First look Tutto molto bello

Report dal set della seconda regia di Paolo Ruffini

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"Questo film ha un'anima delicata, buona, poetica, positiva, comica, con un contenuto folle ma una struttura da commedia disneyana; è molto diverso da come siete abituati alla mia politica, nel senso che l'anno scorso, con Fuga di cervelli, abbiamo fatto un film per ragazzi eccessivo, politicamente scorretto e un po' fuori dalle righe, invece Tutto molto bello vuole rendere più felici le persone, perché, in un momento di crisi come questo, la gente ha voglia di essere felice. Il film è comicissimo, molto divertente, ma c'è anche una vena romantica".
Così il livornese classe 1978 Paolo Ruffini accoglie la stampa in una splendida villa romana dove si sta dedicando all'ultima delle sei settimane di riprese del suo secondo film da regista, un inno alla positività che, nelle sale cinematografiche a partire dal 9 Ottobre 2014 per Medusa, è stato girato tra la capitale italiana e dintorni attingendo da cult e classici degli anni Ottanta quali Tutto quella notte di Chris Columbus, Fuori orario di Martin Scorsese e Un biglietto in due di John Hughes (del resto, il produttore del film Alessandro Usai precisa che, con il fatto che non si prende mai sul serio, non solo Ruffini non tira fuori la propria parte erudita, ma maschera anche una conoscenza del cinema che pochissime persone possiedono, in quanto è, inoltre, uno dei più grandi collezionisti di vhs d'Italia).

Una notte da Ruffini

Ma pare vi siano anche riferimenti più o meno volontari a Una notte da leoni nella pellicola, di cui il protagonista riassume in questo modo il plot: "Io nel film sono un agente delle entrate, lavoro molto bello ma che, per tanti, è discutibile, in quanto un lavoro un po' ingrato. Sono una persona molto precisa, onesta e puntuale, ma anche un po' infelice ed uso i social network per sfogarmi e fare lamentele. La notte dei mondiali del 2014 gioca l'Italia, la strada è deserta e porto in ospedale mia moglie Chiara Francini perché è incinta, ma ci dicono che per il parto c'è da aspettare e, nell'attesa, incontro Frank Matano, che è un altro neo papà; al contrario di me, però, lui è ottimista, positivo, compagnone e travolgente. Quindi, inizia una notte piena di imprevisti e di incontri, il primo dei quali è quello con Gianluca"Scintilla"Fubelli, che interpreta un rocker fallito che troviamo nell'unica pizzeria aperta e senza televisione, impegnato a fare un concerto da solo nel locale deserto e che è un grandissimo fan di Pupo. Poi, incontreremo anche un emiro che ha questa villa in cui ci troviamo ora e che si diverte ad organizzare feste con sosia di personaggi degli anni Ottanta di cartoni animati, film e telefilm per farli scontrare nel wrestling. Personaggi che vanno dal Monnezza a Pacman, passando per Pippi calzelunghe, Super Vicky e Super Mario".
Ed è Nina Senicar - che durante la festa si maschera da Wonder woman e che Ruffini definisce una sorpresa pazzesca, perché bellissima ma anche autoironica - a concedere anima e corpo alla interprete dell'emiro: "Il mio personaggio si chiama Eva, è una ragazza molto seria e fa la interprete; si trova in una situazione assurda in cui, inizialmente, non sa come reagire, ma salva i due eroi del film. È una Wonder woman in tutti i sensi, non solo come sosia".
Matano, che racconta di essere nel lungometraggio un venticinquenne che rifornisce di noccioline, pistacchi e caffé gli appositi distributori automatici, rispetto a quello interpretato in Fuga di cervelli ha un personaggio più lucido, mentre Fubelli dichiara: "Il mio personaggio è di nicchia, un cantante un po' innamorato, un po' contento di quello che ha proprio perché non si rende conto di quello che ha, ovvero un palco per cantare, un amore ipotetico per una ragazza che ha incontrato due anni prima e di cui è ancora innamorato, tanto da rischiare la vita per andare a salutarla. La sua hit, inoltre, si chiama Toccami il palco".
Quindi, con un cast che, al di là di una partecipazione amichevole del cantante Pupo, comprenderà anche Angelo Pintus e Paolo Calabresi, supponiamo che l'irriverente tocco ruffiniano non mancherà comunque, sebbene il "toscanaccio" manifesti una certa ammirazione per l'attuale Papa, sorridente e che augura il buon appetito agli italiani, e riveli: "Al montaggio ci sono rimasto quasi male che qui non dico neanche una parolaccia; la mia formazione è anche quella dei film degli anni Ottanta in cui si diceva ‘Ti amo', che si è un po' persa, quindi abbiamo cercato di miscelare quella tipologia di storie alla nostra realtà".

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