Roma 2014

Intervista Andiamo A Quel Paese: Ficarra & Picone

Il nostro incontro col duo comico siciliano per il loro nuovo film

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Uscirà domani nelle sale il nuovo film del duo comico siciliano Ficarra & Picone, dall'evocativo titolo Andiamo a quel paese. Nel loro quinto film da protagonisti (e quarto da loro diretto) i due interpretano due scanzonati quarantenni alle prese con la precarietà del lavoro e la necessità di “tornare all'ovile”, ovvero al paese natio, dove sbarcheranno il lunario grazie a una furbesca trovata degna di un film di Totò: quella di gestire le pensioni dei parenti anziani, gli unici ad avere un'entrata mensile assicurata. Tra situazioni assolutamente sopra le righe, citazioni della commedia classica italiana e frecciatine all'attuale situazione del nostro paese, il film ha divertito il pubblico al Festival Internazionale del Cinema di Roma, dove li abbiamo incontrati. Questo è il resoconto di quanto loro e il resto del cast avevano da dire sulla pellicola.

Avete girato in Sicilia in un piccolo paesino in provincia di Siracusa. Che tipo di Sicilia volevate mostrare?
Valentino Picone: Sicuramente una Sicilia autentica, reale. Tant'è vero che le comparse sono tutte persone del luogo.
Salvo Ficarra: Già che ci siamo voglio approfittarne per ringraziare chi ha reso possibile la realizzazione del film: gli sceneggiatori, il direttore della fotografia, chi si è occupato delle musiche, la scenografa, il montatore, il produttore... tutti!

Back to the nest

Com'è stata l'accoglienza in paese? Come avete scelto la location?
Valentino Picone: Abbiamo girato a Rosolini (che nel film viene chiamata Monteforte) perché molto caratteristica, e dotata di una splendida piazza, molto “cinematografica”.
Salvo Ficarra: L'accoglienza è stata fantastica e calorosissima, abbiamo avuto anche un surplus di richieste di partecipazione al film! Erano tutti entusiasti anche perché, nonostante la zona sia nota alle produzioni cinematografiche, nel centro di Rosolini non avevano mai girato.

La figura del prete e tutto il discorso del celibato è molto attuale...
Salvo Ficarra: Già. Avevamo qualche remora, temevamo qualche polemica, ma del resto l'attuale Papa è così progressista che alla fine avevamo paura ci avrebbe preceduto! (ride)
E più che ai preti, la castità andrebbe imposta a certi politici... (ride)

E voi interpreti come vi siete trovati?
Nino Frassica: Ficarra e Picone li conosco da una vita e sono fantastici. Poi a Rosolini mi sono trovato benissimo, mi hanno anche regalato dei formaggi! (ride)
Mariano Rigillo: All'inizio ero scettico sul ruolo che volevano assegnarmi. Non sono molto un tipo da commedia ma loro mi hanno fatto ricredere perché sono bravissimi, scrupolosi, seguono tutto con attenzione.
Francesco Paolantoni: Come Nino, anch'io li seguo dagli esordi. E al di là del talento, della bravura, della tecnica... sono proprio due brave persone.

Il contesto sociale è da ridere, ma neanche tanto. Le pensioni dei vostri anziani non saranno un po' alte, a 1400 euro?
Valentino & Salvo: Forse. Ma dimentichi gli 80 euro di Renzi! (ride) Che quando lo senti parlare in tv è bravo, rassicurante. Poi però quando la tv la spegni e ti guardi attorno un po' ti preoccupi.

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