viaggiare nel tempo sarebbe una scelta ancora migliore del semplice volare, no? (ride)

L'interazione coi colleghi di set

Senza spoilerare, puoi dirci qual è il tuo personaggio o la tua scena preferita nel film?
Penso sia la scena in cui Rocket parla di questo gruppo di cinque disperati disposti in circolo e Star-Lord fa l'improbabile discorso motivazionale sul dover salvare la galassia. Quel momento sigla la formazione vera e propria del gruppo e mi ispira molto.

Non dirò altro ma tu capirai: della scena in cui interagisci con Groot che balla che ci dici? È stato in qualche modo difficile girarla, dato che non c'era davvero il personaggio con cui giocavi a “Un, due, tre stella”?
(ride) Come riferimento avevo solo un vasetto su un tavolo e io dovevo girarmi, secondo le indicazioni di James, mentre lucidavo i miei coltelli. Mi facevo i fatti miei e lui mi diceva “girati ora!” e così via, non è stata così difficile ma di sicuro ha funzionato bene, sono contento che alla fine l'abbia inserita perché non ero sicuro sarebbe finita nel film.

E a proposito di scene come questa: ti sei ritrovato anche a improvvisare, sul set?
Sì, c'è stata anche molta improvvisazione. Non troppa, ma di certo ben più di due battute completamente improvvisate sono finite nella versione finale e non erano previste. Ad esempio, Gamora che dice a Peter quanto è sudicia la sua astronave. O ancora quando dice a Drax di essere una principessina. (ride) Anche la mia risposta, chiaramente, è uscita fuori spontanea. A James sono piaciute queste cose e le ha lasciate.

Com'è stato relazionarsi con Zoe? Drax e Gamora, all'inizio del film, non sono proprio dalla parte della barricata...
È stato piacevole, perché è bravissima ma anche molto dolce. Ti fa stare a tuo agio nonostante tutto. L'unica scena che è stata problematica è quella in cui combattiamo e Drax tenta di soffocare Gamora. Sai, io non sono una persona aggressiva, in particolar modo con le donne, quindi ero un po' a disagio con l'idea di doverla stringere per il collo, e quindi ci andavo leggero, ma lei (ride) mi sbraitava contro cose tipo “e dai, sforzati di più, non preoccuparti, sennò non sembra realistico!” (ride)

Per concludere, vuoi mandare un messaggio ai tuoi fan italiani?
Ragazzi, vi ringrazio per il supporto, spero che il film vi piaccia e spero che continuiate a seguire il wrestling anche se non ci sono. Spero di tornare presto sul ring e spero di tornare il prima possibile in Italia, un posto magnifico. Ciao!

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