First look Rutger Hauer presenta Blade Runner

Il mitico Rutger Hauer a Milano per presentare l'edizione del trentennale di Blade Runner

Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

I suoi sessantotto anni se li porta bene e con un certo stile, Rutger Hauer, l’icona olandese che ha prestato il suo volto e la sua classe recitativa a tanti epici personaggi del grande schermo. E anche se l’ultimo film in cui ha lavorato, Dracula 3D di Dario Argento, non gli rende onore, il piacere è quello di incontrarlo in occasione della presentazione di una nuova versione in blu-ray disc di un capolavoro del filone fantascientifico: Blade Runner di Ridley Scott, che ha debuttato nel giugno 1982, per poi articolarsi in una numerosa serie di versioni differenti, festeggia il trentennale in grande stile. Lo fa grazie a Warner Home Video con tre dischi, tra DVD e blu-ray, del peso complessivo di circa 50 GB, contenenti cinque versioni del film, seguiti da un art book di produzione di 72 pagine (con foto di alta qualità stampate in formato con cornice), un modellino dello Spinnner Vehicle Replica e un modellino dell’Unicorno.
La storia del film, tratta da Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick, è celebre e non ha bisogno di presentazioni: siamo in uno degli scenari distopici che hanno inaugurato il filone cyberpunk degli anni Ottanta, una Los Angeles cupa e ipertecnologica del 2019. È allarme quando sei replicanti (cyborg più forti ed evoluti dell’uomo, ma con una longevità assai limitata), capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer), riescono a fuggire dalle colonie di cui erano schiavi per cercare di infiltrarsi alla Tyrell Corporation nel tentativo di modificare la deadline dei loro corpi bionici. Sarà compito dell’agente Rick Deckard, un cupo Harrison Ford in linea col film, a ricevere la missione di occuparsi dei replicanti rivoltosi. Il resto è storia. Anzi, è leggenda. Dal primo all’ultimo fotogramma, fino alla frase culto del finale: “I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhauser Gate. All those... moments will be lost... in time, like tears... in rain. Time to die”.

Contenuto del Cofanetto ed Extra

Disco 1
- The Final Cut
- Blu-ray The Final Cut (2007)

Disco 2
- DVD Versione Cinematografica Originale (1982)
- Versione Cinematografica Internazionale (1982)
- Versione Director’s Cut (1991)

Disco 3
- Blu-ray Contenuti Speciali: La Rarissima Versione Copia Lavoro del Film
- Il Documentario Dangerous Days
- Galleria di Foto ad Alta Risoluzione con più di 1000 Immagini d’Archivio

Ho visto cose...

Sono parole recitate proprio da un Rutger Hauer trent’anni più giovane e che hanno fatto la storia, entrando nel gergo comune, almeno in quello delle nuove generazioni. Abbiamo incontrato l’attore al Centro sperimentale di cinematografia di Milano, il 18 ottobre, e la prima sensazione che ho percepito è stata di una piacevole atmosfera informale, calorosa ed accogliente. Ha sessantotto anni ma è un treno in corsa, Rutger, un vulcano in continua eruzione, sempre in viaggio e sempre pieno di energia. Le sue frasi stimolano a mettere sempre più impegno nei propri doveri: “L’ispirazione è un cibo che non ha scadenza”, dice. Si sono susseguite una serie di domande, chi gli ha chiesto com’è stato lavorare in Dracula 3D e chi ha chiesto un semplice parere su Prometheus, il nuovo film di Ridley Scott, ma Rutger non aveva visto nessuno dei due film ancora perché perennemente con la valigia in mano. Si dichiara ad ogni modo ancora un po’ dubbioso sul 3D, definendolo come un trick del cinema: può essere una buona proposta, ma a volte la promozione è troppo aggressiva, e comunque lui “non ama tenere occhiali in assenza di sole”. È così, tra una frase ad effetto e l’altra, che ci ammalia tutti. Si descrive come “nato in una scatola di sabbia a cui ho sempre cercato di dare un significato”, e rivela di essere stato sempre attratto dalla regia. L’arrivo alla recitazione è stato spontaneo e quasi casuale: stava seguendo una scuola di recitazione per capire come dirigere gli attori, e da lì ha avuto inizio la sua carriera. Sul tanto atteso e discusso sequel di Blade Runner, si mantiene vago. Dice che Ridley Scott ha firmato, ma che non ha maggiori dettagli. Forse sarebbe stato troppo per un giorno solo!

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